Gaffe di Luigi Di Maio in Cina: chiama ‘Ping’ il presidente Xi Jinping

Il vicepremier va in Cina e sbaglia il nome del capo di Stato che lo ospita

Pubblicato da Kati Irrente Martedì 6 novembre 2018

Gaffe del vicepremier Luigi Di Maio in Cina. Anzi doppia gaffe, dato che per ben due volte il vicepremier pentastellato ha sbagliato il nome del capo di Stato che lo stava ospitando. Xi Jinping è diventato così “Ping”. Il primo errore Di Maio l’ha fatto durante la sua visita a Shanghai. Parlando in italiano alla platea del forum su commercio e innovazione del China International Import Expo (Ciie), Di Maio, che di fronte a lui aveva premier, politici e personaggi di spicco come Bill Gates (Microsoft) e Jack Ma (Alibaba) ha affernato di aver ascoltato il discorso di apertura di Xi Jinping su globalizzazione, commerci globali e lotta al protezionismo ma ha chiamato il leader cinese ‘presidente Ping’. Il traduttore, per evitare imbarazzi ha corretto l’errore e quasi nessuno se n’è accorto. Poi però, nella conferenza stampa serale finale prima del ritorno in Italia, Di Maio ha chiamato nuovamente il presidente cinese Xi Jinping ‘presidente Ping’.

Conferenza stampa in diretta da Shanghai!

Pubblicato da Luigi Di Maio su Lunedì 5 novembre 2018

Questa è solo l’ultima di una serie di ‘sviste’ del vicepremier che hanno guadagnato le prime pagine di molti quotidiani online. Di seguito un’antologia delle più famose.

Gaffe di Luigi Di Maio: ‘A Taranto non ci sono musei degni della Magna Grecia’

Il vicepremier grillino Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, ospite del programma televisivo di Rai 3 Cartabianca, condotto da Bianca Berlinguer, ha affermato in diretta, parlando del recente viaggio in Puglia, della questione ILVA e dei possibili investimenti futuri in quelle zone del Sud, che a Taranto non ci sono musei degni di essere visitati. “Investiremo comunque in un’università e nel turismo a Taranto. Quella è l’area con i reperti archeologici più grande di tutta la Magna Grecia e non ha dei musei degni di quell’area”, sono state le parole di Di Maio alle quali ha replicato Eva Degl’Innocenti, direttrice del MarTa, il museo archeologico di Taranto.

“Egregio ministro Luigi Di Maio sarei molto onorata di poterla accogliere nel museo archeologico più importante della Magna Grecia, che ha sede proprio a Taranto, uno dei musei archeologici più importanti al mondo”, scrive su Twitter la direttrice del MarTa, che attualmente custodisce reperti dal valore inestimabile come i resti del cosiddetto Atleta di Taranto e gli Ori di Taranto (già esposti negli Stati Uniti e all’Expo di Milano), dalla Preistoria all’Alto Medioevo.

Luigi Di Maio va in Puglia e chiede di Matera

emiliano di maio

Il vicepremier Luigi Di Maio era a Bari per incontrare il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e in un video che gira sul web si vede che Di Maio a un certo punto rivolge una domanda a Emiliano, che risponde imbarazzato coprendosi la bocca. Ma cosa si dicono? Il ministro dello Sviluppo Economico Di Maio chiede a Michele Emiliano “Con Matera cosa state facendo?”. In tanti hanno parlato della nuova gaffe di Di Maio che non sa che Matera è in Basilicata e non in Puglia, e infatti la reazione di Emiliano sembra ‘imbarazzata’, si copre il viso e pronuncia qualcosa sottovoce. Di Maio risponde ‘lo so’, forse perché vuole ribadire di conoscere la posizione della città lucana, che tra l’altro si sta preparando a Matera 2019, capitale della Cultura. Anche se dal video non si capisce bene di cosa stiano parlando i due, è probabile che Di Maio stesse chiedendo a Emiliano come intende, la Regione Puglia, organizzare la questione dei trasporti, date le difficoltà logistiche per raggiungere la Capitale della Cultura 2019 con i mezzi pubblici (non c’è la stazione dei treni a Matera, e il primo aeroporto disponibile è proprio in Puglia).

E a qualche ora dalle polemiche scatenate sui social dove il video è stato a lungo condiviso, Di Maio ha rilasciato alcune dichiarazioni: “L’operazione di discredito verso questo governo continua senza sosta. Gli editori dei giornali hanno le mani in pasta ovunque nelle concessioni di Stato: autostrade, telecomunicazioni, energia, acqua. E l’ordine che è arrivato dai prenditori editori è di attaccare con ogni tipo di falsità e illazioni il M5s”. “Questo non è più giornalismo libero. Bisogna fare una legge per garantire che gli editori siano puri e i giornalisti liberi di fare inchieste su tutte le magagne dei prenditori”.

Anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano ha commentato: “Questa barzelletta che è stata messa in giro che il ministro Di Maio mi avrebbe parlato di Matera pensando che Matera fosse in Puglia è veramente una barzelletta, anche abbastanza ridicola, non l’ho trovata nemmeno minimamente divertente. Il testo l’ho sentito e risentito e non c’era nulla nella conversazione che si prestasse ad un’interpretazione del genere. Siamo, come al solito, a quelle modalità politiche che poi provocano solo la confusione dei cittadini e una reciproca sfiducia”.

“Voglio chiarire – ha aggiunto Emiliano – che il ministro Di Maio sa bene che Matera è in Basilicata, ci mancherebbe, anzi, mi ha fatto la domanda perché conosce talmente bene che Matera è in Basilicata che mi ha chiesto: ‘Che state facendo per sostenere lo sforzo di Matera capitale europea della cultura?'”. “Io – ha concluso il governatore – ho detto che i pugliesi hanno investito sia 2 milioni di euro per sostenere l’evento culturale in sé, di più credo del finanziamento dell’Unione europea, sia tutto il finanziamento per il raddoppio ferroviario della Bari-Matera”.

Ma se in questo caso interpretare come gaffe le parole di Di Maio può risultare una forzatura, da quando è entrato in Parlamento, dopo la promessa di Beppe Grillo di rivoltare il Palazzo del Potere aprendolo ‘come una scatoletta di tonno’, il politico napoletano ha fatto carriera, e durante il cammino ha snocciolato gaffe degne di essere ricordate. Le abbiamo raccolte di seguito.

Per Di Maio l’uomo è fatto di acqua per il 90%

Luigi Di Maio, ospite nel programma Presa Diretta condotto da Riccardo Iacona, ha sostenuto che: ”L’uomo è fatto d’acqua per il 90%” e su questa base ha spiegato il perché è necessario che un bene così essenziale sia messo a disposizione di tutti e preservato. Le sue dichiarazioni esagerate circa la percentuale di acqua presente nel corpo umano, hanno immediatamente scatenato le ironie sui social: qui un estratto delle migliori repliche.

Luigi Di Maio e il congiuntivo

La difficoltà grammaticali che Luigi Di Maio incontra nell’argomentare le sue idee sono ormai note a tutti, non c’è molta affinità tra l’attuale vicepremier leghista e la lingua italiana, come più volte ha dimostrando parlando o scrivendo suo social concetti anche abbastanza semplici.

Luigi Di Maio contro i vitalizi cita un parlamentare morto

Nel luglio dello scorso anno, Luigi Di Maio, per attaccare i vitalizi parlamentari ha citato in diverse occasioni ”un certo Boneschi” come esempio di una prassi da cancellare poiché “privilegio da Medioevo“, insistendo che “dopo un giorno in Parlamento riceve 3.108 euro al mese di vitalizio“. A Di Maio sfuggiva però che l’ex deputato era morto l’anno prima, il 13 ottobre 2016.

Di Maio spiega il M5S mettendo insieme Berlinguer, Almirante e DC

Luigi Di Maio ha spiegato quali sono i valori del Movimento 5 Stelle: ”sono quelli di Berlinguer, Almirante e Democrazia Cristiana”, un pasticcio, lo ha definito qualcuno, e tra l’ironia e il sarcasmo sul web c’è chi ha paragonato il M5S a un minestrone tra vegetariani, carnivori e fruttariani.

Per Luigi di Maio l’Italia importa criminali dalla Romania

In un post su Facebook dello scorso aprile 2017 Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e candidato premier in pectore del M5S ha scritto che “l’Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall’Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa UE!“. Qui i dettagli dell’incidente diplomatico a cui sono seguite le proteste dell’ambasciatore.

Luigi Di Maio confonde il Cile con il Venezuela

Lo scorso settembre 2016 Luigi Di Maio voleva paragonare il governo Renzi alla dittatura del cileno Pinochet, ma la gaffe su Facebook, nonostante le modifiche al post, fu clamorosa, dato che secondo l’attuale vicepremier grillino il sanguinoso regime militare citato era in Venezuela.

Luigi Di Maio e la lobby dei malati di cancro

Quando era vice presidente della Camera, nel 2016, Luigi Di Maio scrisse su Facebook un post in cui elencava una serie di lobby, tra cui quella dei “malati di cancro”. Ecco le sue parole, per le quali poi ha chiesto scusa: “Io non ce l’ho con le lobbies. Esiste la lobby dei petrolieri e quella degli ambientalisti, quella dei malati di cancro e quella degli inceneritori. Il problema è la politica senza spina dorsale, che si presta sempre alle solite logiche dei potentati economici decotti”.