Licenziamenti in Italia: tutte le grandi aziende che stanno tagliando il personale

Previsti licenziamenti di massa nei prossimi mesi

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 12 novembre 2015

Michelin

Nonostante la dichiarata ripresa economica non cessano i licenziamenti in Italia da parte di aziende nazionali o straniere, ma con sede nel nostro Paese, che stanno tagliando il personale in una o più sedi. Se da una parte a livello generale si riscontrano anche dati positivi, come la crescita dell’occupazione a tempo indeterminato (Italia +34,4% secondo i dati INPS nei primi nove mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014) dall’altra ci sono lavoratori che rischiano di essere licenziati. Vediamo di seguito quali sono le grandi aziende hanno previsto tagli al personale.

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Michelin

Michelin

I lavoratori dello stabilimento Michelin di Fossano in Piemonte, sono ancora in agitazione dopo l’annuncio che la fabbrica sarà chiusa e che il gruppo degli pneumatici intende licenziare 578 dipendenti in Italia. Il piano strategico 2016-2020 del gruppo degli pneumatici prevede il taglio di quasi 600 posti in tutta Italia. Gli esuberi indicati dall’azienda sono 400 a Fossano, 120 a Torino, 30 ad Alessandria e 28 a Tribano (Padova). Michelin in Italia ha oltre 4mila dipendenti e realizza più del 10% della sua produzione europea, ma l’azienda intende chiudere anche gli stabilimenti di Oranienburg (Germania) e (in foto) Ballymena (Gran Bretagna).

Myrmex

Protesta

I dipendenti del laboratorio Myrmex sperano che il sito d’eccellenza catanese venga acquisito da nuovi imprenditori, soprattutto nell’ottica della salvaguardia del posto di lavoro. Infatti rischiano il licenziamento. L’azienda specializzata nella fornitura di prodotti per l’ortopedia, traumatologia e di biomateriali ha messo i lavoratori in mobilità. L’11 novembre hanno protestato di fronte alla Prefettura di Catania per chiedere un intervento diretto presso il tavolo nazionale della vertenza e per chiedere all’azienda di ritirare le lettere di mobilità.

Burgo

Burgo

Nello storico stabilimento Burgo di Duino sono stati già annunciati 153 licenziamenti. Il gruppo cartario ha altre due sedi a Villorba nel trevigiano e a Verzuolo in Valvaraita nel cuneese, ha in mente i tagli alla sede di Duino su un totale di 400 dipendenti. Sergio Razeto, presidente di Confindustria Venezia Giulia, è preoccupato: ”Il tentativo sarà di conciliare esigenze aziendali con un grave problema occupazionale del territorio”.

Unicredit

Sede banca Unicredit

Il nuovo piano di Unicredit al 2018 prevede 18.200 tagli di personale. In Italia gli esuberi nuovi dovrebbero riguardare 540 persone, per la maggior parte dirigenti, che non erano previsti, secondo i sindacati, nel piano del marzo 2014 Unicredit quando si era giunti a un accordo che prevedeva 5.100 esuberi (di cui 2.400 già avvenuti, e 2.700 da effettuare). Si parla per l’Italia di un totale di 6.900 uscite, ma questo numero ricomprende sia i vecchi accordi sia i dipendenti di società basate in Italia ma che operano in altri paesi dove la banca è presente. In una nota si parla anche del taglio di 800 filiali – sempre entro il 2018 – da parte della commercial bank in Italia, Austria e Germania. Già 928 sportelli sono stati chiusi (i dati si fermano a settembre).

Meliconi

Meliconi

Alla Meliconi di Cadriano 33 lavoratori sono a rischio licenziamento su un totale di 171. I dipendenti sono ancora in agitazione sindacale “contro la scelta unilaterale dell’azienda di procedere ai licenziamenti e contro la chiusura della discussione sull’utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi, che eviterebbero gli esuberi“. In questa azienda, dicono ancora i rappresentanti dei lavoratori, ci sono dipendenti che hanno anzianità di 20 o 30 anni, “che hanno faticato dentro questa fabbrica e che non possono accettare di essere considerati dei numeri“.

Btr travertino romano

Btr travertino

Per 24 dipendenti della Btr travertino romano, azienda che si occupa di estrazione, lavorazione e vendita del travertino a Tivoli e Guidonia, è stato avviato il procedimento di licenziamento collettivo, comunicato anche all’assessorato al Lavoro della Regione Lazio con la spiegazione che la decisione è stata presa in seguito “alla grave crisi in cui versa l’azienda” e che non permettere di garantire occupazione e pagamenti di stipendi e contributi. Ad aggravare la situazione anche la cessazione dell’attività estrattiva, e relativa chiusura, della cava in località Il Barco prevista per la fine dell’anno.

TFL

TFL

A Castelfranco sembrano esserci buone notizie per i lavoratori della filiale della TFL, la multinazionale dei prodotti chimici di proprietà del fondo statunitense Black Diamond che in Italia ha 4 stabilimenti, di cui uno a Buscate (Milano). Nelle scorse settimane, infatti, la proprietà aveva aperto una procedura di mobilità a livello nazionale che coinvolge 27 dei 152 dipendenti italiani. Sei gli esuberi previsti nello stabilimento di Castelfranco su un totale di 23 lavoratori. L’11 novembre Tfl ha presentato un’ipotesi di accordo che adesso attende il parere dei lavoratori.