Cose strane trovate nel cibo: cose disgustose o spaventose comparse negli alimenti in scatola o nei ristoranti

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La sorpresa è dietro l'angolo... Ma anche nel pacchetto di patatine! Dagli animali ai condom, ecco una serie di cose strane (e talvolta disgustose) trovate nel cibo, nelle confezioni di alimenti o nei piatti ordinati nei ristoranti e nei take away in giro per il mondo

Pubblicato da Redazione NanoPress Giovedì 13 dicembre 2018

Foto di pathdoc/Shutterstock.com

Vi è mai capitato di acquistare degli alimenti e trovarci dentro cose strane o addirittura disgustose o pericolose per la salute? No? Siete fortunati: incidenti di questo tipo possono capitare e non sono mai piacevoli. Pensate ad esempio allo sfortunato che ha comprato un gelato e che invece stava per ingoiare un dito mozzato… Ecco un’antologia delle cose più strane e disgustose trovate nel cibo.
(Testi a cura di Kati Irrente e Mauro Di Gregorio)

Budini al cioccolato con muffa

mensa scolastica / ANSA

Budini al cioccolato avariati e con muffa sono stati consegnati alla mensa di una scuola elementare della periferia nord di Milano. A denunciare il fatto, alcuni rappresentanti di istituto allarmati dalle segnalazioni dei bambini. La società addetta al servizio mensa, Milano Ristorazione, ha chiarito che ha provveduto a segnalare l’episodio al produttore del budino che – viene precisato – arriva direttamente alle mense scolastiche già confezionato.

Pus nella carne di maiale

Sulle pagine online di The Sun è apparsa la notizia che ha inorridito una gran parte degli utenti dei social network che hanno cominciato a retwettare e condividere la scoperta fatta da una mamma che stava per preparare la cena alla sua famiglia. Con tanto di filmato ha mostrato cosa c’era tra la carne di un pezzo di maiale che voleva cucinare, ossia pus giallognolo, così denso da sembrare maionese. La donna pare abbia commentato che dopo questa esperienza non mangerà più carne.

Topo nel barattolo di fagioli

Un topo morto sarebbe stato trovato da un cliente finlandese all’interno di un barattolo di fagioli neri confezionato in Italia. L’allarme è stato diffuso dal Rasff, Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi, e reso noto il 3 dicembre 2018 (avviso di sicurezza numero 2018.3505). Non è chiaro il marchio del prodotto, né se dai controlli scattati dopo la segnalazione sia emersa la veridicità del caso. Lo stesso Rasff ha segnalato il caso come ”bassa gravità di rischio” e in attesa di ulteriori verifiche.

Vermi nel pesce

Un cliente che aveva comprato del pesce in una nota catena di supermercati a Doncaster, North Yorkshire, in Inghilterra ha avuto una brutta sorpresa dopo aver iniziato a cucinarlo. Osservandolo, infatti, si è accorto che nella carne erano presenti dei vermi che ancora si muovevano. Il cliente ha quindi prodotto un video che pubblicato su internet per denunciare quanto accaduto.

Un topo morto nel riso pilau

Foto da Twitter

Richard Leech ha voluto condividere con il mondo intero la sua esperienza non proprio soddisfacente di cucina al microonde. Dopo aver acquistato una busta di riso speziato in un supermercato sotto casa, si è subito messo ai fornelli per preparare la cena. Quindi ha messo nel forno e cotto la pietanza per pochi minuti, poi la sorpresa. Diciamo orrida, dato che nel riso ha trovato un topo. Ovviamente era rigidamente morto, ma pur sempre un topo.

Il signor Richard ha quindi fotografato subito il suo piatto e il 22 ottobre ha twittato un messaggio che è diventato virale, e dall’Inghilterra ha fatto il giro del mondo. Il tweet recita “Mi potreste far sapere come è finito questo topo dentro al mio pacco di riso? Ora la mia casa puzza di topo cotto e mia moglie sta vomitando in maniera incontrollabile”. In tanti hanno commentato il messaggio, ironizzando sul fatto che il topino potesse essere Stuart little, protagonista dell’omonimo film d’animazione.

