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Negozi chiusi domenica e per le feste: il parziale dietro-front di Di Maio

Vediamo in cosa consiste la proposta che taglia le liberalizzazioni volute dal governo Monti in materia di commercio

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La chiusura dei negozi la domenica è stato uno dei temi presenti nella campagna elettorale del M5S e lo stesso vicepremier Luigi Di Maio ne ha fatto una sorta di bandiera appena è nato il governo Conte. La proposta di chiusura degli esercizi commerciali alla domenica e durante le feste ha messo in allarme non solo la grande distribuzione ma anche una buona parte di lavoratori e clienti che si sono allarmati pensando agli eventuali posti di lavoro persi e a mancate opportunità di far slittare alla domenica la spesa settimanale. Ma proprio mentre la legge che mira a cambiare la ‘Salva Italia’ di Monti (2011) approda in commissione alla Camera, Luigi Di Maio interviene per chiarire come funzionerebbero le cose se la legge del M5S venisse approvata e resa operativa. In pratica, rispetto a quanto tanto sbandierato finora, le chiusure domenicali non saranno altro che turnazioni domenicali decise, come già si faceva in passato, tra Comune e commercianti: ”Ci sarà sempre un posto dove andare a fare la spesa. Ci sarà un meccanismo di turnazione per cui resterà aperto il 25% dei negozi, gli altri a turno chiudono”. Ad ogni modo entro l’anno ”sicuramente”, spiega Di Maio, arriverà la legge che frena – almeno nelle premesse – la liberalizzazione delle aperture e degli orari nel commercio. Ma vediamo di seguito in cosa consiste la proposta di legge che andrà a modificare la chiusura domenicale dei negozi e i punti principali del testo.

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Parole di Kati Irrente

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