Nuovo governo: programma, ministri e presidente del Consiglio

Di Maio disponibile a governare spostando Paolo Savona dall'Economia ad altro dicastero. Salvini si dice aperto al dialogo ma sotto sotto vuole andare al voto approfittando dell'ondata di consenso (27.5%, sondaggio SWG)

Pubblicato da Redazione NanoPress Giovedì 31 maggio 2018

Mattarella, a volte interessi Paese sono "neutrali"Dalle comiche alle coliche: nel giro di 48 ore Di Maio è passato dalla disponibilità a formare un governo, alla richiesta di impeachment per Mattarella (in caso di condanna può esserci il carcere a vita) e poi di nuovo alla disponibilità a governare. I mal di pancia per il presidente della Repubblica continuano anche questa mattina.

DI MAIO punta ad andare al governo e propone un nome diverso all’Economia, al posto del contestatissimo Paolo Savona. Secondo la stampa si tratterebbe dell’economista Pierluigi Ciocca, classe 1941, per 11 anni alla dirigenza generale di Bankitalia. E a Savona sarebbe riservato un altro ministero, magari gli Esteri. Ma, a quanto pare, sono solo speculazioni dal momento che il diretto interessato smentisce seccamente: “Notizia senza fondamento”.
Torna dunque in pista Giuseppe Conte, come papabile per un governo a trazione legastellata (Lega + MoVimento 5 Stelle).
Cottarelli, per rispetto istituzionale, pur avendo pronta una lista di ministri fa un passo di lato e attende le valutazioni di Mattarella.
Di Maio inizia ad essere colpito da fuoco amico. Alcuni parlamentari grillini criticano le sue giravolte, la scelta di Savona e l’essersi prestato alle strategie di Salvini. Con aplomb istituzionale la vicepresidente della Camera Paola Taverna avanza una critica misurata e timida: “La verità è che tu hai giocato a chi ce l’ha più lungo con Mattarella”. E Di Maio, da quanto pubblicato da diverse fonti, si sfoga: “Ci hanno fregato tutti? Preferisco passare per brava persona che per furbo. Ci trattano come i Calimero della politica. Ci trattano come gli scemi”. A consolare Di Maio ci pensa la mamma Paola Esposito, che dichiara orgogliosa: “Per me è lo scarrafone più bello che ci sia”. Ma tornando alla politica, proprio su Savona, Di Maio colleziona una gaffe: sostiene di averlo conosciuto solo 15 giorni prima di averlo proposto a Mattarella, ma un video di due anni fa lo smentisce. Il nervosismo è palpabile: per la prima volta dall’inizio dell’anno il MoVimento 5 Stelle è in calo nei sondaggi, inoltre se si tornasse al voto i neoparlamentari 5 Stelle, che sono la maggioranza, potrebbero perdere la poltrona.

SALVINI è il perno attorno al quale tutto ruota: prima ha ribaltato il tavolo impuntandosi su Savona all’Economia. Ora annuncia disponibilità, ma scarica su Di Maio ogni responsabilità: “Sono una persona paziente, ma la mia pazienza è quasi finita”. Le intenzioni di Salvini sono chiare: tornare al voto. Il leader del carroccio ha notato che il suo consenso cresce giorno dopo giorno. Oggi secondo un sondaggio SWG la Lega otterrebbe il 27,5% delle preferenze, praticamente 10 punti in più rispetto ai risultati del 4 marzo (17,40%). L’incertezza politica intanto fa galoppare lo spread e ha già bruciato 30 miliardi? Pazienza, ci penseremo poi.

FERBER: l’altro ieri ha destato scandalo l’intervista del commissario europeo al bilancio, di nazionalità tedesca, Günther Oettinger, mal sintetizzata in questo lancio: “I mercati e un outlook negativo insegneranno agli italiani a non votare per i partiti populisti alle prossime elezioni”. Oggi ci pensa il deputato europeo della Csu tedesca Markus Ferber ad offendere l’Italia in questi termini: “Lo scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”. Ferber però aggiunge: “Il debito italiano è aldilà delle nostre capacità europee”.

Per gli INSULTI A MATTARELLA intanto la Procura di Palermo ha indagato tre persone. Per loro l’accusa è di attentato alla libertà del presidente della Repubblica e offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica. I reati sono punibili con reclusione fino a 15 anni.

Nuovo governo: il resoconto di mercoledì 30 maggio

La citazione di Ennio Flaiano secondo la quale “la situazione politica in Italia è grave ma non è seria” è la più abusata in queste ore. Sì perché con una clamorosa giravolta Di Maio fa dietrofront, smette di chiedere la messa in stato d’accusa contro Mattarella (un’accusa che in caso di condanna potrebbe portare al carcere a vita), smette di agitare le piazze, e tende la mano al Colle: “Presidente, ci dia ancora 24 ore e il governo lo formiamo io e Salvini”. Questo pomeriggio Di Maio ha raggiunto Mattarella al Quirinale per un incontro deciso all’ultimo minuto. Il succo del “Di Maio-pensiero” è il seguente: “Riproviamo a formare il governo giallo-verde e Paolo Savona lo spostiamo dall’Economia ad un altro dicastero”.

