Alzheimer: cause della malattia che fa perdere la memoria

Quali sono le cause e i fattori di rischio dello sviluppo della demenza? Andiamo a sfogliare le possibili cause dell'Alzheimer

Pubblicato da Kati Irrente Venerdì 29 giugno 2018

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Morbo di Alzheimer e cause scatenanti: da anni la ricerca sta combattendo la sua battaglia a base di sperimentazioni (soprattutto post mortem) per arrivare a svelare con sicurezza le possibili cause all’origine dell’Alzheimer, malattia degenerativa che causa la restrizione e la morte delle cellule. Si tratta di una malattia che la letteratura medica inserisce tra le demenze, che prevede 7 fasi di declino cognitivo progressivo, tra i quali la perdita di memoria. Visto che in Europa si stima siano almeno tre milioni i casi di Alzheimer, e la tendenza è all’aumento, avere un’idea di quali possono essere le cause, o meglio i fattori di rischio per lo sviluppo dell’Alzheimer, può essere molto utile. Vediamoli di seguito.

Virus dell’Herpes

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Da recenti analisi post-mortem di cervelli di malati di Alzheimer i ricercatori del Mount Sinai Hospital di New York hanno verificato la presenza nei tessuti malati di due herpesvirus umani, il 6 e il 7 (in particolare Hhv-6A e Hhv-7), mettendo nuova luce sulle possibili cause della malattia. Lo studio sui virus implicati nel rischio dello sviluppo dell’Alzheimer è stato pubblicato su Neuron.

Metalli pesanti

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Un’altra ricerca mette in causa i metalli nel cervello, soprattutto la magnetite creata dall’ossidazione del ferro presente nel cervello e la sua interazione con la proteina amiloide. Lo studio internazionale è guidato dall’università inglese di Warwick ed è stato pubblicato sulla rivista Nanoscale.

Alluminio

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Nel cervello di malati di Alzheimer sono stati trovati quantità elevate di sali di alluminio ma non ci sono comunque prove dirette che la demenza sia causata da una forma di intossicazione da alluminio.

Trauma cranico

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Forti traumi meccanici al cranio sono considerati potenziali cause dell’Alzheimer, così come altre malattie neurodegenerative, tra cui l’encefalopatia traumatica cronica e il Parkinson.

Sesso

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Diversi studi hanno dimostrato che le donne hanno una probabilità maggiore di sviluppare il morbo di Alzheimer rispetto agli uomini.

Età e DNA

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L’età, ossia l’invecchiamento, ed il corredo genetico, possono influenzare la probabilità di sviluppare demenza. Con in passare del tempo si indeboliscono le struttura cellulari e i naturali sistemi di riparazione dell’organismo. La demenza comincia a manifestarsi in genere dopo i 65 anni. Nel processo sarebbe coinvolto il gene per l’apolipoproteina (ApoE) a livello del cromosoma 19.

Stile di vita: sedentarietà

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Lo stile di vita ha la sua importanza anche nello sviluppo dell’Alzhaimer. Flavia Mayer e Nicola Vanacore, dell’Istituto superiore di sanita’ (Iss), lo hanno spiegato in uno studio pubblicato sulla rivista Dementia and Geriatric Cognitive Disorders, in cui spiegano che il fattore maggiormente associato all’Alzheimer è l‘inattività fisica, con un numero di casi pari a 1,4 milioni.

Sindrome metabolica

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Diabete, ipertensione e obesità, ossia le malattie che formano la sindrome metabolica e che sono alla base del rischio aumentato di infarto del miocardio, sono considerate tra i maggiori fattori di rischio dell’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Depressione

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Per la demenza vascolare Flavia Mayer e Nicola Vanacore hanno spiegato che il fattore di rischio più importante è la depressione, intesa come isolamento sociale.

Consumo eccessivo di arginina

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Alcune sperimentazioni sulle microglia, cellule del sistema immunitario del cervello, hanno portato gli studiosi come Carol Colton (professore di Neurologia alla Duke University School of Medicine, uno degli autori dello studio pubblicato sul Journal of Neuroscience) ad affermare che una delle cause dell’Alzheimer potrebbe essere l’eccessivo consumo di arginina da parte delle cellule. L’aminoacido sarebbe alla base della produzione delle ‘placche amiloidi’ che alterano i neuroni, provocando la demenza.

Mancanza di dopamina

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Una delle cause del morbo di Alzheimer è il cattivo funzionamento di un’area del cervello nella quale i neuroni che producono la dopamina ‘muoiono’. Quindi l’assenza del neurotrasmettitore che sta anche alla base del buon umore, porta a un malfunzionamento dell’ippocampo, così la persona perde la memoria.

Alimentazione

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Secondo il neurologo americano David Perlmutter c’è un rapporto di causa e effetto tra alimentazione e Alzheimer. Il morbo della demenza sarebbe riconducibile a un consumo continuo e quindi eccessivo di carboidrati, glutine e zuccheri.