Premio Campiello, le donne vincitrici

Dall'anno in cui fu assegnato per la prima volta il Premio Campiello ha avuto 14 donne vincitrici: la prima, Gianna Manzini, nel 1971, l'ultima, Rosella Postorino, nel 2018. Ecco le scrittrici italiane che, dal 1962 ad oggi, hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento.

Pubblicato da Caterina Padula Lunedì 17 settembre 2018

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Rosella Postorino, vincitrice del Premio Campiello 2018 / ansa

Dal 1962, anno in cui è stato istituito, ad oggi il Premio Campiello ha avuto 14 donne vincitrici: la prima, nel ’71, fu Gianna Manzini che a quasi dieci anni da Primo Levi (vincitore con La tregua dell’edizione numero uno) conquistò il riconoscimento con la biografia dedicata al padre Giuseppe. Dopo di lei, fu solo nel 1988 che un’altra donna, Rosetta Loy, conquistò il premio assegnato da Confindustria Veneto, seguita da tre scrittrici che fino al ’91 hanno trionfato sui colleghi scrittori. Non c’interessa, in questa sede, comprenderne i motivi, ma scorrendo l’albo dei vincitori è interessante notare che rispetto al Premio Strega, che dal ’47 ad oggi ha visto trionfare solo 11 donne, il Campiello sembra riservare ampio spazio anche alle scrittrici di sesso femminile. Non solo dal 1988 al 1991 a trionfare sono le donne, ma anche dal 2007 al 2010 e dal 2016 all’ultima edizione, la 56esima, che ha visto vincere Rosella Postorino. Ma quali sono, del Premio Campiello, tutte le donne vincitrici? Eccole brevemente nelle prossime pagine.

Gianna Manzini (1971)

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Autrice di diversi scritti, Gianna Manzini (1896-1974) ha vinto il Premio Campiello nel ’71 con la biografia dedicata al padre anarchico Giuseppe, dal titolo Ritratto in piedi. Opera appassionata e sofferta, è suddivisa in tre parti: Premessa, in cui parla brevemente della sua famiglia, Atto di costrizione e Ritratto in piedi. Nonostante avesse all’attivo già numerosi lavori, con quest’opera la Manzini ebbe, all’epoca, grande notorietà.

Rosetta Loy (1988)

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Considerato il suo capolavoro, Strade di polvere è il romanzo con cui Rosetta Loy vinse il Premio Campiello 1988. Si tratta della storia di una famiglia del Monferrato, dall’età napoleonica ai primi anni dell’Italia unita, tra miseria, guerra e povertà. Nel mezzo, le vicissitudini personali dei figli e dei discendenti del capostipite, un vecchio e ricco proprietario terriero. Oltre al Campiello, il romanzo ebbe diversi riconoscimenti: il Supercampiello, il Premio Viareggio, il Premio Città di Catanzaro e il Premio Rapallo.

Francesca Duranti (1989)

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Anche la scrittrice ligure Francesca Duranti è tra le donne vincitrici del Premio Campiello, grazie al romanzo Effetti personali, in cui racconta la storia di un abbandono. La protagonista è una donna ancora giovane, Valentina, che dopo aver trascorso la vita a soddisfare le esigenze del marito scrittore, si ritrova improvvisamente da sola. Nel tentativo di ritrovare se stessa parte per l’Oriente ma l’esperienza, che sembra portarla a perdersi definitivamente, la riconduce in Italia: qui, pur con la prospettiva di una vita limitata, arriverà a ritrovare la propria identità.

Dacia Maraini (1990)

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E’ una delle scrittrici italiane contemporanee più famose ed apprezzate Dacia Maraini, nonché tra le donne vincitrici del Premio Campiello. Il riconoscimento le arriva nel ’90 per La lunga vita di Marianna Ucrìa, romanzo ambientato nella Palermo del Settecento e riflessione molto intensa sulla condizione femminile. La protagonista, infatti, la giovane sordomuta Marianna, è costretta appena tredicenne a sposare suo zio, ma a dispetto del disagio, e del silenzio in cui vive, la sua vita è ricca di avvenimenti e di tantissime emozioni.

Isabella Bossi Fedrigotti (1991)

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Edito da Longanesi nel ’91, Di buona famiglia è il romanzo con cui la scrittrice e giornalista trentina ha vinto il Premio Campiello. La storia è quella di due sorelle, Clara e Virginia: la prima, tranquilla e riflessiva, si è sempre adeguata ai principi ricevuti dalla famiglia, la seconda, più irrequieta e vivace, ha vissuto una vita tutt’altro che morigerata. Le due donne, ormai anziane, si ritrovano a ricordare il passato.