Carlo Cottarelli, vista la possibilità di un governo politico, fa un passo indietro e per rispetto istituzionale attende le decisioni di Mattarella. Cottarelli, economista di fama internazionale, era stato chiamato per rassicurare i mercati e sedare gli speculatori. L’effetto Cottarelli purtroppo non si è visto. Ieri Mr Spending Review era atteso al Colle per presentare la lista dei ministri, ma dopo un colloquio di 45 minuti con Mattarella è uscito da una porta secondaria galvanizzando i retroscenisti. La lista dei ministri non è stata presentata.

Il MoVimento 5 Stelle non è fatto solo delle filippiche di Di Battista o delle urla al balcone della borgatara Paola Taverna. Dietro al MoVimento ci sono i consulenti milanesi della Casaleggio e a Milano il valore dei soldi conta ancora: con lo spread al galoppo i risparmi degli italiani sono a rischio e si agitano gli spettri di nuove tasse e di una nuova riforma delle pensioni, punitiva come la Fornero. Ma i ponti con Di Maio sono rotti: tenendo presente l’impennata dei consensi, il Colle potrebbe al limite valutare l’ipotesi di un incarico a Salvini. Il quale però fa il difficile: “Riaprire a chi? A che cosa? Non è che siamo al mercato. Io ho una dignità e una serietà abbiamo rinunciato a posti, poltrone, presidenze, ministeri per mantenere la parola data agli italiani, ci hanno detto ‘no, no, no’. Ora spieghi Mattarella come uscirne, noi siamo a disposizione per accompagnare il Paese al voto il prima possibile”.

Salvini ribadisce poi che nel suo programma di governo non era contemplata l’uscita dell’Italia dall’Euro. Il parlamentare dem Ettore Rosato però ripesca un video del 2016 in cui Salvini dice tutt’altro:

In caso tutto naufragasse e si andasse al voto il 29 luglio per Di Maio sarebbe una catastrofe: la maggior parte dei suoi parlamentari sono neoeletti e rischierebbero di perdere la poltrona se non riconfermati. Di Maio dovrebbe fronteggiare un’ondata di dissenso interno senza precedenti. Giorno dopo giorno la Lega cresce nei sondaggi e tallona il M5S: per SWG Salvini è al 27,5%. Se si rivotasse oggi Salvini sarebbe un valido candidato per Palazzo Chigi. E infine, Di Maio è al secondo mandato: una sua ricandidatura in vista di nuove elezioni costringerebbe il MoVimento 5 Stelle a cambiare lo statuto che proibisce ai suoi esponenti di svolgere più di due mandati.

OETTINGER: ieri sera è montato un piccolo caso. Il commissario europeo al bilancio Gunther Oettinger ha rilasciato un’intervista alla Deutsche Welle. Il succo dell’intervista è stato lanciato su Twitter in un modo che definire “infelice” è poco: “I mercati e un outlook negativo insegneranno agli italiani a non votare per i partiti populisti alle prossime elezioni”. Dopo le prevedibili polemiche, il giornalista che ha postato il lancio l’ha cancellato, si è scusato e ne ha pubblicato un altro molto più edulcorato. Ma ormai il danno era fatto. In serata Junker, presidente della Commissione UE, prende le distanze tramite il suo portavoce: “Juncker è stato informato di questo commento sconsiderato, e mi ha chiesto di chiarire la posizione ufficiale della Commissione: compete agli italiani e soltanto a loro decidere sul futuro del loro paese, a nessun altro”. Per inciso: si tratta dello stesso Junker che la settimana scorsa annunciava che in caso di mandato a Salvini e Di Maio l’Europa avrebbe vigilato sul rispetto dei diritti dei migranti in Italia. Traduzione: aspettatevi ispezioni e sanzioni.

RENZI: secondo i retroscenisti Matteo Renzi starebbe meditando una nuova discesa in campo. Renzi potrebbe abbandonare il PD per fondare un nuovo soggetto politico utilizzando Calenda come catalizzatore. Anche Renzi si è reso conto che la sua esperienza nel PD non può portare altri frutti.

Nuovo governo: il resoconto di martedì 29 maggio

carlo cottarelliCarlo Cottarelli / ansa

Carlo Cottarelli, premier incaricato dopo il naufragio del governo Salvini-Di Maio, procede spedito: entro breve presenterà la squadra di governo da sottoporre per approvazione al presidente della Repubblica. Cottarelli ha già annunciato che se il suo esecutivo non otterrà la fiducia parlamentare si andrà immediatamente a elezioni entro l’estate. In caso contrario si voterà a inizio 2019. Quello di Cottarelli è un programma snello ma impegnativo, più tecnico che politico: in primis l’obiettivo è quello di bloccare l’aumento dell’Iva. Un impegno non da poco, per il quale servono 12,5 miliardi euro entro il 2019 e altri 19,1 miliardi entro il 2020. Cottarelli punta a bloccare l’aumento dell’Iva compensando il mancato gettito con tagli a sprechi e ottimizzazioni. Il piano Cottarelli è praticamente pronto e risale ai tempi in cui era commissario per la spending review per i governi Letta e Renzi.
Poi sul tavolo ci sono due patate bollenti sulle quali tutti i governi politici hanno sempre avuto timore di bruciarsi le dita: Alitalia e Ilva di Taranto.
Cottarelli dovrà inoltre affrontare le nomine dei dirigenti pubblici non procrastinabili.