I biscotti con le ceneri del nonno

Foto Pixabay

Una ragazza che studia presso la DaVinci Charter Academy di Davis, in California, ha offerto ai compagni di classe dei biscotti davvero speciali, preparati con tanto amore… E con le ceneri del nonno cremato. Uno dei suoi compagni ha testimoniato di aver mangiato un biscotto senza capire che era stato impastato con il nonno morto della sua compagna di scuola. Lei gli aveva detto che dentro c’era un ‘ingrediente speciale’, ma pensava si stesse riferendo a della droga, non certo alle ceneri del nonno defunto. Quando è stato scoperto, lo scherzo non è piaciuto.”Ero inorridito”, ha concluso il compagno, che ha mangiato i biscotti con le ceneri del nonno insieme ad altre 8 persone. Tyler Millsap, preside della scuola, ha chiosato: ”Quello che è successo è stato impegnativo e abbiamo risposto in modo appropriato e nella maniera più rispettosa e dignitosa possibile”.

Il kebab con feci umane

Foto Pixabay

I gestori di un ristorante di kebab take away sono stati multati e dovranno pagare circa 32mila euro di risarcimento a chi si è intossicato con i panini da loro venduti. I kebab in questione infatti contenevano feci umane. Più di 140 clienti del ristorante Khyber Pass a Hyson Green, Nottingham, si sono sentiti male dopo aver mangiato un kebab. Da analisi e controlli è emerso che il kebab venduto conteneva il batterio dell’Escherichia Coli. Ossia che la carne era stata contaminata da feci umane. I proprietari del locale, Mohammad Abdul Basit e Amjad Bhatti hanno violato le norme sull’igiene alimentare ed è stata contestata loro anche la scarsa pulizia personale e l’inadeguatezza del locale. In cui non era presente nemmeno un bagno. Il Tribunale di Nottingham ha inflitto ai due una condanna a quattro mesi di prigione, la chiusura del locale per 12 mesi e l’obbligo di risarcire le vittime.

Compra uova di quaglia e nascono pulcini

Foto Pixabay

La storia la racconta Mario a fanpage. Dice di aver comprato tre confezioni di uova di quaglie in un supermercato e di averle ‘covate’. Le ha messe in una incubatrice a temperatura costante e dopo 18 giorni circa ha scoperto che da alcune uova sono nati pulcini. 12 per l’esattezza. Ciò, ha raccontato il ragazzo, significa che sono state messe in vendita uova fecondate. Questo nonostante le rassicurazioni che Mario ha avuto contattando le aziende produttrici (di cui preferisce non fare nomi). Le aziende avevano infatti escluso la possibilità di schiusa affermando di non aver maschi negli allevamenti. Il ragazzo ha concluso con una riflessione il suo esperimento: ”Ora a me sembra veramente una crudeltà l’accaduto. Qui si tratta di consumare uova con embrioni potenzialmente vivi all’interno”.

Una vite nella pizza surgelata


Un cliente di Perth che aveva acquistato una confezione di pizza surgelata presso un supermercato Coles ha avuto una brutta sorpresa al momento di consumare il pranzo insieme alla moglie. Nella pizza, infatti, ha trovato una vite che stava per fargli saltare un dente. Probabilmente la vite è andata a finire nel cibo dopo essere saltata via dalla macchina che impacchetta le pizze. In tanti hanno commentato l’immagine dopo essere stata postata sui social, e diversi consumatori hanno testimoniato esperienze simili.

Aghi nella frutta

aghi nella mela
Oltre ad essere disgustoso, trovare degli aghi conficcati nelle frutta che portate a tavola a fine pasto non è certamente un’esperienza piacevole, anzi come potete immaginare è davvero pericoloso. In Australia è l’allarme del momento, dopo il caso delle fragole agli aghi (circa una ventina i casi segnalati), una mamma di Sydney ha denunciato alle autorità di aver trovato aghi anche nelle mele acquistate in un pacchetto da 1 kg presso un supermercato Woolworth al The Ponds, nel nord-ovest di Sydney. “Ho visto le notizie sulle fragole e sono stata vigile nel tagliare quelle per le mie ragazze, ma vederle in una mela … pensavo che fossero sicure” ha raccontato terrorizzata la signora: “Le mie figlie prendono e mordono le mele normalmente ogni giorno”. Quattro casi recenti di frutta agli aghi sono stati segnalati a Perth, Queensland, nel New South Wales, Victoria e Sud Australia. Un ago è stato trovato in una banana a Bankstown, Sydney. Alcuni coltivatori nel Queensland hanno installato i metal detector nel tentativo disperato di rassicurare i consumatori sul fatto che i loro prodotti sono sicuri.

