Ferrari costose

Le 10 Ferrari più costose di tutti i tempi: la lista dei sogni

Gli esemplari di Maranello da record venduti nelle aste più prestigiose

1 di 11

1 di 11

Ferrari costose

Avremmo potuto anche usare il titolo “Le 10 auto più costose in assoluto”, perché 9 su 10 sono comunque delle Ferrari. Il fascino delle vetture di Maranello non lo scopriamo certo noi. Le auto che portano il simbolo del Cavallino rampante sono sempre state esclusive, appannaggio di pochissimi straricchi, fin dal momento in cui sono uscite dalla fabbrica. Ma col passare degli anni le quotazioni hanno raggiunto vertici decisamente stellari, in particolare di quei modelli prodotti negli anni ’50 e ’60. I martelletti dei battitori nelle aste internazionali hanno sancito prezzi quasi sempre a doppia cifra in milioni di dollari. Qui non consideriamo le vendite private, perché i dati e le cifre sono difficilmente verificabili. Vanno comunque sottolineate almeno due vendite private mostruose: una di 39,8 milioni di dollari, 28,2 milioni di euro, nel 2015 per una Ferrari 250 Testa Rossa del 1957, non restaurata; un’altra, attualmente il record assoluto, di 52 milioni di dollari, circa 38,2 milioni di euro, nel 2013 per una Ferrari 250 GTO guidata in corsa da Stirling Moss.

Per la cronaca, l’unica non Ferrari fra le top ten, non inclusa in questa selezione, è la Mercedes W196 con cui Juan Manuel Fangio vinse il campionato del mondo di Formula 1 del 1954, venduta nel 2013 per 29,6 milioni di dollari, equivalenti a 30,1 milioni di euro al cambio attuale. E’ il terzo prezzo di tutti i tempi.

Andiamo quindi a vedere quali sono le magnifiche dieci. I prezzi di queste Ferrari sono espressi in milioni di euro al cambio attuale. Tra parentesi, quando esistente, il prezzo in milioni di dollari dell’anno in cui sono state vendute.

1 di 11

Pagina iniziale

1 di 11

Parole di Roberto Speranza

Da non perdere

© 2005-2021 Deva Connection s.r.l - Tutti i diritti riservati.

Nanopress, supplemento alla testata giornalistica NanoPress.it registrata presso il Tribunale di Roma n° 2 del 16 gennaio 2020.