Cottarelli esclude un peggioramento dei conti, ma lo spread sale a 310 punti e Piazza Affari cede il -3%. Per gli analisti il calo non è giustificato, ma solo emotivo.

E intanto, gettato nel cestino il totonomi per il governo Renzi-Di Maio, esercitiamoci adesso nel totonomi per il governo Cottarelli:

  • il nome più quotato per gli Esteri è quello di Elisabetta Belloni, 59 anni, ambasciatrice, da due anni segretario generale della Farnesina. Sarebbe la prima volta di una donna al dicastero degli Esteri;
  • per gli Interni si fa il nome del 65enne Francesco Paolo Tronca, prefetto e già Commissario straordinario di Roma dopo la caduta di Ignazio Marino;
  • per la Giustizia si pensa al magistrato Alessandro Pajno; in alternativa potrebbe diventare il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio;
  • per il Lavoro è in pole position l’economista 61enne Enrico Giovannini, già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel governo Letta;
  • il magistrato Raffaele Cantone potrebbe ricoprire un ruolo da sottosegretario. Attualmente è presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione;
  • agli Affari Europei potrebbe andare il 63enne Enzo Moavero, giudice presso la Corte di giustizia dell’Ue in Lussemburgo e ministro per gli Affari Europei nel governo Letta;
  • possibile un ruolo anche per la 73enne Anna Maria Tarantola, dirigente pubblica e docente italiana, già dirigente della Banca d’Italia e presidente della Rai (2012-2015).

Nuovo governo: il resoconto di lunedì 28 maggio

Il nuovo governo sarà tecnico e sarà affidato a Carlo Cottarelli, ex commissario per la spending review. Un uomo preparato e competente, talmente competente che Renzi l’ha promosso direttore esecutivo nel Board del Fondo Monetario Internazionale per allontanarlo dall’Italia perché i tagli proposti erano troppo incisivi e andavano a disturbare feudi di potere intoccabili.

“Se otterrò la fiducia si voterà a inizio 2019, altrimenti andremo alle urne dopo agosto”. Queste le prime dichiarazioni di Cottarelli.

Mattarella ha scelto Cottarelli perché è perfettamente in linea con il profilo da lui fin dall’inizio ricercato per la guida del governo: è un economista, ha ricoperto ruoli di grandissimo prestigio internazionale, ha un basso profilo ed è un convinto europeista.

Fallito il governo carioca, scatta dunque il piano B: un governo di tregua che traghetti il paese verso nuove elezioni, che si terranno con ogni probabilità nella prima settimana di ottobre 2018. Nel frattempo i partiti avranno il tempo per redigere una nuova legge elettorale. Se si andasse nuovamente a elezioni col Rosatellum c’è il rischio di un nuovo stallo politico.

Giuseppe Conte nella giornata di ieri è salito al Colle per rimettere il suo mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Poche ore prima Di Maio e Salvini avevano incontrato Mattarella per discutere la squadra di governo. Governo che è caduto prima di nascere sul nome di Paolo Savona, 82enne economista duramente critico nei confronti di un’Europa, a suo dire, troppo germano-centrica. Mattarella aveva accettato la lista dei ministri proposta dal duo giallo-verde, ma aveva chiesto un nome diverso per l’Economia: o un interim affidato al premier Giuseppe Conte o il leghista Giancarlo Giorgetti. Il motivo: il sospetto di euroscetticismo sul nascente governo ha causato un aumento dello spread e speculazioni che hanno bruciato 30 miliardi di euro in pochi giorni. Mattarella ha dichiarato di non poter accogliere le proposte di Salvini e Di Maio per tutelare i risparmi degli italiani.

Savona è stato ministro dell’Industria nel governo Ciampi, ma con il passare del tempo le sue posizioni moderate si sono spostate verso atteggiamenti no-euro. Sulla sua bocciatura hanno pesato anche interviste nella quali ha dichiarato che la dottrina di dominio della Germania in Europa è la stessa dei tempi del nazismo: un tempo – sostiene l’economista – la Germania puntava a governare il continente con la forza militare, oggi grazie al potere economico.

In fase di colloquio Salvini e Di Maio hanno cortesemente ribadito la loro indisponibilità a sostituire il nome di Paolo Savona, considerato essenziale, e hanno lasciato il Quirinale con saluti e inchini. Pochi minuti dopo nelle dichiarazioni alla stampa e sui social hanno alzato le barricate. Il M5S, con Meloni al seguito, intende addirittura mettere in stato d’accusa (procedura di impeachment) il presidente della Repubblica per avere sovvertito l’ordinamento democratico. Secondo i suoi accusatori, Mattarella avrebbe travalicato i limiti istituzionali delle sue funzioni e avrebbe assunto decisioni politiche ignorando e sovvertendo i desideri dei milioni di elettori che hanno votato per la Lega e per il M5S.