Il topo morto nella zuppa della donna incinta

topo nella zuppa
Una coppia cinese ha raccontato di avere trovato un topo morto nella zuppa che avevano ordinato presso un ristorante di una nota catena di fast food locale. La donna, essendo incinta, si è molto spaventata per il rischio che la salute del feto potesse essere stata compromessa, ma quando ha chiesto spiegazioni ai gestori del locale, questi avrebbero risposto: ”Se siete preoccupati per il bimbo vi diamo i soldi per abortire (20mila yuan -circa 2500 euro)”. Il fast food è stato chiuso dalle autorità, anche se dopo i controlli non è stato trovato alcun topo nella cucina. La vicenda è stata raccontata sulle pagine del Southern China Morning Post prima di rimbalzare sui tabloid di mezzo mondo.

Lo scarafaggio nel raviolo

I ristoranti cinesi offrono ravioli alla carne, alle verdure e ai gamberi. Ma un raviolo agli scarafaggi non si era mai visto. La brutta sorpresa è capitata il 23 luglio 2018 ad una donna torinese. La 35enne, peraltro incinta, aveva acquistato del cibo take away da un ristorante cinese piuttosto conosciuto. Dopo la disgustosa scoperta, la donna ha documentato lo “scarafaggio raviolato” con un post social ed è tornata al ristorante a protestare. Per tutta risposta i gestori l’hanno cacciata via a colpi di manico da scopa. In seguito all’episodio è intervenuta anche la polizia.

Una rana nell’insalata


“Di certo intendo evitare fonti di proteine come questa!” Shevaughan Tolputt ora la butta sul ridere, ma quando questa 37enne di Carn Brea (Cornovaglia) si è ritrovata davanti al naso un musetto verde e appuntito sormontato da due occhietti neri le è quasi preso un colpo. Nell’insalata che aveva appena acquistato c’era una rana viva. “Ero shockata, ma ora riesco a vedere il lato comico della situazione”. Episodi simili possono capitare e la presenza di una rana viva in una busta di insalata, a parziale consolazione di Shevaughan, è garanzia del fatto che il prodotto è genuino. Le rane infatti sono particolarmente sensibili ai pesticidi e non potrebbero sopravvivere se esposte a prodotti contaminati. Dopo lo spavento iniziale Shevaughan ha preso la bestiolina, l’ha liberata in un campo e l’ha vista saltare nell’erba fino a quando non l’ha persa di vista.

Animali nel cibo: rospo nella lattina

Rana in lattina
Ecco un altro caso che vede protagonista un anfibio. Fred De Negri era impegnato a grigliare la carne sul barbecue nel suo cortile, quando decise di farsi un sorso di Diet Pepsi. Pochi secondi dopo era in preda ai conati di vomito. La consistenza della bevanda era densa, il sapore era di melma. Raggiunto il primo lavandino disponibile, ha versato il contenuto della lattina per vedere cosa c’era dentro. Oltre a del liquido nero, nella lattina era rimasto affogato un rospo.

Un petto di pollo verde

Il verde è uno splendido colore che rievoca la natura, ma un petto di pollo verde probabilmente causerebbe il disgusto anche agli stomaci più resistenti. Occasionalmente la cronaca ci racconta le storie di consumatori che aprono confezioni di petto di pollo e restano di stucco per il colore verdastro della carne. L’ultimo caso arriva dai sobborghi di Melbourne (Australia) dove una signora ha postato l’immagine con una didascalia assolutamente lapidaria: “Disgustoso! Abbiamo dovuto buttare la cena che stavamo preparando”.
Ma perché la carne di pollo può assumere quel colorito malaticcio e repellente?
Si chiama Miopatia dell’Oregon o malattia del petto verde e si presenta quando il volatile, negli attimi precedenti alla sua morte, sbatte le ali con eccessiva violenza causando una minore ossigenazione dei tessuti. Nonostante l’aspetto repellente, la carne non causa danni alla salute umana. Anche se chi l’ha assaggiata sostiene che abbia una consistenza “legnosa”. Voi mangereste un pollo verde?

