Latitanti arrestati grazie a Facebook e Twitter: quando i social network tradiscono i criminali

Latitanti arrestati grazie a Facebook e Twitter: quando i social network tradiscono i criminali

La tecnologia e i criminali spesso “non vanno d’accordo”. Alcuni latitanti e criminali sono stati traditi dai social network.

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Può capitare: anche i boss possono essere traditi dai social network. Questi ultimi sono sempre più diffusi e sempre più utilizzati. Per molti rappresentano davvero un punto di riferimento nella quotidianità. Tutti noi siamo abituati ad utilizzarli, per condividere con gli altri utenti le nostre esperienze di vita quotidiana. Tuttavia non sempre si rivelano portatori di eventi positivi per chi li usa, specialmente se dietro al PC o allo smartphone i boss tradiscono la loro presenza, facendosi anche individuare. Il concetto ci appare ancora più evidente, se consideriamo che spesso i moderni smartphone hanno incluso la funzione di localizzazione geografica. Questa, quando i boss si nascondono e non desidererebbero per nulla al mondo essere visti, si può rivelare veramente “portatrice di sventure”. Insomma, la tecnologia spesso gioca dei brutti scherzi. Vediamo alcuni casi esemplari di boss traditi dai social.

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Parole di Gianluca Rini

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