L’accusa è singolare dal momento che Di Maio mercoledì scorso, parlando con i giornalisti, aveva dichiarato: “Sui ministri non c’è nessuna discussione in atto perché i ministri li sceglie il presidente della Repubblica. Non fate retroscena sui ministri perché non c’è niente”.

Salvini invece si limita a dichiarare rabbia e delusione (“Sono arrabbiato come una bestia”) ma evita di agitare le piazze e resta in attesa di capire con chi presentarsi alle nuove elezioni. Se si apparentasse con Di Maio parteciperebbe ad una maggioranza più solida ma sarebbe un gregario; se invece andasse con Berlusconi avrebbe meno numeri, ma sarebbe nuovamente il leader del centrodestra. Saranno i sondaggi a decidere.

Per i cultori del retroscenismo citiamo due teorie, non confermate e non confermabili, che hanno preso piede negli ultimi giorni:

  • TEORIA 1 – Salvini si sarebbe impuntato sul nome di Savona per far abortire il governo prima di nascere, alzando un polverone, facendo vittimismo e andando a nuove elezioni con un consenso elettorale aumentato. Secondo i teorici del complotto, Salvini avrebbe scientemente proposto un programma elettorale irrealizzabile solo a fini populistici e cercando ogni occasione buona per tornare a elezioni così da non assumersi la responsabilità di dover realizzare i punti del programma.
  • TEORIA 2 – Mattarella avrebbe fin dal principio avuto coscienza dell’incapacità di Salvini e Di Maio di redigere un programma di governo sensato e gli avrebbe dunque lasciato campo libero per alcune settimane al fine di scaricare su di loro la responsabilità di aver costretto il Colle a chiamare un tecnico.

Nuovo governo: il resoconto di giovedì 24 maggio

Conte in pole per P.Chigi, Economia e Difesa nodi apertiIl professor Giuseppe Conte è il nuovo presidente del Consiglio incaricato. Significa che Conte ha accettato (con riserva) l’incarico conferitogli da Mattarella. Se il professore riterrà che esistano i presupposti per la formazione di un governo, si presenterà da Mattarella con una lista di ministri. Il presidente della Repubblica potrà accettarla in toto o richiedere alcune modifiche. Dopo questo passaggio il preincarico diventerà un incarico vero e proprio e il nuovo Esecutivo si presenterà alle Camere per incassare la fiducia. In caso contrario, preso atto dell’impossibilità di creare un governo, Conte tornerà da Mattarella per rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica.

Di seguito il fitto calendario con il quale Conte oggi ha svolto le sue consultazioni. Il premier incaricato ha incontrato i vari gruppi politici. Per prassi, l’ordine degli incontri è inversamente proporzionale al risultato elettorale delle ultime politiche:

  • 12:00 gruppo misto Europa-Centro Democratico
  • 12:20 gruppo misto Civica Popolare -AP-PSI-Area Civica
  • 12:40 gruppo misto Camera Minoranze Linguistiche
  • 13:00 gruppo misto Noi con l’Italia-USEI
  • 13:20 gruppo misto MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero e PSI-MAIE
  • 13:40 gruppo misto del Senato
  • 15:00 gruppo Per le Autonomie (SVP-PATT,UV) e Minoranze Linguistiche
  • 15:40 Liberi e Uguali
  • 16:20 Fratelli d’Italia
  • 17:00 Partito Democratico
  • 17:40 Forza Italia
  • 18:20 Lega
  • 19:00 Movimento 5 Stelle

Superato lo scoglio della scelta del presidente del Consiglio, restano altri ostacoli lungo il cammino della formazione del governo giallo-verde: prima di tutto Salvini non vuole cedere sul nome di Paolo Savona. Savona è l’economista euroscettico ed anti-Merkel che il leader del Carroccio vuole assolutamente piazzare al ministero dell’Economia. Un nome come quello di Savona imbarazza il Colle: Mattarella è un convinto europeista e affidare l’Economia a Savona sarebbe una provocazione nei confronti dell’Unione Europea. L’Italia, dato lo stato dei conti pubblici, non ha la forza per dare seguito ad atteggiamenti provocatori. Intanto i mercati continuano a penalizzare i nostri conti: lo spread sale a quota 193, dopo le parole di Salvini, che in risposta alla possibilità ventilata da Bruxelles di una manovra da 10 miliardi di euro, ha dichiarato: “Intendo fare l’opposto di quello che l’UE ha minacciato ai governanti italiani negli ultimi anni”.

Nuovo governo: il resoconto di mercoledì 23 maggio

Conte in pole per P.Chigi, Economia e Difesa nodi apertiGiuseppe Conte / ansa

La strada verso il nuovo governo è stata un susseguirsi di tornanti, curve a gomito ed anche qualche inversione ad U. Ma sembra che adesso la meta sia vicina, se non quasi raggiunta. Il professor Giuseppe Conte è il nuovo premier incaricato. Conte, il nome indicato da Salvini e Di Maio, come da prassi istituzionale, dopo l’incontro con Mattarella di questo pomeriggio ha accettato l’incarico con riserva. Il giurista incontrerà nuovamente i due leader del governo giallo-verde e poi sottoporrà a Mattarella la lista dei ministri.

