Muri che separano i popoli: i simboli della divisione

Muri che separano i popoli: i simboli della divisione

Migliaia di chilometri di cemento e filo spinato: i muri sono i simboli della divisione nel mondo. Ecco una carrellata di muri famosi nella storia.

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muri europa ungheria

Nonostante viviamo nell’era della globalizzazione, i muri che separano i popoli nel mondo sono ancora ben usati dai governi per ”difendere” confini territoriali, o contrastare il flusso di persone e quindi l’immigrazione, dividendo di fatto i popoli delle città del mondo. Un recente esempio viene proprio dall’Europa , che sembra aver cancellato in pochi mesi la sua identità di unione di Stati (se mai c’è stata al di fuori delle banche e delle regole economiche). Di fronte al più grande esodo di profughi, in arrivo dal Medio Oriente come dall’Africa, si è chiusa innalzando in alcuni casi veri e propri muri con tanto di filo spinato. Lo ha fatto l’Ungheria di Viktor Orban, che ha chiuso la frontiera con la Serbia e che ora ha iniziato a costruire un altro muro al confine con la Croazia, scatenando le ira di mezza Europa. Germania e Austria, dopo aver aperto ai profughi, hanno dovuto rimettere i controlli alle frontiere per far fronte al massiccio flusso di gente che continua ad arrivare, con ogni mezzo. A spingere migliaia di persone, uomini, donne e bambini, c’è solo la forza della disperazione. Nessun muro li potrà fermare, nessuna frontiera potrà negare a padri e madri di dare una vita senza violenza e morte ai loro figli. Così, l’Europa che pianse la morte del piccolo Aylan, il bimbo siriano annegato a 5 anni sulla spiaggia di Bodrum in Turchia, oggi non si dispera per la morte di una bambina siriana di 4 anni, annegata tra i flutti del mare sulla costa di Cesme, nella provincia occidentale di Smirne. Oggi, le istituzioni europee sono impegnate a litigare tra loro o, in alcuni casi, a costruire muri che continuano a uccidere. Vediamo di seguito quali sono i muri più tristemente famosi della storia.

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Parole di Lorena Cacace

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