Decapitazioni islamiche, Peter Kassig ucciso: perchè l’Isis taglia la gola ai propri nemici?

Decapitazioni islamiche, Peter Kassig ucciso: perchè l'Isis taglia la gola ai propri nemici?

L’ostaggio americano, il sesto occidentale, è stato ucciso dai miliziani dello Stato Islamico. Era stato rapito in Siria. Aveva solo 26 anni.

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Peter Kassig

peter kassig

Peter Kassig, ostaggio statunitense, è stato decapitato. Lo annuncia l’Isis in un nuovo video in cui si mostra l’uccisione del prigioniero in Siria. I jihadisti avevano minacciato di ucciderlo nel video della decapitazione del volontario britannico Alan Henning. Nel filmato in cui viene mostrata l’uccisione di Kassig si vede anche la decapitazione di massa di 15 soldati siriani fatti prigionieri. Nelle immagini i jihadisti e i soldati camminano gli uni dietro agli altri e a un certo punto, i terroristi prendono un grosso coltello, fanno inginocchiare la loro vittima e poi la decapitano. Kassig, 26 anni, si chiamava Abdul Rahman/Peter da quando si era convertito all’Islam. Era stato rapito il primo ottobre mentre si trovava in Siria dove lavorava come operatore umanitario. Ex ranger, dopo aver intrapreso corsi per diventare assistente medico, si era trasferito in Libano, dove aveva fondato l’organizzazione no profit Sera (Special Emergency Response and Assistance).

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Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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