“Sarò avvocato difensore del popolo italiano”. Così ha dichiarato il professore poco dopo avere ricevuto l’incarico. Conte ha poi rassicurato chi, in Italia e all’estero, teme derive antieuropeiste: “Sono consapevole della necessità di confermare la collocazione internazionale ed europea dell’Italia”.

Oltre all’onore dell’altissimo incarico, Conte sta vivendo anche ore di imbarazzo: il suo curriculum, che resta di alto profilo, sarebbe stato abbellito da alcune esperienze che nella realtà dei fatti non trovano riscontro. Questa è l’accusa che viene mossa al professore dopo che un giornalista del New York Times ha telefonato alla segreteria dell’università americana presso la quale Conte avrebbe, stando al suo CV, perfezionato la sua formazione giuridica. Potrebbe essere una valanga oppure solo un fiocco di neve: tutto ruota attorno al termine “perfezionato”. Se infatti dovesse essersi trattato di un corso di pochi giorni allora, per prassi, il nome di Conte non figurerebbe nei registri universitari.
Conte si dice amareggiato, ma convinto della propria buona fede e per nulla scoraggiato: in queste ore il suo staff sta lavorando per gestire le accuse. Però anche altre università, citate nel CV di Conte, sostengono di non avere mai avuto rapporti con lui: Malta, Vienna, Cambridge e Sorbona.
Il fatto che il caso sia stato sollevato dal New York Times ha posto Conte sotto i riflettori di tutto il mondo.

Sulla candidatura di Conte pesa poi il ruolo di avvocato difensore avuto nell’ambito di un processo sul caso Stamina, il metodo pseudo-scientifico proposto da Davide Vannoni per curare malattie gravissime come i tumori e che gli è valso una condanna di un anno e dieci mesi per associazione a delinquere e truffa.

Il terzo motivo di imbarazzo riguarda poi un immobile: L’Espresso ha raccontato che Conte avrebbe avuto un debito di oltre 56 mila euro con Equitalia nel 2009. Per quel debito gli sarebbe stata pignorata una casa. Il debito sarebbe poi stato saldato con circa 27 mila euro. Nulla di illegale, sia chiaro. Ma comunque piuttosto imbarazzante per chi aspira a guidare una nazione.

Salvini e Di Maio fanno quadrato attorno a Conte, ma se le vicende non dovessero venire chiarite Mattarella terrà conto di ogni possibile ombra che mini la sua credibilità. Si tenga poi conto del fatto che, data la gravità di debito pubblico e tasso di disoccupazione, il presidente della Repubblica desiderava che il governo fosse guidato da un profilo economico, mentre Conte è uno specialista giuridico.

La difesa di Salvini nei confronti di Conte serve solo ad ottenere una contropartita: Salvini vuole che l’Economia sia affidata a Paolo Savona, economista 82enne noto per le sue posizioni euroscettiche e contro la Germania. Salvini ha poi lanciato alcune frecciatine in direzione del Quirinale sostenendo che nella lista dei ministri “ci sia qualcuno che non è gradito all’establishment”. Torna il tormentone dell’establishment e dei poteri forti che impediscono il cambiamento.

Per alcune ore era tornata l’ipotesi che Di Maio volesse fare un passo avanti, reclamando la premiership al posto di Conte. Ma questo avrebbe fatto saltare gli equilibri faticosamente raggiunti nel patto di governo con Salvini.

Nuovo governo: il resoconto di lunedì 22 maggio

DI MAIO SALVINIAnsa

La nascita del nuovo governo procede a passo di valzer: due passi in avanti, uno di lato e una giravolta. Rispetto all’accordo di governo presentato alla stampa ieri qualcosa è cambiato: via lo stop ai lavori sulla TAV, ok al limite di due anni per il reddito di cittadinanza, più soldi al Sud, via l’obbligo delle prediche in italiano nelle moschee, braccio di ferro ancora in corso sul condono fiscale (ma guai a chiamarlo così, Salvini desidera che lo si definisca “pace fiscale”), ok alla riforma della prescrizione.

Qui la versione definitiva del contatto di governo Lega-M5S.

Nella giornata di oggi (dalle 10:00 alle 20:00) gli elettori del MoVimento 5 Stelle sono chiamati a votare l’accordo di governo sulla piattaforma telematica Rousseau. L’obiettivo sperato è raggiungere almeno i 50mila votanti. I critici evidenziano che queste votazioni presentano almeno tre problematiche: prima di tutto non esiste un quorum; il secondo punto critico è che poche migliaia di persone saranno chiamate a decidere le sorti di molti milioni di italiani; la terza criticità è rappresentata dal fatto che secondo l’Autorità garante per la protezione della privacy i dati personali degli utenti iscritti a Rousseau sarebbero a rischio.

E continua a restare sul piatto la questione della premiership: salvo cambi di rotta il nuovo presidente del Consiglio dovrebbe essere Luigi Di Maio. In cambio Salvini dovrebbe ottenere i servizi segreti e il ministero dell’Interno, così da gestire rimpatri e lotta al terrorismo.

