Unioni civili: sì testo base Cirinnà, asse Pd M5s

Ddl Cirinnà, il Senato vota la fiducia: primo sì alle unioni civili gay

Il PD si spacca sulla fiducia, promessi interventi sulle adozioni e l'obbligo di fedeltà

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Senato ddl Unioni Civili

Dopo il voto è tempo di polemiche. Il ddl Cirinnà è passato al Senato e ora attende l’approdo alla Camera, ma il voto di fiducia si ripercuoterà a lungo nelle vicende politiche nostrane. Lo stralcio della stepchild adoption non è andata giù alla sinistra del PD (oltre che alle associazioni LGBT e alle famiglie arcobaleno) e il partito di Matteo Renzi ha deciso di correre ai ripari. Se il premier ha definito il passaggio al Senato, tra tutte le insidie possibili, “un risultato storico“, è anche vero che “ha rischiato l’osso del collo“, come ha dichiarato nel post voto. L’appoggio dei verdiniani è stato fondamentale, tanto che il bersaniano Roberto Speranza ha chiesto il congresso del partito. Il tema dell’adozione del figliastro per le coppie gay rimane sul tavolo, così come l‘obbligo di fedeltà. Il PD scalda i motori e promette che metterà mano ai due temi. L’emendamento per eliminare la fedeltà anche dal matrimonio ha iniziato il suo iter, mentre si preannuncia una nuova battaglia sulla riforma della legge sulle adozioni, ferma al 1983, in cui si affronterà anche la stepchild adoption. Lo ha promesso anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in un’intervista al Corriere. “Il vuoto legislativo in ambito di adozioni resta, i giudici continueranno a fare ciò che hanno fatto finora“, dice il Guardasigilli. “Il vuoto dev’essere colmato dalla politica, e su questo tema il Pd assumerà l’iniziativa al più presto. Vedremo come si comporterà il Movimento 5 Stelle“. Il guanto di sfida è lanciato, sempre se il PD riuscirà a sanare l’ennesima frattura interna.

LEGGI ANCHE –> IL TESTO DEL DDL APPROVATO IN SENATO [PDF]

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Parole di Giorgio Rini

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