Scusi, nel mio gelato c’è un dito!

gelato gelatoFoto di futuristman/Shutterstock.comAi primi di giugno Palermo registra già temperature da solleone ed un gelato rinfrescante può rappresentare un delizioso sollievo. Purché al gelato non sia stato aggiunto qualche ingrediente “particolare” come ad esempio… un dito umano! Questo fatto avvenuto all’inizio di giugno 2018 sembra la trama di un film splatter: un signore ha acquistato un gelato in una gelateria di Passo di Rigano, nella periferia nord ovest di Palermo. Dopo alcune leccate ha avvertito qualcosa di strano. Guardando meglio ha notato che dal suo gelato sporgeva niente meno che un dito umano. L’uomo si è recato immediatamente dai carabinieri per sporgere denuncia e quando i militari si sono recati nella gelateria in questione, si sono accorti che ad uno dei commessi mancava una falange. Dopo le indagini si è appurato che la falange mozzata apparteneva effettivamente ad uno degli impiegati della gelateria, che era rimasto vittima di un incidente durante la preparazione dei prodotti. Incidente non denunciato perché, pare, il lavoratore sarebbe stato assunto in nero. Mistero svelato.

Cose disgustose nel cibo: profilattico nell’insalata

profilattico busta di cavolo

In un giorno di marzo 2018 la 38enne inglese Chrissie Gilbert ha trovato un preservativo usato all’interno di un sacchetto contenente foglie di cavolo. La donna ha servito l’insalata per la cena alla famiglia, ma si è accorta della sgradita presenza solo il giorno dopo, quando ha rimesso le mani nella busta per prendere un paio di foglie di verdure da dare ai suoi criceti. Dopo aver denunciato il fatto presso la catena della grande distribuzione dove la donna aveva acquistato il cavolo, la Tesco, le è stato risposto che è impossibile che durante il processo di tagliamento e imbustamento del prodotto un profilattico usato possa essere finito insieme alla verdura, dunque in sostanza Tesco ha sostenuto che il disgustoso intruso, contenente anche alcuni peli pubici “deve essere stato messo lì dopo” che Chrissie, mamma di due bimbi, ha comprato la busta di insalata. La signora ovviamente si è sentita offesa per non essere stata creduta: “Secondo loro è stato aggiunto dopo l’acquisto: quindi o io o mio marito, che è un assistente per la salute e la sicurezza, l’abbiamo messo lì. Pensano davvero che non abbiamo niente di meglio da fare che mettere preservativi usati nella busta del cavolo? Ero incredula quando ho avuto quella risposta” ha ammesso la donna che forse d’ora in poi comprerà il cavolo sfuso e non imbustato.

Cose strane nel cibo: guscio di lumaca nei cereali

guscio di lumaca cereali

Il 19 settembre 2017 una donna di Como ha mandato una foto alla redazione di Quicomo mostrando di avere trovato un guscio di lumaca nella confezione dei cereali della colazione. La signora stava procedendo a riempire la tazza di latte con i cereali, come fa ogni mattina, ma stavolta si è accorta di qualcosa di strano. In mezzo ai cereali cornflakes galleggiava sul latte un guscio di lumaca. Come riportato dal quotidiano locale, la signora ha contattato il numero verde del servizio clienti impresso sulla confezione dei cereali, ma il responsabile Codacons Enrico Venini ha spiegato che sarebbe stato meglio segnalare l’accaduto alle autorità competenti come forze dell’ordine e Asl, ricordando che in casi come questo ci sono gli estremi per chiedere all’azienda un risarcimento.