Però c’è un però: la Lega vola nei sondaggi e passa dal dato elettorale del 17,4% al 25,4%. Il partito di Salvini è l’unico a salire nelle preferenze degli italiani, mentre Forza Italia perde il 2% (ora è al 12%), il M5S perde lo 0,1 (32,6%) e Fratelli d’Italia cala dal 4,3% al 3,4%. Salvini sta riuscendo nel suo intento: erodere il bacino elettorale degli altri partiti di centrodestra e polarizzare su di sé le preferenze dei delusi di FI e FdI. Alla luce di questo, il leader del Carroccio potrebbe alzare la posta e pretendere qualcosa di più che il Viminale.

Nuovo governo: il resoconto di giovedì 17 maggio

contratto di governo lega m5sIl nuovo Governo è più vicino: se Mattarella giudicherà affidabile l’asse Lega-M5S e troverà attendibili i punti dell’accordo fra Salvini e Di Maio appena partoriti si procederà allo step successivo: l’indicazione del premier che dovrà guidare l’esecutivo giallo-verde.

Il nuovo premier, salvo colpi di scena, dovrebbe essere Luigi Di Maio. E’ questo il nome partorito dopo 20 giorni di braccio di ferro. Come compromesso, Salvini è riuscito a strappare due postazioni chiave per attuare il suo giro di vite contro l’immigrazione clandestina: il Ministero dell’Intero e il sottosegretariato a Palazzo Chigi con delega ai servizi, ovvero il centro di comando della sicurezza in Italia.
Altri quattro nomi sono stati dati in pasto ai giornalisti, probabilmente per depistare: sono tutti grillini e si tratta del deputato Alfonso Bonafede, del questore alla Camera Riccardo Fraccaro e dei senatori Vito Crimi e Danilo Toninelli (quello della foto cult). Salvini ha controproposto un personaggio di maggiore spessore ed esperienza, il giornalista Emilio Carelli, grillino dai toni pacati, ex giornalista Mediaset, ex direttore di Sky Tg24 e nome gradito a Berlusconi.

Di seguito i punti fondamentali del cosiddetto “Contratto per il governo del cambiamento” (SCARICA QUI IL TESTO IN PDF)

REDDITO DI CITTADINANZA: 780 euro mensili per i disoccupati, se il beneficiario rifiuta più di tre offerte di lavoro in due anni perde il diritto al sussidio.
FLAT TAX: via la flat tax unica per le persone fisiche, arrivano due aliquote: 15% e 20%. La flat tax unica al 15% resta per le società.
IMMIGRAZIONE: centri di permanenza destinati ai rimpatri riformati su base regionale, ogni regione avrà il suo.
ISLAM: gli imam dovranno predicare in italiano, le moschee irregolari saranno chiuse.
IMMOBILI OCCUPATI: gli occupanti abusivi, se stranieri irregolari, saranno espulsi.
PENSIONI: riforma della legge Fornero, pensioni minime aumentate a 780 euro mensili, tagli alle pensioni oltre i 5mila euro se non coperte dai contributi versati.
IVA: il governo si impegnerà ad evitare l’aumento dell’Iva previsto dalla clausola di salvaguardia.
TAV: stop alla Tav Torino-Lione.
ALITALIA: previsto il rilancio della compagnia aerea.
LAVORO: arriva il salario minimo in base alle ore lavorate.
BCE: sarà ripensata la politica monetaria unica, i titoli acquistati dalla BCE con il quantitative easing saranno esclusi dal calcolo del rapporto debito/pil.
POLITICA ESTERA: l’Italia ribadisce l’adesione alla politica atlantica degli USA, ma le sanzioni alla Russia vanno tolte. Ridurre le partecipazioni italiane alle missioni militari internazionali. Ridiscutere i trattati europei qualora fossero sfavorevoli per l’Italia.
VACCINI: evitare che i minorenni non in regola con le norme vaccinali subiscano fenomeni di esclusione.
ROM: chiudere tutti i campi rom irregolari.
RAI: aumentare la trasparenza.
MASSONERIA: nessun membro della Massoneria potrà far parte dell’Esecutivo.

Nuovo governo: il resoconto di mercoledì 16 maggio

Il nuovo governo è dietro l’angolo, ma forse anche no: Salvini e Di Maio dovrebbero concludere fra oggi e domani la bozza di accordo sul programma condiviso e su chi sarà il nuovo premier. Di Maio rassicura: “Stiamo per chiudere”. Ma Salvini aggiunge: “Se non chiudiamo a breve si va al voto”. La pazienza di Mattarella tuttavia non è infinita: se dal tavolo tecnico giallo-verde dovesse emergere un’altra fumata nera il presidente della Repubblica potrebbe mettere in atto il piano B, ovvero il già annunciato governo di tregua che dovrebbe portare il paese ad elezioni a fine 2018, concedendo al parlamento il tempo per riformare la legge elettorale e varare la legge di bilancio.

