Sbarchi clandestini, Salvini: ‘Sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali. E ora indagatemi’

I migranti raccolti in mare dalla Guardia costiera restano a bordo della nave Diciotti mentre Matteo Salvini prosegue con la linea dura auspicando un trattamento dei migranti in 'stile Australia', dove tutti i soccorsi in mare vengono respinti

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 23 agosto 2018

Diciotti / ansa

“La nave Diciotti attraccherà a Catania. I valorosi uomini della Guardia costiera hanno compiuto il proprio dovere salvando vite umane ad appena 17 miglia da Lampedusa. Ora l’Europa faccia in fretta la propria parte” scriveva il 20 agosto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli su Twitter. Ma subito dopo il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha precisato che non ha dato né darà alcuna autorizzazione allo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti, finché non avrà certezza che le persone a bordo andranno altrove.

E a tre giorni di distanza dall’arrivo della nave nel porto di Catania la situazione non è cambiata di molto, se si esclude il fatto che nella notte sono stati fatti scendere i 27 minori non accompagnati presenti a bordo. Il ministro dell’Interno, intervistato da Rtl, ha ribadito la linea contro l’accoglienza. “Il mio obiettivo è il ‘No way’ australiano. Nessun migrante soccorso in mare mette piede in Australia“, ha detto Salvini, ribadendo la sua intenzione di fare così anche in Italia, mentre dalla Diocesi di Catania viene lanciato un appello: “La Chiesa di Catania unisce la sua voce alle tante che in questi giorni si levano verso le autorità competenti perchè i migranti giunti al porto della nostra città, su nave Diciotti, possano finalmente sbarcare e dopo tante peripezie e sofferenze trovare una giusta soluzione alla loro difficile situazione”.

Intanto la procura di Agrigento indaga sulla questione della nave Diciotti, ma Salvini ha fatto già sapere “Se c’è qualche procuratore che mi vuole indagare o interrogare sono pronto” sottolineando di non temere alcuna reazione del Colle. E sul fatto “che ci sia una Procura della Repubblica che indaga per sequestro di persona contro ignoti c’è un errore, perché non sono ignoto, mi autodenuncio”.

Ed intanto è in viaggio verso Catania per visitare la Nave Diciotti una delegazione del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. La delegazione è guidata da Daniela de Robert, componente del Collegio del Garante, e composta da Fabrizio Leonardi, Direttore dell’Ufficio del Garante ed Elena Adamoli, dell’Unità operativa ‘privazione della libertà e migranti’. Lo ha stabilito il Presidente Mauro Palma, in forza dei poteri conferiti all’Autorità di garanzia in quanto Meccanismo di prevenzione nazionale ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (OPCAT), ratificato dall’Italia: accesso a tutti i luoghi di privazione della libertà, siano essi de iure o de facto, accesso a colloqui riservati con tutte le persone private della libertà e a tutta la documentazione.

Inevitabili le critiche delle opposizioni: “Una così alta incongruenza nelle opposte posizioni dei vari ministeri è devastante poiché in ballo, oltre alla credibilità del Paese a livello internazionale, c’è la vita di molte persone. Oltre a risolvere questioni estemporanee si devono creare le condizioni per soluzioni di lungo periodo: un piano Marshall per l’Africa con fondi europei come più volte ha ribadito il presidente Tajani e la revisione urgente dell’accordo di Dublino, altrimenti crisi come questa sono destinate a ripetersi nel tempo”, conclude in una nota il deputato Giorgio Silli, Responsabile immigrazione di Forza Italia.

Ma questo è solo l’ultimo caso riguardante sbarchi sulle coste italiane: ecco nelle pagine seguenti gli ultimi casi di cronaca relativi ai migranti in arrivo dal Mar Mediterraneo.

‘108 migranti riportati in Libia da nave italiana’, ma Salvini nega

Migranti sbarchi clandestini Libia Italia / ansa

La bella stagione facilita gli sbarchi clandestini nel Mediterraneo ma la notizia del tutto nuova, che peraltro non è stata nemmeno confermata, è che tra il 30 e il 31 luglio 108 migranti su un gommone sarebbero stati soccorsi in mare e respinti in Libia da una nave italiana di supporto a una piattaforma petrolifera, la Asso 28. La nave si sarebbe coordinata con la Guardia costiera di Tripoli che è competente in quelle acque per la gestione delle operazioni Sar di ricerca e soccorso. E sarebbe la prima volta che accade.

Come ormai tutti sanno, la Libia non è un porto sicuro per i migranti, quindi il fatto, se acclarato, si potrebbe configurare come una violazione del diritto internazionale. La notizia diffusa dall’Ong spagnola Open Arms è stata però smentita seccamente dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha risposto anche a Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali, che si trova da giorni a bordo della Open Arms e che chiedeva spiegazioni formali al governo: “Non sappiamo ancora se questa operazione avviene su indicazione della Guardia Costiera Italiana, ma se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l’Italia e il comandante della nave risponderanno davanti a un tribunale”, ha dichiarato Fratoianni.

La risposta di Salvini

Al deputato di Leu Nicola Fratoianni ha dunque risposto il Ministro degli Interni Matteo Salvini: “La guardia Costiera Italiana non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una Ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato”. Sulla vicenda intanto si è attivato anche l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati che sta raccogliendo tutte le informazioni necessarie per capire cosa sia accaduto e per dare conferma o smentita ufficiale alla vicenda.

