Le promesse elettorali più esagerate in vista delle Elezioni 2018

In Italia la campagna elettorale è caratterizzata dalle promesse elettorali più assurde che i politici si divertono a snocciolare sperando di strappare un voto in più nell'elettorato stanco e indeciso, in chi non sa ancora chi voterà alle elezioni politiche del marzo 2018. Dall’abolizione del canone Rai e delle tasse universitarie alla revisione della legge Fornero, dal salario minimo al reddito di cittadinanza passando per il bollo auto, vediamo in questo articolo chi l'ha sparata più grossa.

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 15 gennaio 2018

Promesse elettorali elezioni 2018: Renzi, Berlusconi, Salvini e Di Maio

Con l’inizio della campagna elettorale in vista delle Elezioni 2018, in radio e in tv stanno già passando in rassegna tutte le promesse elettorali lanciate dai vari leader dei partiti politici che si contendono l’entrata nei palazzi del potere e la possibilità di governare l’Italia. Come sempre, i politici fanno a gara a chi la spara più grossa, ben sapendo che molti annunci e molte promesse fatte all’elettorato prima delle votazioni sono soltanto aria fritta. Però gli italiani hanno già dimostrato la tendenza a credere, di volta in volta, a tutte (o quasi tutte) le promesse dei politici in campagna elettorale. Di seguito abbiamo raccolto un elenco di tutte le promesse elettorali già lanciate dai politici dei diversi schieramenti che si fronteggiano. La sfida sarà poi vedere, dopo il risultato delle elezioni, se davvero verranno rispettati gli impegni presi con i cittadini.

Elezioni 2018, tutte le promesse elettorali

Le promesse elettorali di Silvio Berlusconi – Forza Italia

SILVIO BERLUSCONI
Restiamo in attesa di sapere i prossimi appuntamenti in agenda dei politici impegnati in campagna elettorale che cercano di fare breccia nel cuore dell’elettorato italiano. Nel frattempo ricordiamo insieme a voi le principali promesse elettorali lanciate finora, con le proposte dei vari leader di partito.

A cominciare da Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, che dopo aver fatto di tutto per togliere l’articolo 18 e far passare il Jobs Act di renziana memoria, ora vorrebbe abolire proprio il Jobs Acts. O meglio, vorrebbe introdurre “strumenti più efficaci del Jobs act per correggerne gli effetti distorsivi e incentivare le imprese a creare lavoro stabile”, si legge in una nota del partito.

Berlusconi ha anche lanciato la flat tax per combattere l’evasione fiscale, con abolizione dell’IRPEF e un’aliquota unica “sotto al 20%” per tutti i redditi. Per quanto riguarda le pensioni, invece, Berlusconi punta ad aumentare le minime a mille euro al mese più la tredicesima. Anche per le casalinghe.

Altra promessa elettorale di Forza Italia è il reddito di dignità per coloro che guadagnano meno di mille euro mensili. La misura consisterebbe nell’esentare i cittadini bisognosi dal pagamento delle tasse, mentre lo Stato verserebbe loro un’ulteriore integrazione fino al raggiungimento della soglia di mille euro.

Infine, obiettivo dell’ex cavaliere di Arcore sarebbe anche l’abolizione del bollo auto sulle ‘prime auto’.

Proseguiamo con le promesse elettorali di Matteo Salvini.

Le promesse elettorali di Matteo Salvini – Lega

Matteo Salvini
Tra le ‘abolizioni’ ricordiamo l’annuncio della riforma delle pensioni con l’abolizione della Legge Fornero da parte di Matteo Salvini, che però ha dovuto incassare una bacchettata da Berlusconi che invece ha una visione più morbida di eventuali ritocchi alla legge, e ha sostenuto di voler superare la norma, ossia “eliminare gli aspetti ingiusti” della legge ma senza cancellarla definitivamente.

Proseguiamo con le promesse elettorali di Luigi Di Maio

Le promesse elettorali di Luigi di Maio – Movimento Cinque Stelle

Luigi Di Maio
Per quanto riguarda il Jobs Act, Luigi di Maio punta alla reintroduzione dell’articolo 18 per le aziende con più di 15 dipendenti. Mentre sul fronte pensioni, il Movimento Cinque Stelle vorrebbe l’abrogazione della legge Fornero in favore della ‘quota 41’, che in pratica stabilirebbe l’entrata in pensione dopo 41 anni di lavoro. La proposta grillina potrebbe però non essere sostenuta da adeguati finanziamenti, infatti l’abolizione della legge Fornero costerebbe circa 140 miliardi di euro.

Tra le altre promesse elettorali di Luigi di Maio c’è l’aumento delle pensioni minime a 780 euro. Ma il vero argomento principe dei grillini è il reddito di cittadinanza, un reddito minimo garantito di 780 euro al mese per disoccupati, inoccupati e lavoratori che guadagnano meno di tale soglia.

Proseguiamo con le promesse elettorali di Matteo Renzi.

Le promesse elettorali di Matteo Renzi – PD

Matteo Renzi
Matteo Renzi ha messo in cima alla lista delle promesse elettorali del PD l’istituzione del salario minimo (9/10 euro l’ora) per tutti quei lavoratori che non possono contare sulle retribuzioni minime stabilite con i contratti collettivi. Poi si è parlato di Canone Rai: prima in termini di abolizione, poi con la proposta di un canone light per i cittadini che sono maggiormente in difficoltà economicamente.