E non è tutto: come era prevedibile i mercati stanno approfittando di questi giorni di incertezza e stanno castigando l’euroscetticismo di Lega e M5S: lo spread Btp/Bund (il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi) sale a 140 punti. E Piazza Affari cala dello 0,85. Si tratta anche di una reazione alla diffusione della bozza di accordo tra Lega e M5S in cui venivano ipotizzate la cancellazione di 250 miliardi di debito alla Banca centrale europea e la creazione di un fondo con 200 miliardi di immobili pubblici da cartolarizzare. Bozza di accordo vecchio e superato, assicurano grillini e leghisti.

E ha fatto il giro del mondo l’articolo del Financial Times in cui si descrive l’ingresso dei nuovi barbari a Roma, articolo che ha provocato le reazioni stizzite dei 5 Stelle.

Tornando a Salvini e Di Maio, i punti attualmente sul tavolo tecnico sono i seguenti:

EVASIONE FISCALE – Di Maio vuole il carcere per gli evasori fiscali; Salvini punta invece a piani di conciliazione per mettere i piccoli e medi evasori in condizione di pagare parte del debito continuando a lavorare. Il carcere sarebbe previsto solo per i recidivi. Salvini pensa anche al ribaltamento dell’onere della prova: dovrà essere il Fisco a dimostrare la cattiva fede del contribuente, che si presume innocente fino a prova contraria.

IMMIGRAZIONE – Salvini vuole rimpatri forzati e potenziamento dei centri d’accoglienza, Di Maio invoca maggiore sostegno da parte dell’Unione Europea e tutela dei soggetti più deboli (anziani, donne, bambini).

GIUSTIZIA – Mentre c’è una sostanziale unità d’intenti per quanto riguarda la lotta alla corruzione e l’inasprimento delle pene per i reati violenti, si registrano delle frizioni in materia di conflitto d’interessi: la Lega sostiene che non è una priorità (per non perdere l’appoggio di Berlusconi), al contrario del MoVimento 5 Stelle che vuole vietare, come da disegno di legge di Fabiana Dadone e Riccardo Fraccaro, la candidatura alle elezioni a chi detiene “partecipazioni superiori al 5% del capitale sociale in società che operano in settori strategici per l’interesse nazionale” tra cui “informazione, energia, infrastrutture e trasporti”. Altro tema su cui occorrerà trovare un punto d’incontro riguarda la legittima difesa: Salvini vuole la sostanziale non punibilità per chi spara ai ladri, Di Maio è contro la giustizia fai da te e punta a ridurre il numero delle armi per difesa privata.

GRANDI OPERE – La Lega considera le grandi opere volani per lo sviluppo, il M5S le considera invece solo sprechi di soldi e occasioni ghiotte per i corrotti. La Lega è favorevole alla linea Torino-Lione, al Terzo valico ferroviario in provincia di Alessandria (opera da 6 miliardi di euro con fine lavori nel 2023). Sul tavolo ci sono poi il passante autostradale di Genova, l’Autostrada della Val Trompia, la pedemontana Lombarda, la Pedemontana veneta e il Mose di Venezia.

NUOVO GOVERNO: IL RESOCONTO DI LUNEDI’ 14 MAGGIO

Le trattative per la formazione del nuovo governo non hanno al momento fatto passi avanti: da quando giovedì scorso Salvini e Di Maio hanno fatto ripartire i canali della diplomazia non ci sono stati ulteriori sviluppi: Mattarella continua ad aspettare il nome del nuovo premier. Il presidente della Repubblica non si accontenterà di una testa di legno che governi per interposta persona: se Lega e M5S non esprimeranno un nome di alto profilo, Mattarella facendo valere l’articolo 92 della Costituzione si rifiuterà di affidare il mandato a questo governo giallo-verde. E non solo, il presidente è sempre pronto a mettere in atto il piano B, ovvero far partire quel governo di tregua che allo stato dei fatti avrebbe solo l’appoggio del Partito Democratico. Il governo di tregua dovrebbe occuparsi della Finanziaria e della nuova legge elettorale per poi portarci ad elezioni anticipate.

Dopo il nome di Giampiero Massolo, al momento per il ruolo di possibile premier si parla di Giuseppe Conte, il cui nome è stato proposto dal MoVimento 5 Stelle: Conte è docente di Diritto privato a Firenze e componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Il suo nome era già stato indicato da Di Maio come possibile ministro per la Pubblica amministrazione.
L’altro nome di cui si è parlato oggi era quello dell’economista Giulio Sapelli, la cui candidatura è sfumata subito. Fra gli altri papabili, oggi si è fatto anche il nome di Di Battista, ma anche questa ipotesi è rientrata subito. In discussione ci sarebbe anche la figura dell’economista Giulio Tremonti, già ministro nei governi Berlusconi, di Carlo Cottarelli e del capogruppo alla Camera in quota Lega Giancarlo Giorgetti, che potrebbe anche vedersi arruolato al ministero dell’Economia o come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Altri nomi di cui si parla in queste ore sono quelli del rettore dell’Università degli Studi di Milano, Gianluca Vago e del professore di economia Michele Geraci, nonché del giurista Giacinto Della Cananea. Per quanto riguarda le ‘quote rose’, in pole ci sarebbe la deputata leghista Giulia Bongiorno, già avvocato di Giulio Andreotti, e la diplomatica Elisabetta Belloni.

