Immigrati in Ungheria: cosa sta succedendo? Dal muro agli arresti

Immigrati in Ungheria: cosa sta succedendo? Dal muro agli arresti

L'Ungheria ha chiuso i confini con la Serbia, terminato il muro di 175 km e dato il via alla nuova fase di politica sugli immigrati con l'arresto e il fermo dei profughi in arrivo dalla Siria: cosa succede nel paese di Orban?

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In un’altra giornata di tensioni, questa volta al confine croato, dove i migranti hanno letteralmente sfondato le barriere della polizia, l’Ungheria torna a far discutere: si dice disponibile ad accettare le quote immigrati, ma soltanto alle sue condizioni.

Da Budapest, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha lanciato un appello a Bruxelles: ‘Abbiamo proposto di creare una forza Ue che protegga le frontiere europee e, se ci sarà una proposta della Commissione europea Ue in questo senso, siamo pronti a sostenere il sistema della ridistribuzione per quote’.

La richiesta dell’Ungheria è quella di poter avere una copertura militare a protezione delle frontiere. E’ la loro condicio sine qua non per accettare il progetto di ridistribuzione dei migranti su tutto il territorio europeo.

Inoltre l’Ungheria propone che l’Europa finanzi nuovi campi profughi in Turchia, Giordania e Libano.

In tutta risposta il commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa a Budapest, con i ministri dell’Interno e degli Esteri: ‘I muri non sono la soluzione, né lo è la violenza per risolvere la crisi dei profughi’. E ha aggiunto, facendo riferimento al rifiuto, da parte dell’Ungheria, delle quote immigrati: ‘So che l’Ungheria non si considera tra i Paesi in prima linea e rispetto la vostra posizione. Chiedo tuttavia che si possa andare avanti nell’alleviare la pressione su Grecia e Italia’.

Aggiornamento del 17/09/2015 a cura di Beatrice Elerdini

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Parole di Lorena Cacace

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