Prelevati 66 tunisini al largo di Pantelleria

Sbarchi clandestini PantelleriaSalvataggio di migranti a largo di Pantelleria / ansa
Il 19 luglio due motovedette della Guardia costiera e della Finanza hanno soccorso 66 persone al largo di Pantelleria portandoli subito a Trapani. Sono cittadini tunisini, nove sono minorenni, tra i 16 e i 17 anni, gli altri 57 sono adulti. Tutti sono stati trasferiti all’hotspot di Milo, mentre altre 18 persone, sempre tunisine, sono giunte a Lampedusa. Per gli adulti le opzioni sono due, o sarà avviata la procedura di rimpatrio, visti gli accordi bilaterale Italia-Tunisia, o gli sarà consegnato un decreto di espulsione che li obbliga a lasciare l’Italia entro sette giorni.

I profughi a bordo della Sarost 5

Migranti Tunisia nega approdo a nave con 40 a bordo / ansa
Il 18 luglio quaranta migranti che si trovavano a bordo dalla nave Sarost 5, bloccati al largo della Tunisia dopo nove giorni in mare, sarebbero stati intercettati e salvati nelle acque internazionali, in zona sar maltese, e poi trasferiti in modo “illegale” nelle acque territoriali tunisine. Lo afferma l’organizzazione internazionale WatchTheMed Alarm Phone. “Il centro coordinamento soccorsi di Tunisi e l’equipaggio della nave di rifornimento Sarost 5 – spiega WatchTheMed – hanno confermato la posizione dei migranti nella zona sar maltese. Sia Malta che l’Italia hanno negato alla nave il permesso di sbarcare nei porti italiani e maltesi”.

Il barcone, con a bordo anche 8 donne, due delle quali incinte, era partito dalla Libia e, dopo 5 giorni in mare, venerdì 13 luglio era stato intercettato nei pressi del giacimento offshore di Miskar, nel golfo di Gabes, operato dalla compagnia britannica BG. Non è chiara la dinamica del salvataggio, con un primo intervento della nave Caroline III e il successivo trasporto dei migranti sulla piattaforma petrolifera, dopo il rifiuto di Italia, Malta e Francia. Più tardi, la nave da rifornimento Sarost 5 li ha presi a bordo e ha fatto rotta su Sfax, in Tunisia.

Le autorità locali, tuttavia, hanno negato il permesso di sbarcare e dato ordine di dirigersi al porto di Zarzis. Lunedì notte è arrivato lo stop allo sbarco anche lì. I migranti si sono trovati in un limbo, denunciano gli attivisti, che chiedevano il trasferimento in un porto sicuro in Europa. Le notizie sono confermate anche da Euromed Rights, che fa appello “alle autorità tunisine, e in particolare a quelle preposte al controllo delle frontiere marittime e al salvataggio in mare, per adempiere con urgenza agli obblighi previsti” dalle convenzioni internazionali e ricorda “le responsabilità assunte dai governi italiano, maltese e francese in questa situazione di emergenza, dal momento che ogni rinvio della nave non debitamente giustificato equivale a violare il principio di non respingimento delle persone a bordo”.

Sbarco a Pozzallo di migranti da Eritrea, Somalia, Nigeria, Bangladesh, Algeria, Libia, Siria, Egitto

Migranti a Pozzallo fatti sbarcare in 184 hotspot pienoMigranti sbarcano a Pozzallo / ansa
Il 16 luglio i migranti a bordo della nave Monte Sperone della Finanza e della Protector di Frontex, ferme da sabato 14 in rada a Pozzallo sono stati fatti scendere a terra. L’autorizzazione allo sbarco è arrivata dal Viminale. Nella notte, sono scesi 128 minori non accompagnati, tre con i genitori, 44 donne e 272 uomini. In totale 447 persone di cui 291 proverrebbero dall’Eritrea e 92 dalla Somalia. Altri migranti vengono da Nigeria, Bangladesh, Algeria, Libia, Siria, Egitto. Sono quindi iniziate le procedure della prefettura e della questura per lo smistamento dei migranti verso i 6 Paesi “volenterosi” della Ue (Francia, Malta, Germania, Spagna, Portogallo e, ultima arrivata, l’Irlanda che ha accettato di prenderne 20).

Sbarco dei migranti della Diciotti, salvati dal mercantile Vos Thalassa

Migranti Vos Thalassa trasferiti su nave Guardia CostieraNave mercantile Vos Thalassa / ansa
Nel porto di Trapani, il 12 luglio, è arrivata la nave Diciotti con 67 migranti salvati dal mercantile Vos Thalassa. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si era impegnato in un lungo braccio di ferro chiudendo ogni porto italiano ai profughi, che definiva ‘finti profughi’. Dopo giorni di imbarazzante tira e molla, la nave della Guardia costiera fu autorizzata ad attraccare al porto soltanto dopo l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Salvini contro lo sbarco della nave ONG Acquarius

AquariusNave Aquarius / ansa
Il 10 giugno il ministro dell’Interno Matteo Salvini negò alla nave Aquarius piena di migranti il permesso di attraccare sulle coste italiane, pur senza alcuna firma su atti formali. Semplicemente il ministero dell’Interno non indicò alcun porto di attracco, e il ministero dei Trasporti, non ricevendo tale indicazione, non concesse l’autorizzazione di attracco alla nave in un porto italiano. Salvini impose alla Aquarius di attraccare a Malta, sostenendo fosse il porto più sicuro. A bordo c’erano 629 migranti soccorsi al largo della Libia da diverse navi e, in seguito, fatti salire sulla Aquarius, nave dell’Ong Sos Méditerranée. Tra gli uomini salvati: 134 minorenni e 7 donne incinte.