Marta Morazzoni (1997)

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Oltre ad essere tra le donne vincitrici del Premio Campiello (ottenuto per Il caso Courrier), Marta Morazzoni ha ricevuto, quest’anno, un altro importante riconoscimento: il Premio Fondazione Il Campiello, ovvero il riconoscimento alla carriera. Il romanzo con cui vinse nel ’91, invece, racconta di un uomo, Alphonse Courrier, che dopo una vita trascorsa con ‘immobile regolarità’, compie un gesto che lascia i suoi concittadini decisamente disorientati.

Paola Mastrocola (2004)

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Il Premio Campiello annovera, tra le donne vincitrici, anche Paola Mastrocola che, con Una barca nel bosco, ci ha regalato una descrizione graffiante ed al contempo ironica della nostra società. La storia è quella di Gaspare, figlio di un pescatore con la passione per il latino, che da un’isola del Sud arriva a Torino. Qui, nonostante le aspettative ed il suo essere decisamente più avanti (a tredici anni traduce Orazio e legge Verlaine), si sente ‘fuori posto, come una barca nel bosco’. Ma quando tutto sembra perduto, la vita gli regala qualcosa di sconvolgente.

Mariolina Venezia (2007)

CAMPIELLO: VINCE LA VENEZIA CON 'MILLE ANNI CHE STO QUI'

Di origine lucana ma residente a Roma, Mariolina Venezia è una scrittrice e sceneggiatrice italiana, vincitrice del Campiello 2007 per il romanzo Mille anni che sto qui. La narrazione si dipana attraverso le vicende di una famiglia lucana di Grottole, dall’Unità d’Italia alla caduta del Muro di Berlino: cinque generazioni a confronto, per oltre un secolo di storia.

Benedetta Cibrario (2008)

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Il romanzo con cui Benedetta Cibrario fa il suo esordio in narrativa, Rossovermiglio, è anche quello con cui conquista il Premio Campiello. La storia ha per protagonista una giovane artistocratica torinese che, a soli 19 anni, è costretta dal padre ad un matrimonio combinato. Pur essendo appassionata e di indole ribelle non riesce, per la sua fragilità, ad imporsi alle rigide regole del suo ambiente di nascita, finché l’incontro con l’enigmatico Trott la porta ad un cambiamento inesorabile.

Margaret Mazzantini (2009)

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Non solo tra le donne vincitrici del Premio Campiello, Margaret Mazzantini è anche una delle scrittrici più premiate in assoluto. Il romanzo con cui si aggiudica il riconoscimento di Confindustria Veneto è Venuto al mondo, una storia intensa ed appassionata che vede protagonista Gemma ed una serie di personaggi con cui s’intreccia la sua vita. Ambientato tra l’Italia e la Jugoslavia, tra presente e passato, un romanzo diventato anche un film, che parla d’amore, di guerra e di maternità.

Michela Murgia (2010)

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Michela Murgia ha vinto il Premio Campiello con il romanzo Accabadora, una storia ambientata nella Sardegna degli anni Cinquanta che racconta della piccola Maria, orfana di padre ed ultima di quattro sorelle, e di colei che decide di adottarla: una vedova benestante sulla quale aleggia una sorta di mistero. La donna è, infatti, un’accabadora, l’ultima madre, colei che entra nelle case per portare la buona morte. Un romanzo molto intenso su un tema delicato: l’eutanasia.

Simona Vinci (2016)

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Con il romanzo La prima verità, anche Simona Vinci, è tra le donne vincitrici del Premio Campiello. La vicenda, ambientata tra la Grecia e l’Italia, racconta la storia tragica del manicomio di Laros, un vero e proprio lager psichiatrico che oltre ai malati di mente accolse anche i ribelli che si opponevano al regime dittatoriale dei Colonnelli.

Donatella Di Pietrantonio (2017)

Donatella Di Pietrantonio vincitore campiello 2017

L’Arminuta è il terzo romanzo (dopo Mia madre è un fiume e Bella mia) di Donatella Di Pietrantonio, scrittrice ed odontoiatra abruzzese, nonché tra le donne vincitrici del Premio Campiello. La storia, ambientata nell’Abruzzo degli anni Settanta, è quella di una ragazzina che, improvvisamente, scopre di non essere figlia di chi l’ha cresciuta. Costretta a trasferirsi presso la sua famiglia d’origine, diventa per tutti l’arminuta, la ‘ritornata’. Una storia toccante che affronta temi universali come la maternità, l’incomprensione ed il senso d’abbandono.

Rosella Postorino (2018)

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Tra le donne vincitrici del Premio Campiello l’ultima, in ordine cronologico, è Rosella Postorino, giovane scrittrice di origine calabrese che, con Le assaggiatrici, si è aggiudicata la 56esima edizione del riconoscimento letterario. Il romanzo racconta di un gruppo di donne, tra le quali la protagonista Rosa, col compito di assaggiare i pasti del Furher e verificare che non fossero avvelenati. Tra amicizie, invidie e solidarietà, la storia di un ‘legame inaudito’ tra Rosa ed il temibile tenente Ziegler.