I trend più idioti e pericolosi dei social network

Con il passare degli anni e l'aumentare dell'importanza che i social hanno assunto nella vita quotidiana di chiunque, ci sono tante persone che preferiscono diventare i 'fenomeni del momento' anche a costo di rimetterci la vita.

Pubblicato da Kati Irrente Martedì 23 ottobre 2018

Complice un certo narcisismo e una irrefrenabile voglia di esibizionismo, tanta gente fa cose a dir poco idiote per avere visibilità sul web. La stupidità, purtroppo, è gratis: se venisse tassata sicuramente assisteremmo ad un crollo verticale di questi fenomeni. Giovani e meno giovani si ‘sfidano’ a vicenda a portare a termine imprese assurde e pericolose, se non addirittura violente, per poi postare foto e video sui social. Lo scopo è diventare virali per un’ora o per un giorno.

Spesso tante persone preferiscono diventare i fenomeni del momento anche a costo di rimetterci la vita. Ne sono un esempio quelli che sfidano la sorte facendosi selfie salendo sui cornicioni in cima ai grattacieli. Oppure quelli che si sfidano a stare davanti ai treni in arrivo per farsi un video da brivido, ma non dimentichiamo le tante challenge virali.

Per avere un quadro della situazione abbiamo raccolto di seguito un elenco dei trend più idioti e pericolosi dei social network visti negli ultimi anni.

Risse organizzate sui social

Foto Pixabay

Di recente è Piacenza la città in cui i giovani si danno appuntamento via social per prendersi a botte o per assistere a chi si picchia. Sì, avete capito bene. L’appuntamento viene fissato sui social, poi ci si vede di persona all’orario stabilito. E ci si prende a schiaffi, pugni, calci, insomma scatta la rissa. Contemporaneamente altri, decine di altri giovani, stanno a guardare lo spettacolo.

Il fenomeno delle risse pianificate non è del tutto nuovo in Italia, anche se le forze dell’ordine, solo nel weekend del sette ottobre, hanno portato in caserma 63 giovani. Tutti identificati dopo aver partecipato alla ‘rissa su appuntamento’.

Il questore Pietro Ostuni ha messo in guardia i ragazzi da questa moda pericolosa e stupida: “Non inseguite i falsi miti della violenza, state attenti perché rischiate grosso con la legge”. E ai genitori assicura: “La polizia postale sta scandagliando il web per risalire ai video, alle foto e ai profili che li hanno postati sui vari social”. Poi l’appello agli adulti: “Mi rivolgo anche a genitori e insegnanti. Prestate attenzione ai nostri ragazzi, a cosa fanno e a cosa dicono, perché è fondamentale” per individuare situazioni di disagio”.

Il blackout game

Questo gioco tanto scellerato quanto pericoloso non è nato sul web, ma a causa del web ha conosciuto una nuova popolarità fra i giovanissimi. Il blackout consiste essenzialmente nel bloccare l’afflusso di ossigeno al cervello per provare il panico della morte sfiorata e l’euforia del ritorno alla vita. Come? Lasciandosi stringere il collo da un “amico” o facendosi tappare naso e bocca. Una variante consiste nel fare tutto da soli con le proprie mani. E’ così che è morto il 14enne milanese Igor Maj, ragazzo descritto come bravo studente e provetto scalatore. Igor avrebbe raccolto una sfida al blackout game lanciatagli da un suo contatto social e questo ha decretato la sua fine.

L’associazione Ragni di Lecco di cui Igor faceva parte mette in guardia i giovani contro la pratica scellerata del blackout: “Igor Maj, tanto amico dei nostri ragnetti, fortissimo scalatore quattordicenne, esuberante e fisicamente una vera e propria forza della natura, figlio di una famiglia fantastica, all’insaputa di tutti ha voluto provare il Blackout, una criminale procedura (lo chiamano gioco, noi non lo vogliamo chiamare così) che sfida il soffocamento, e che ha già mietuto tante vittime adolescenti, e non solo, nel mondo. Queste sfide alla morte sono sempre esistite e in ogni epoca si poteva rimanerne coinvolti, ma quelle di oggi sono più subdole, molto più subdole, perché possono compiersi nella stanza della tua casa, in pochi minuti, guidate da criminosi esempi virtuali, video orrendi che sono dei veri e propri atti terroristici ai nostri figli, ai nostri amici, a tutti noi. E non arrivano da sconsiderati terroristi stranieri, ma dalla nostra società”.

Il selfie sul ponte a Roma

Selfie sul PonteFra i giovani bene di Roma Nord sta prendendo piede la sciocca moda dei selfie sul Ponte Flaminio. I ragazzi che scelgono di dimostrare egocentrismo e stupidità tramite questa moda social sfidano un’altezza di 30 metri su uno dei ponti più trafficati della Capitale, quello che attraverso Corso Francia collega il quartiere Flaminio coi Parioli. Il sabato e la domenica pomeriggio è uno sciamare continuo di motorini e minicar. Speriamo che questa moda duri il tempo, appunto, di una moda e che i giovani trovino presto un modo meno pericoloso di saziare il loro esibizionismo e di placare la noia.

Quelli che aspirano il condom dal naso e lo fanno uscire dalla bocca

Condom challenge
Si tratta di una moda virale scoppiata in rete già nel 2013 e ora tornata in auge tra i giovani frequentatori dei social network. Si tratta del condom challenge, ossia la sfida del preservativo, che consiste nell’aspirare dal naso un preservativo srotolato per poi farlo uscire dalla bocca. Ovviamente è una pratica pericolosa perché c’è il rischio di restare soffocati dal profilattico che può incastrarsi tra naso e gola, ma anche il rischio di prendere infezioni non è da sottovalutare. Comunque vada a finire, passare per idioti invece è più che un rischio: è una garanzia.

