Cosa succede se l’Italia esce dall’Euro?

Come sarebbe l’Italia nell'ipotesi di un ritorno alla lira, o di stampa di un'altra moneta nazionale, quindi di una uscita dall'Eurozona.

Pubblicato da Kati Irrente Venerdì 19 ottobre 2018

Banconote con i diversi tagli dell’euro/ ANSA

Cosa succederebbe alla nostra economia se l’Italia uscisse dall’euro? Molti pensano che uscire dalla moneta unica sia la soluzione a tutti i mali che affliggono il nostro Paese, ma siamo sicuri dei vantaggi conseguenti una decisione del genere? Il rischio default è dietro l’angolo, per questo non è il caso di approssimare. Gli esperti hanno ipotizzato gli effetti di una uscita dall’Euro per l’Italia. Ed ecco cosa succederebbe ai nostri stipendi, ai risparmi, alle pensioni, e ai mutui in caso di Italexit.

Aumento del debito dell’Italia

Il debito dell’Italia aumenterebbe vertiginosamente facendoci rischiare il default. Dovremmo subito pagare qualcosa come 400 miliardi di euro per onorare i debiti presso le banche centrali dell’eurozona.

Fine dell’UE

Se l’Italia uscisse dall’Euro potrebbe rappresentare la tessera del domino che causa la disgregazione dell’Unione monetaria.

L’inflazione in caso di uscita dall’Euro

Cosa succede all’inflazione se usciamo dall’Euro? Bankitalia potrebbe stampare massicciamente a suo piacimento banconote nazionali per sostenere il debito pubblico. Questo porterebbe a un innalzamento straordinario dell’inflazione con cifre (doppie e pesanti) che ci riporterebbero a quelle degli anni ’70 e ’80.

Il caro vita

Il caro vita farebbe alzare i prezzi di qualsiasi prodotto, delle materie prime ma anche e soprattutto dei banali generi di consumo quotidiani come il pane o il latte. Il potere d’acquisto degli italiani sarebbe ridotto al minimo. Fare la spesa al supermercato potrebbe diventare cosa ‘da ricchi’.

Gli stipendi

Come accennato nel punto precedente, il caro vita potrebbe erodere la capacità d’acquisto di ciascun lavoratore, soprattutto se dipendente. Gli stipendi fissi non verrebbero integrati, dato che l’aumento dei costi di finanziamento delle imprese taglierebbero gli investimenti. I salari potrebbero dissolversi solo per gli acquisti di beni di prima necessità.

Le pensioni

Stesso discorso vale per le pensioni, che sarebbero destinate a dissolversi in breve tempo per il caro vita.

Fuga delle aziende

Gli imprenditori potrebbero trasferire all’estero le aziende, per raccogliere capitali sui mercati internazionali a tassi accettabili.

Disoccupazione

E se gli imprenditori fuggono fuori dall’Italia la conseguenza ovvia è l’aumento dei tassi di disoccupazione.

Bollette e benzina alle stelle

Sappiamo bene che l’Italia non è indipendente per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico, quindi il nostro Paese fuori Ue sarebbe obbligato a comprare sia elettricità che gas sui mercati esteri. E la moneta nazionale svalutata porterebbe a un’impennata dei costi che ricadrebbero sui consumatori, con bollette salatissime. Stesso discorso per i carburanti.

Mutui inaccessibili

Come analizzato anche da Il Sole 24 ore, anche i mutui immobiliari stipulati con banche che ”probabilmente sarebbero state in buona parte nazionalizzate per garantirne la sopravvivenza”, si alzerebbero molto per l’effetto inflazione, dei tassi altissimi ma anche per il cambio. Essendo stati stipulati in euro, diventerebbero sempre più cari.

Titoli di Stato e investimenti

Anche i titoli di Stato perderebbero valore a causa dell’inflazione, mentre il debito pubblico italiano diventerebbe sempre più difficile da collocare, con i mercati in grado di imporre tassi d’interesse enormi per prestare soldi a un’Italia sempre più povera