Decreto Legge Sicurezza e Immigrazione: i punti chiave

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 8 novembre 2018

Vediamo i punti chiave del Decreto Legge Sicurezza e Immigrazione fortemente voluto da Matteo Salvini. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso settembre è stato leggermente modificato con il passaggio al Senato, che ha approvato con fiducia un nuovo testo. Ora questo nuovo documento passa nuovamente alla Camera, prima dell’approvazione definitiva.

Il decreto legge Sicurezza e Immigrazione si compone di tre parti

La prima si riferisce alla gestione dell’immigrazione, la seconda è inerente la pubblica Sicurezza e la terza riguarda la criminalità organizzata e la gestione dei beni sequestrati e confiscati. Vediamo di seguito gli articoli del testo nel dettaglio.

Stretta sulla protezione umanitaria

L’articolo 1 modifica parti del “Testo unico” sull’immigrazione del 1998 abrogando il permesso di soggiorno biennale per motivi umanitari. Sarà sostituito da un permesso di soggiorno della durata di un solo anno dedicato a sei casi specifici: vittime di tratta o di sfruttamento, violenza domestica, cure mediche, per calamità nel Paese d’origine e per azioni di particolare valore civile.

Più centri di permanenza per i migranti da rimpatriare

L’articolo 2 aumenta il tempo massimo di permanenza degli extracomunitari nei Centri di permanenza per i rimpatri. Si va da 90 a 180 giorni. Inoltre sono previsti nuovi centri entro tre anni dall’entrata in vigore del decreto e il “completamento, adeguamento e ristrutturazione” di quelli esistenti. In caso di necessità, come il sovraffollamento nei Cpr, i migranti ancora non identificatiti possono essere posti in “strutture diverse e idonee nella disponibilità dell’autorità di Pubblica Sicurezza” (art.4). Per le spese di rimpatrio, l’articolo 6 del decreto stanzia 500.000 euro per il 2018, 1,5 milioni per il 2019 e ancora 1,5 milioni per il 2020.

Revoca dello status di rifugiato

L’articolo 7 aumenta il numero di reati che, in caso di condanna definitiva, comportano la revoca dello status di rifugiato come da protezione internazionale. Tra questi figurava già l’omicidio, nuove entrate sono la rapina, l’estorsione, la violenza sessuale, lo spaccio di droga. E ancora la resistenza o la violenza a pubblico ufficiale, la mutilazione degli organi genitali, il furto generico e quello in abitazione, entrambi aggravati dal possesso di armi o narcotici; la riduzione in schiavitù, il sequestro di persona e le lesioni personali gravi.

L’articolo 8 sancisce che chi oggi ha un permesso di soggiorno per protezione umanitaria lo perderà se fa ritorno nel suo paese di origine “in quanto indice del cambiamento delle circostanze” che lo hanno costretto a emigrare.

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L’articolo 10 stabilisce che il richiedente asilo che subisce una condanna in primo grado per un reato che prevederebbe la revoca dello status di rifugiato venga convocato da una commissione territoriale per ricevere risposta immediata. Nel caso di allontanamento, le autorità devono espellerlo prima degli altri gradi di giudizio.

Sprar depotenziato

L’articolo 12 determina che il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati includa solo i già titolari di protezione internazionale e i minori non accompagnati. Gli altri potranno essere accolti nei Cas (Centri di accoglienza secondaria) o nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo). Il decreto prevede quindi la drastica riduzione dell’accoglienza del Sistema ‘diffuso’ di protezione per richiedenti asilo e rifugiati in Italia (lo Sprar, gestito con i Comuni).

Inoltre, viene sancito l’obbligo di trasparenza per le cooperative sociali che si occupano di accoglienza. Dovranno pubblicare ogni tre mesi sui propri siti l’elenco dei soggetti da loro finanziati.

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Revoca e rilascio della cittadinanza italiana

L’articolo 14 stabilisce la revoca della cittadinanza italiana prevista per reati come terrorismo o eversione dell’ordinamento costituzionale. Il rilascio della cittadinanza per matrimonio e per residenza vede invece un allungamento dei tempi, da 2 a 4 anni. Anche in caso di iter avviato dall’autorità diplomatica o consolare.

Inoltre, con un emendamento approvato in Commissione, è stato aggiunto il requisito della conoscenza della lingua italiana al livello B1.

Regole per la sicurezza pubblica

Dall’articolo 16 comincia la parte relativa alla sicurezza pubblica. In particolare si estende la possibilità di controllo con braccialetti elettronici chi è imputato di maltrattamenti in famiglia e stalking.

Nuove procedure per il noleggio di furgoni

Per la prevenzione del terrorismo aumentano i controlli per il noleggio furgoni. L’articolo 17 dice che i gestori di autonoleggio dovranno comunicare i dati identificativi dei clienti al Ced interforze per verificare se a loro carico risultino precedenti specifici o segnalazioni delle forze di polizia. A tale banca dati potranno accedere, come stabilito dall’articolo 18, anche gli agenti della polizia municipale.

Uso del taser

L’articolo 19 prevede la sperimentazione per sei mesi di “armi comuni ad impulso elettrico”, ossia i taser, anche per i vigili urbani.

Daspo urbano

Gli articoli 20 e 21 estendono il Daspo, ossia l’allontanamento coatto, anche da determinate zone urbane. Il daspo è esteso anche agli indiziati per i reati di terrorismo e sarà applicabile anche negli ospedali e nei presidi sanitari, nonché in zone adiacenti “fiere, mercati e pubblici spettacoli”. L’articolo 22 stanzia quasi 360 milioni di euro fino al 2025, la metà dei quali per investimenti in sistemi informatici della Polizia di Stato.

Inasprite le pene per l’occupazione

Il reato di invasione di terreni o edifici sarà punito con la reclusione da uno a tre anni e con multa da 103 a 1032 euro. L’articolo 30 punisce chi “invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto”.

L’articolo 31 prevede anche la possibilità di ricorrere alle intercettazioni telefoniche contro chi promuove o organizza le occupazioni.

L’articolo 31-bis, invece, esclude che gli sgomberi debbano essere effettuati nell’immediato. L’autorità giudiziaria può decidere il differimento dell’esecuzione, che deve comunque essere svolta entro un anno dalla data del provvedimento.

Introdotto il reato di accattonaggio molesto

E’ prevista l’introduzione del reato di ‘esercizio molesto dell’accattonaggio’ che comporta fino a 6 mesi di pena che sale fino a 3 anni se si impiegano i minori.

Prigione per i parcheggiatori abusivi

Aumentano le sanzioni per i parcheggiatori abusivi. In caso di utilizzo di minori o se si è già stati fermati per lo stesso motivo, scatta l’arresto e si rischia un anno di carcere al posto delle multe.

Sui negozietti etnici decidono i sindaci

I primi cittadini potranno disporre, fino a 30 giorni, limitazioni agli orari di vendita degli esercizi commerciali interessati da ‘fenomeni di aggregazione notturna’ anche in zone non centrali. chiusura dei negozietti etnici alle 21.

Aperte ai privati le aste dei beni confiscati ai mafiosi

L’articolo 36 allarga anche ai privati la possibilità di partecipare alle aste per i beni sequestrati ai mafiosi, prevedendo comunque controlli per assicurarsi che il bene non torni a soggetti affini alle organizzazioni mafiose. Il diritto di prelazione resta a enti pubblici, alle associazioni di categoria e alle fondazioni bancarie. L’Agenzia per i beni confiscati viene potenziata attraverso l’assunzione di 70 persone (art.37).