Omicidio Lidia Macchi

Omicidio Lidia Macchi: ergastolo per Stefano Binda

La studentessa varesina era stata uccisa il 5 gennaio 1987. Il suo cadavere sfregiato con 29 coltellate era stato ritrovato nel bosco di Cittiglio. Dopo 31 anni Stefano Binda, amico di Lidia Macchi, è stato giudicato colpevole dell'omicidio della ragazza

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Omicidio Lidia Macchi

Stefano Binda è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi, la ragazza uccisa nel gennaio del 1987 con 29 coltellate e ritrovata cadavere nel bosco di Cittiglio. Durante la lettura del verdetto Binda, difeso degli avvocati Sergio Martelli e Patrizia Esposito, è rimasto impassibile. A leggere la sentenza della Corte d’Assise di Varese, arrivata dopo oltre tre ore di camera di consiglio, è stato il giudice Orazio Moscato, che ha escluso le aggravanti per futili motivi e abietti. L’accusa è di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Secondo i giudici l’uomo pretese un rapporto sessuale forzando la studentessa, poi la uccise perché “si era concessa ma non avrebbe dovuto farlo per via del suo credo religioso”. Presenti in aula Paola Bettoni, madre di Lidia, con i figli Stefania e Alberto. L’uomo è stato interdetto dai pubblici uffici e condannato a pagare anche una provvisionale di 200mila euro per la madre della ragazza e di 80mila euro ciascuno per la sorella e il fratello.
Di seguito abbiamo ricostruito la storia di questo omicidio che ha visto il 50enne Binda essere riconosciuto colpevole dopo 31 anni dai fatti.

 
Testi a cura di di Kati Irrente e Beatrice Elerdini

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