Legge anticorruzione: le novità del provvedimento

Lo spazzacorrotti è legge e ciò - ha assicurato il ministro della Giustizia Bonafede - farà dell'Italia, che ora è il fanalino di coda, il Paese capofila nella lotta alla corruzione a livello internazionale.

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 19 dicembre 2018

Il ministro della Giustizia Alfonso BonafedeIl ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede / ansa

L’anticorruzione, il testo firmato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è legge dopo l’esame delle due Camere in Parlamento. Il provvedimento, noto anche come ‘Spazzacorrotti’, promette di introdurre diverse novità importanti, tra cui il cosiddetto daspo per i corrotti e la possibilità di utilizzare agenti sotto copertura. Ecco gli aggiornamenti in merito alla nuova legge che, annuncia il vicepremier grillino Luigi Di Maio ”contiene norme aspettate per anni e non fatte perché la politica aveva paura di farle”.

DASPO PER CORROTTI

Tra le misure della legge anticorruzione il più importante è forse il DASPO a vita per i corrotti, ossia l’interdizione dai pubblici uffici e l’esclusione perpetua dalle commesse pubbliche per imprenditori condannati per corruzione a più di due anni in via definitiva. I privati e imprenditori giudicati corrotti o corruttori non potranno più contrattare con la pubblica amministrazione. I reati a cui ci si riferisce sono:
– corruzione propria e corruzione propria aggravata
– corruzione attiva
– corruzione impropria
– corruzione in atti giudiziari
– corruzione per l’esercizio della funzione
– corruzione di persona incaricata di pubblico servizio
– corruzione nelle sue diverse forme commessi da membri della Corte penale internazionale, da organi e funzionari dell’Unione europea o di Stati esteri
– istigazione alla corruzione
– traffico di influenze illecite
– malversazione aggravata dal danno patrimoniale grave
– abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità
– induzione indebita a dare o promettere utilità
– peculato
– concussione

INASPRIMENTO DELLE PENE

Nel disegno di legge vengono inasprite le pene per il reato di corruzione impropria che passano da uno a tre anni per le pene minime e da sei a otto anni per le massime. Per l’appropriazione indebita invece è prevista la reclusione da due a cinque anni e la sanzione da 1.000 a 3.000 euro.

AGENTE SOTTO COPERTURA

L’altra novità della legge anticorruzione firmata da Bonafede è l’introduzione dell’agente sotto copertura per ”controllare dall’interno eventuali attività criminali e per rendere più efficaci le indagini”. Viene dunque introdotta la figura dell’agente sotto copertura per il contrasto ai reati nella pubblica amministrazione (come la corruzione). In queste vesti, gli ufficiali di polizia giudiziaria non sono punibili se nello svolgimento del loro compito abbiano condotte che costituirebbero reato.

AGENTE PROVOCATORE

L’introduzione dell’agente provocatore, tanto caro al M5S, è stato cancellato dal testo del ddl anticorruzione. L’ipotesi di un agente di polizia giudiziaria con falsa identità, infiltrato nella pubblica amministrazione per ”sondare” la corruttibilità dei funzionari non piaceva alla Lega.

TEMPI GIUDIZIARI

Nel testo sono inoltre previste delle misure per diminuire i tempi dei tribunali per giungere a una sentenza definitiva.

PRESCRIZIONE

L’istituto della prescrizione viene sospeso dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione). La norma, secondo l’accordo politico tra Lega e M5S, entrerà in vigore il primo gennaio 2020.

INTERCETTAZIONI E USO DI TROJAN

Anche lo strumento delle intercettazioni è stato rivisto, in particolare è previsto un rafforzamento per quanto riguarda il suo utilizzo. Via libera dunque alle intercettazioni, tra presenti nelle abitazioni o in altri luoghi di privata dimora, grazie all’utilizzo dei trojan, ovvero un tipo di malware dei sistemi informatici. Viene abrogata infatti la norma che ne limitava l’uso solo quando vi era motivo di ritenere in corso l’attività criminosa. I trojan potranno essere utilizzati “su dispositivi elettronici portatili nei procedimenti per delitti contro la P.A. puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni”.

DONAZIONI AI PARTITI

Stretta sulle donazioni ai partiti e ai movimenti politici. Dovranno essere obbligatoriamente pubblicati on line i nomi di chi eroga contributi superiori a 500 euro l’anno a partiti o movimenti politici, oltre a liste di candidati alla carica di sindaco partecipanti alle elezioni amministrative nei comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti. Le cooperative sociali, invece, non potranno finanziare i partiti.

TRASPARENZA PER LE FONDAZIONI

Anche le fondazioni dovranno rispettare le regole di trasparenza e gli obblighi di rendicontazione se collegate a un partito e movimento politico.