Isis: donne rapite, uccise e stuprate. E alcune scelgono il suicidio

Isis: donne rapite, uccise e stuprate. E alcune scelgono il suicidio

''Abbiamo fondato il califfato per diffondere l'islam, quindi dovete convertirvi'', sono le parole degli aguzzini dell'Isis che trattano le donne come oggetti.

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Centinaia di donne, ragazze e anche bambine sono quotidianamente rapite dai terroristi islamici dell’Isis e ripetutamente violentate, torturate, umiliate, vendute o addirittura regalate da un miliziano all’altro, se non uccise. Per scampare a tutto questo molte decidono di suicidarsi. I primi testimoni già dal 2014 hanno iniziato a raccontate queste storie, spiegando come, ad esempio, le donne yazide hanno in molti casi preferito uccidersi piuttosto che affrontare la vergogna dello stupro nelle loro stesse comunità famigliari. L’ex deputata irachena Ameena Saeed Hasan, tramite la Cnn, ha raccontato di avere le prove di almeno un centinaio di suicidi: ”Ho le foto di alcune di queste ragazze che si sono ammazzate, quando hanno perso la speranza di essere salvate e quando l’Isis le ha vendute e stuprate più volte”. Ecco come vengono trattate le donne dai miliziani dell’Isis.

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Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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