Resta da capire il ruolo di Berlusconi: il capo di Forza Italia è stato riabilitato dal tribunale di Milano e ringalluzzito dalla possibilità di ricandidarsi alle prossime elezioni lancia avvertimenti all’alleato Salvini: “In Parlamento faremo le pulci al nuovo esecutivo, controlleremo che i principi dell’alleanza del centrodestra non vengano traditi, viceversa…”
Berlusconi concederà la fiducia al governo Lega-M5S o si prepara a fare battaglia parlamentare, soprattutto al Senato dove i numeri della maggioranza sono più risicati?

Intanto Salvini e Di Maio hanno trovato l’accordo sui punti programmatici sui quali far nascere questo nuovo governo. I punti del cosiddetto “Contratto per il governo del cambiamento” includono: reddito di cittadinanza, superamento della Fornero, flat tax, inasprimento delle pene per i reati più gravi, taglio al numero dei parlamentari e salario minimo garantito.

Nuovo governo: il resoconto di venerdì 11 maggio

La nascita del nuovo governo si avvicina, dopo il via libera avvelenato di Silvio Berlusconi all’asse Lega-M5S. Entro due o tre giorni Salvini e Di Maio dovrebbero definire i punti programmatici dell’accordo di governo da sottoporre a Mattarella, poi i due leader dovranno trovare un premier condiviso, esprimere i nomi dei ministri e rassicurare il presidente della Repubblica sugli indirizzi che l’esecutivo giallo-verde intenderà intraprendere in tre settori chiave: Siria, rapporti con l’Europa ed economia. Mattarella ha concesso ancora un po’ di tempo, poi convocherà Salvini e Di Maio per decidere se esistono le basi per dare l’ok alla nascita del nuovo governo. Mattarella farà valere l’articolo 92 della Costituzione, che gli dà la facoltà farsi carico della responsabilità di valutare se esistono le condizioni perché un esecutivo possa nascere.

Il programma Lega-MoVimento 5 Stelle

In questi giorni sono in corso febbrili tavoli tecnici fra gli esponenti di Lega e M5S per definire il programma di governo. Una nota congiunta fa sapere che al momento si cercano punti di convergenza su questi temi:

  • superamento della legge Fornero
  • semplificazione amministrativa e riduzione delle leggi
  • reddito di cittadinanza
  • potenziamento dei centri per l’impiego
  • nuove misure per favorire il recupero dei debiti fiscali
  • minibot
  • flat tax
  • tagli ai costi della politica
  • lotta alla corruzione
  • contrasto all’immigrazione clandestina
  • legittima difesa

Il conflitto d’interessi resta fuori dalla nota, ma Alfonso Bonafede ospite di Piazza Pulita rassicura: “Oggi tra i temi per noi tra i più importanti è stato individuato anche il conflitto di interessi, nonostante già fuori la stampa dicesse che il conflitto di interessi era fuori dall’agenda in virtù di accordi sottobanco. Nessuno vuole abituarsi al fatto che stiamo portando un nuovo modo di fare politica”. Gli fa eco dal salotto di Porta a Porta Vincenzo Spadafora, responsabile delle relazioni istituzionali di Luigi Di Maio: “Il conflitto di interessi sarà nel contratto di governo”.
I due parlamentari alludono al fatto che secondo alcuni retroscenismi Silvio Berlsconi avrebbe accettato di accomodarsi in panchina a patto che Salvini si facesse garante dei suoi interessi, ovvero che bloccasse ogni possibile intenzione grillina di legiferare in materia di conflitto d’interessi o di riordino del sistema radio-televisivo.

Il premier del governo Lega-M5S

Chi sarà il nuovo presidente del Consiglio? Il toto premier infuria. Salvo cambi di programma, né Salvini né Di Maio dovrebbero sedere sulla poltrona più importante dell’esecutivo. I due leader dovrebbero guidare l’attività politica dal parlamento e lasciare l’incarico di guidare il governo ad una personalità terza. Il nome più ricorrente al momento è quello dell’economista Giancarlo Giorgetti, ma siamo ancora nell’ambito delle ipotesi.

I ministri del governo Lega-M5S

Il nuovo governo dovrebbe avere meno di 20 ministeri. Al momento circolano questi nomi, fra ipotesi e smentite più o meno convinte:

  • ESTERI: Luigi Di Maio (se non sarà premier)
  • INTERNI: Matteo Salvini (se non sarà premier)
  • ECONOMIA: un tecnico scelto da Mattarella oppure il leghisti Claudio Borghi, Armando Siri, Alberto Bagnai, Giancarlo Giorgetti (se non sarà premier)
  • SVILUPPO ECONOMICO: il grillino Lorenzo Fioramonti
  • GIUSTIZIA: Giulia Bongiorno, Nicola Molteni, Alfonso Bonafede o Paola Giannetakis
  • RAPPORTI COL PARLAMENTO: Danilo Toninelli, Roberto Calderoli