Pellegrini musulmani

Fatwa nell'Islam, i divieti più strani secondo la religione musulmana

Dal WiFi alle bambole, dai cani alle biciclette

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Pellegrini musulmani

Quando pensiamo alla fatwa nell’Islam, ci viene in mente la condanna a morte per blasfemia che alcuni governi sentenziano nei confronti di una o più persone. Il caso più noto è quello di Salman Rushdie, scrittore indiano naturalizzato inglese, colpito dalla fatwa dell’ayatollah Khomeini che, nel 1989, lo condannò a morte per il libro “Versetti Satanici” in cui, secondo la massima autorità religiosa dell’Iran, aveva offeso Maometto e l’Islam. In realtà, il termine fatwa è qualcosa di più generico, una sorta di spiegazione che esperti della religione musulmana danno ai fedeli in merito a comportamenti o realtà non comprese nel Corano. In mancanza di un’unica guida spirituale (non esiste il corrispettivo del Papa nell’Islam), ogni imam o studioso può dare una sua interpretazione di ciò che è lecito e di ciò che non lo è. Da qui nascono una serie di divieti a volte davvero strani, specie per gli Occidentali. Eccone una selezione.

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Parole di Lorena Cacace

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