Le 8 macchine dell’antichità più sorprendenti

Dimostrano l'ingegno e la tecnica, eccezionale, che i popoli antichi avevano nel realizzare strumenti da guerra o destinati all'agricoltura. Dal Cavallo di Troia alla vite aerea di Leonardo, una breve selezione della macchine più sorprendenti dell'antichità.

Pubblicato da Caterina Padula Venerdì 7 settembre 2018

le macchine più sorprendenti dell'antichità

Sapete quali sono le 8 macchine dell’antichità più sorprendenti? Che fossero da guerra o destinate all’agricoltura, gli strumenti del passato ci meravigliano ancora oggi per le tecniche eccezionali con cui sono stati realizzati. Nell’antica Grecia, ad esempio, la ‘macchina’ costituiva un espediente o un trucco per stupire o compiere imprese quasi impossibili (il Cavallo di Troia o, pensando alla mitologia, le ali costruite da Dedalo), ma alcune invenzioni come l’eliopila (una sorta di antenato della macchina a vapore) o la Macchina di Anticitera (un meccanismo assai complesso che permetteva di mostrare la posizione dei pianeti) rivelano tecnologie sofisticate nonché le straordinarie capacità ingegneristiche che avevano i popoli dell’antichità. In epoca romana, le costruzioni avevano uno scopo un po’ più utilitaristico: durante l’Impero, infatti, vennero messe a punto macchine da guerra come l’onagro (una specie di catapulta), l’archipendolo o la groma (entrambi usati per costruire strade o per misurare i terreni). Ma ecco, più nel dettaglio, le 8 macchine dell’antichità più sorprendenti.

La macchina di Anticitera

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La prima delle 8 macchine dell’antichità più sorprendenti è la famosa macchina di Anticitera (o meccanismo di Antikythera), la più misteriosa tra gli esempi di tecnologia del passato. E’ il calcolatore meccanico più antico mai conosciuto (risale al I secolo avanti Cristo) e deve il suo nome all’isola greca di Ancitera presso cui è stato ritrovato. Si tratta in realtà di un planetario molto sofisticato: serviva infatti per calcolare il sorgere del Sole, le fasi della Luna, i movimenti dei pianeti, gli equinozi, i mesi e i giorni della settimana. In molti sostengono che sia compatibile con le conoscenze del periodo tardo ellenistico, ma data la complessità del meccanismo (quando fu ritrovato, nel 1902, si pensava fosse stato realizzato in epoche più recenti) c’è anche chi considera questa macchina un ‘manufatto fuori dal tempo’.

L’eolipila

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Ideata dallo scienziato greco Erone di Alessandria (il primo a descrivere, nel I secolo, questo strumento), l’eolipila è ritenuta l’antenata del motore a getto e della macchina a vapore. Era formata da una sfera che ruotava grazie al vapore prodotto al suo interno, che fuoriusciva da due tubi laterali ripiegati ad angolo retto. Fu solo nel XIX secolo, che ispirandosi al principio dell’eolipila, l’austriaco Johann Andreas Segner studiò il prototipo della moderna turbina idraulica: inizialmente, infatti, questo antico dispositivo veniva usato unicamente come attrazione.

La groma

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Dalla Grecia all’antica Roma con un’altra delle 8 macchine più sorprendenti dell’antichità, per lo meno per quanto riguarda la strumentazione per misurare i terreni. La groma, infatti, formata da un bastone con una estremità appuntita che si conficcava nel terreno, è uno strumento usato dai Romani per tracciare delle linee rette sul terreno. Serviva soprattutto per le misurazioni planimetriche dei fondi agricoli, ma anche per costruire le strade e per calcolare le dimensioni degli accampamenti militari. Molto probabilmente fu inventata in Mesopotamia, fu poi utilizzata dai Greci fino ad arrivare agli Etruschi ed ai Romani.

L’onagro

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L’onagro era macchina bellica romana (usata poi anche dai Bizantini) destinata al lancio di grossi massi. Era costituita da un grosso telaio in legno al cui centro vi era un organo propulsore (generalmente una grossa corda di canapa) posto in mondo orizzontale. Nella parte centrale di questa matassa vi era un palo munito di fionda dove si inserivano i massi da lanciare. L’onagro poteva essere di piccole dimensioni (ad esempio quello usato sulle navi) o molto grande, purché tutte le parti della macchina fossero perfettamente proporzionate.

Fuoco greco

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Tra le 8 macchine dell’antichità più sorprendenti, vale la pena citare anche il famoso ‘fuoco greco‘, una miscela incendiaria usata dai Bizantini per dar fuoco ai navigli avversari. La sua invenzione è attribuita ad un greco di nome Callimico mentre la formula (al tempo segreta – era nota all’imperatore e a pochi artigiani specializzati) prevedeva l’uso di pece, calce viva, nafta, petrolio ed altri elementi che, sotto forma di miscela, venivano raccolti un otri di rame o di pelle. La particolarità era che il ‘fuoco greco’, a causa della calce viva, non si spegneva con l’acqua (servivano sabbia o aceto), perciò le navi colpite erano destinate a distruzione sicura.

La Vite di Archimede

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Anche la Vite idraulica di Archimede è una delle 8 macchine dell’antichità più soprendenti. Detta anche còclea è un dispositivo usato per sollevare liquidi o materiale granulare come sabbia o ghiaia. Stando allo storico greco Diodoro Siculo, fu Archimede a mettere a punto questo strumento, ma studi più recenti ipotizzano che possa essere anteriore e risalire addirittura all’antica Babilonia (si pensa, infatti, che servisse per irrigare i famosi giardini pensili). Già conosciuto in Medio Oriente quindi sarebbe stato poi importato in Italia proprio da Archimede.

Il Cavallo di Troia

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Tra le 8 macchine dell’antichità più sorprendenti, la più celebre è senza dubbio il Cavallo di Troia, una macchina da guerra utilizzata dai Greci per sbalordire ed assaltare la città. Secondo il racconto dell’Odissea, dopo dieci anni di guerra Ulisse entrò a Troia con uno stratagemma: un immenso cavallo di legno lasciato come dono davanti alla città. Pensando alla resa dei nemici, i Troiani portarono il cavallo dentro le mura ma i Greci, nascosti al suo interno, uscirono nottetempo e distrussero ogni cosa. E’ considerato lo stratagemma più famoso della storia, ma cos’era in realtà il Cavallo di Troia? Alcuni hanno ipotizzato che fosse un ariete da assedio, altri la metafora di un forte terremoto, altri ancora che fosse una nave da guerra, in particolare una nave fenicia.

La vite aerea di Leonardo

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Oltre ad essere una delle 8 macchine dell’antichità più sorprendenti, la vite aerea di Leonardo è forse l’invenzione più famosa del genio toscano. Messa a punto intorno al 1489, aveva lo scopo di dimostrare la fluidità dell’aria. In realtà, è una delle tante intuizioni teoriche del poliedrico artista, e per molti anni fu erroneamente interpretata come lo schizzo di un elicottero. Il progetto reale di Leonardo, invece, rivela una struttura con una molla alla base: facendo ruotare l’elica sovrastante, la molla si carica fino ad un punto di blocco, che una volta liberato permette all’elica di ruotare nell’aria.