Cose strane nel pane: la lametta per rasoio nella baguette


Rémi Lagache, uno studente di Montesson, in Francia, il 31 agosto 2017 ha dichiarato di aver trovato una lametta per rasoio in una baguette comprata a 0,60 euro presso un negozio Carrefour della sua zona di residenza. Ha così condiviso sul suo profilo Twitter una foto per testimoniare il pericoloso ritrovamento. Il messaggio recita: “Ciao @CarrefourFrance! Cosa hai fatto, hai cambiato la ricetta del pane, recentemente?! Perchè, infatti, sono quasi morto. Fortunatamente l’ho tolta dalla bocca senza ingoiarla”. Dall’azienda sono partite immediatamente le scuse, e hanno fatto sapere di avere aperto un’indagine interna per scoprire cosa sia potuto accadere.

Cose strane nelle bevande: preservativo nella Coca Cola

Preservativo nella coca cola

Marcelo Leal, un commerciante di Chamical, nel sud della provincia di La Rioja, in Argentina, ha trovato un preservativo all’interno di una bottiglia di Coca Cola che stava per vendere a un cliente. Scioccato dal ritrovamento ha contattato immediatamente il suo fornitore e lo ha avvertito di ciò che è stato trovato nella bottiglia. Ancora nessuno si è spiegato come un simile oggetto possa essere andato a finire nella bottiglia della nota bevanda.

Cose disgustose nel cibo: topo nel pomodoro

Kraft Heinz merger
Un topo in una confezione di concentrato di pomodoro Heinz della Kraft Heinz Company è stato scoperto in Brasile e l’Anvisa, l’organismo di vigilanza medico-sanitaria, ne ha disposto l’immediato ritiro dagli scaffali dei supermercati (il richiamo si riferisce al lotto L25 20:54 M3 delle confezioni da 340 g con data di scadenza minima 25 luglio 2017). Il marchio che produce conserve di verdura, condimenti, piatti pronti e altri prodotti alimentari è celebre a livello mondiale soprattutto per il suo ketchup. Interpellati sull’accaduto hanno risposto “di essere al corrente di quanto accaduto” e che “l’azienda sta indagando ed approfondendo ulteriormente la questione”.

Cose disgustose nei cibi: ragno nel biscotto

ragno nel biscotto

Uno dei biscotti per la prima colazione acquistato in un supermercato della catena Aldi a Lindenhurst, nello stato di New York, è stato arricchito con un ragno. Eric Sowa è l’uomo che ha protestato direttamente con i responsabili del supermercato dopo aver trovato il ragno cotto nell’impasto del biscotto, i quali si sono scusati offrendogli un buono-rimborso di 5 dollari, che però non sono bastati a placarlo: ”La loro risposta è stata inaccettabile”, si è lamentato, mentre dalla società è arrivato un chiarimento: “Adottiamo i più alti standard qualitativi per i nostri programmi, si tratta di un singolo episodio spiacevole”

Animali nei cibi: uccello morto in un barattolo di crauti

Uccello morto nel barattolo di cibo

Una donna che ha ripreso tutto in un video postato in Rete ha sostenuto di aver trovato un uccello morto all’interno di un barattolo di crauti a marchio Walmart. Jill Smith, dopo aver aperto la confezione ha notato una penna, e quando ha rovesciato il contenuto del barattolo ha notato anche il corpo dell’animale. Nel video la donna ha ripreso anche la data di scadenza della confezione, 31 dicembre 2017, ma il problema qui non era tanto la commestibilità della verdura in sé, quanto il fatto che un uccello sia stato imbarattolato.

Topo morto negli spinaci

Topo negli spinaci

Un cliente di un ristorante in Oregon ha trovato un roditore morto nel suo panino. Jay Armstead era a Lincoln City e aveva deciso di prendere una pausa, quando, dopo aver comprato da mangiare mentre aspettava la metropolitana, si è accorto che tra le foglie di spinaci e le fette di pane che stava per addentare c’era un topolino raggomitolato, morto e ancora ”umido”. La foto del panino è andata a finire su Facebook. Il cliente è stato risarcito, il cibo di quel giorno è stato tutto gettato e dopo il proprietario del locale ha fatto scattare un’indagine e pulito a fondo i locali.