Quelli che si bruciano con sale e ghiaccio

ice salt challenge
La cosiddetta sfida del sale e del ghiaccio ha cominciato a circolare in rete dal 2012, e ancora oggi ci sono adolescenti che rischiano di ustionarsi per partecipare alla ‘competizione’ virale ma pericolosa conosciuta anche con l’hashtag #saltandicechallange. Come si svolge la sfida? La persona si fa un videoselfie mentre si piazza su una parte di pelle del sale e del ghiaccio, i quali, formando una reazione chimica, provocano bruciature e persino ustioni. La sfida è resistere al dolore dimostrando così di avere tanto coraggio. Peccato che, come capita per altri trend pericolosi, si dimostra anche una certa incoscienza, dato che il rischio è di avere danni permanenti alla pelle. Le cicatrici e le lesioni delle ustioni, inoltre, possono infettarsi e portare a complicanze anche mortali.

Quello che prende a calci una donna per postare il video su Facebook

calcio a donna per video su facebook
Mario García Montealegre, 24enne di Toledo, per scalare i trend di Facebook nel febbraio 2015 postò un video che lo riprendeva mentre tirava calci a una donna per strada, per farla cadere a terra. La vittima aveva riportato una distorsione della caviglia. Una bravata senza senso, immortalata nel video girato in pieno centro a Barcellona, che gli è valso un processo con l’accusa di lesioni personali, nonostante avesse già pagato un risarcimento di 60mila euro alla vittima. Il PM che sta seguendo il suo caso ha chiesto tre anni di carcere con l’aggravante della discriminazione di genere per aver preso di mira una donna.

Quelli che danno le testate alle lavagne

gara di testate a lavagne e armadietti
La nuova ”moda social” di prendere a testate lavagne e armadietti delle classi a scuola ha preso piede a inizio anno tra gli alunni i diverse scuole superiori di Padova, generando la preoccupazione delle famiglie degli studenti coinvolti.

Quelli che mangiano le capsule del detersivo

sfida a mangiare detersivo
Un’altra sfida social che ha preso piede a inizio 2018 tra i giovanissimi e che ha scatenato l’allarme tra gli adulti per la sua pericolosità, consiste nel mangiare le capsule del detersivo per il bucato in lavatrice. Chiamata ‘Tide Pod Challenge’, si è diffusa rapidamente in Usa, tanto che la Product Safety Commission ha lanciato un appello ricordando che l’ingestione del detersivo contenuto può portare alla morte.

Quelli che giocano al Blu Whale

gioco suicida blue whale ideato da Philipp Budeikin
Per un periodo anche in Italia diversi adolescenti hanno partecipato al tragico gioco Blu Whale ideato da Philipp Budeikin, chiedendo agli ”amministratori” di ricevere ordini da portare a termine, che consistevano in privazioni sensoriali e gesti di autolesionismo, fino al suicidio. A cadere nella trappola del Blu Whale sono stati i giovani più vulnerabili, che magari stavano già attraversando periodi di malessere e depressione e si sono trasformati facilmente in prede per gente senza scrupoli che ha messo in atto abusi psicologici.

Quelli che evocano gli spiriti dei morti ma poi vanno a finire dallo psicologo

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La Charlie Charlie Challenge deriverebbe da un’antica leggenda messicana, un tentativo di ”mettersi in contatto con gli spiriti” e in particolare con il fantasma di un bambino di 10 anni morto suicida, di nome ‘Charlie’. Nonostante la storia non sia stata presa in considerazione da una buona parte di scettici, molte altre persone hanno invece partecipato a questa sorta di gioco esoterico, anche in Italia, dove la cronaca ha registrato anche casi di giovanissimi che hanno avuto vere e proprie crisi psicotiche che hanno richiesto l’intervento di medici specialisti.

Quelli che si fanno i selfie davanti ai treni in arrivo

Anche farsi un selfie, anzi un videoselfie davanti ai treni in arrivo è stato uno dei trend più incomprensibili che hanno avuto successo sui social network. Ci son infatti persone che sono disposte a metere a rischio la propria vita pur di ottenere una manciata di like in più.

Quelli che si fanno i selfie in cima ai palazzi


Sono tanti i giovani che sfidano la sorte salendo sui palazzi molto alti oppure sui grattacieli – senza protezioni – per creare video da postare sui social, alla ricerca di un like o di complimenti per il proprio coraggio. Ne è un esempio questo video postato dal canale Youtube di Frank Wu. Purtroppo a qualcuno va male. A dicembre è stata la volta di Wang Yong Ning. Il 26enne è precipitato nel vuoto nell’ennesimo tentativo di scalare un grattacielo per farsi un selfie ‘da brivido’.


Sellotape selfie, quelli che si scocciano la faccia

In fin dei conti quella del Jim Carrey Sellotape Selfie Mania non è così è pericolosa come le altre che abbiamo elencato. Questo trend virale sui social non è recente ma ha avuto molto successo. Le foto che tanti hanno postato sono tra le più buffe di sempre. Per partecipare al sellotape selfie bastava avvolgersi del nastro adesivo intorno alla faccia, per assumere le sembianze di grotteschi orchi. Proprio come Jim Carrey.