Decreto antiterrorismo 2015: la polizia spierà da remoto i nostri PC?

Decreto antiterrorismo 2015: la polizia spierà da remoto i nostri PC?

E’ stato elaborato un ddl antiterrorismo. Il Governo pensa a tutte quelle misure che in Italia e nell’Unione Europea possano servire alla sicurezza.

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1. Controllo su internet

controllo internet
Il decreto governativo prevede anche l’opportunità di oscurare siti web jihadisti. In generale, anche da parte dell’Unione Europea, prevale l’indicazione di esercitare un maggiore controllo su internet, sui social network e sui siti particolarmente sensibili, non trascurando chat e messaggi di posta elettronica. Si potrà passare anche tramite i provider dei servizi internet e ci potrebbe essere un rafforzamento contro gli attacchi telematici. Allo stato degli atti, le forze di pubblica sicurezza non potranno entrare da remoto nei PC dei cittadini, in quanto la norma che lo prevedeva è stata stralciata. Ma la porta è aperta: un’ipotesi in questa direzione potrebbe arrivare da un’altra legge. Si ritiene infatti “che tale norma debba essere trattata nell’ambito del provvedimento sulle intercettazioni telefoniche”. È quanto dichiara il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico.
La polizia avrebbe così la possibilità di utilizzare dei programmi che serviranno ad acquisire da remoto comunicazioni e dati, inoltre verrebbe autorizzata l’intercettazione preventiva sulle reti informatiche. Il procuratore potrebbe conservare i dati di traffico fino a due anni.

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Parole di Giorgio Rini

Giorgio Rini è stato collaboratore di Nanopress dal 2014 al 2017, occupandosi principalmente di politica, cronaca e spettacoli.

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