Creatura misteriosa nella scatoletta di tonno

misteriosa creatura nel tonno

Nel gennaio 2015 sale alle cronache il caso della signora Zoe Blutter di Nottingham, che aveva aperto una scatoletta di tonno per preparare il pasto ai suoi figli. Una volta aperta la lattina, però, in mezzo al pesce è spuntata fuori una strana creatura – o forse meglio la testa di un non identificato essere – dagli occhi sporgenti e neri. Mentre alcuni blog titolavano ‘Madre trova feto alieno dentro scatola di tonno‘, il Mirror riporta che la ricercatrice Hany Elsheikha dell’Università di Nottingham ritiene che la creatura in questione possa essere un ‘giovane granchio’ senza arti, probabilmente perduti durante il processo di confezionamento del tonno.

Cose disgustose nei cibi: topo nella salsa

Topo nella salsa

La signora Cate Barrett comprò un barattolo di salsa di tikka masala ma non si sarebbe mai aspettata di trovarci dentro anche un topo morto. Cate e il suo fidanzato, Nigel, stavano preparando la cena quando hanno versato il sugo nella padella, e hanno notato che dalla salsa spuntavano dei baffi e una coda. Non è inusuale che piccoli roditori vengano impacchettati nei barattoli o nelle confezioni di cibo industriale che vengono venduti nei supermercati.

Cose schifose nei cibi: guanto da forno nel pane

Fibra del forno nel pane

Una donna, in Irlanda del Nord, si è accorta che nelle fette di pane che stava masticando c’erano dei brandelli di tessuto. Ad una migliore analisi si sono rivelati essere delle fibre di tela di un guanto da forno, che in qualche modo era andato a finire in cottura con il pane. Dopo aver denunciato la contaminazione agli uffici competenti, la donna è stata risarcita, e i produttori sono stati multati con 750 sterline.

Testa di pollo nell’Happy Meal

Testa di pollo

In America, invece, una madre ha portato i suoi due figli – di 6 e 8 anni – a mangiare in un McDonald’s. Ha ordinato due Happy Meal con pollo per i bambini e un hamburger con patatine fritte. Mentre mangiavano, ha scoperto che in un pacchetto destinato ai bimbi c’era la testa di un pollo impanata e fritta come se fosse un nugglet. Il direttore del ristorante ha offerto loro il pasto gratuitamente, e altre due settimane di pasti gratuiti. La madre però ha sporto denuncia e ha chiesto un risarcimento di 100.000 dollari.

Cose pericolose nei cibi: coltello nel panino

Coltello nel panino

Un uomo che stava cenando in un locale del Queens, a New York, ha citato in giudizio il suo ristorante preferito dopo aver fatto una scoperta spaventosa: nel suo panino era stato cotto un coltello. John Agnesini, 27 anni, è rimasto scioccato nel trovare l’ingrediente a sorpresa.

Cose schifose nel cibo: dito mozzato nella crema

Dito nella zuppa surgelata

Nella crema pasticcera puoi trovarci di tutto! Un uomo ha trovato parte di un dito mozzato confezionato all’interno di una confezione di crema che aveva comprato presso un negozio di sugelati. Clarence Stowers ha detto di avere messo il dito in bocca pensando che fosse una pralina, per poi esclamare “Dio, ma questa non è una nocciolina!” rendendosi poi conto che quello che stava masticando fino a qualche secondo prima era proprio un pezzo di dito. In effetti il pezzo di arto apparteneva a un operaio ventitreenne, ferito qualche tempo prima in un incidente alla macchina di trasformazione alimentare.

Cose incredibili nel cibo: preservativo nella zuppa di pesce

Profilattico nella zuppa

Nel febbraio 2002 una donna stava mangiando una ciotola di zuppa di vongole in un ristorante di pesce McCormick e Schmick a Irvine, California, quando si ritrovò a mordere qualcosa di gommoso. Inizialmente pensò che fosse un pezzo di calamaro, ma poi si rese conto che si trattava di un preservativo. La donna citò in giudizio il ristorante e ha vinto un tavolo riservato fisso. Il ristorante ha cercato di citare in giudizio il fornitore della zuppa di molluschi, ma un giudice si è poi pronunciato in favore del fornitore.

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