Imprenditrice muore schiacciata dal muletto guidato da un dipendente

Ennesimo incidente mortale sul lavoro a Foggia, un'imprenditrice che stava lavorando al carico/scarico di merci è stata travolta da un muletto ed è morta poco dopo

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 14 novembre 2018

morti sul lavoro
ANSA

Rita De Vellis avrebbe compiuto 48 anni tra pochi giorni, ma ha perso la vita in un incidente sul lavoro. L’imprenditrice, proprietaria di un’azienda agricola della provincia di Foggia, è rimasta schiacciata da un muletto guidato da un suo dipendente. La donna si trovava in azienda a Torremaggiore per dirigere personalmente alcune fasi di carico e scarico di balle di fieno, quando è avvenuta la tragedia. Il dipendente, un cinquantenne della zona, stava eseguendo una manovra in retromarcia quando ha travolto la donna. Per Rita De Vellis originaria di Strangolagalli, in provincia di Frosinone, ma da tempo residente in Puglia, non c’è stato nulla da fare. Lascia il marito e tre figli. Sul caso indagano i carabinieri, è stato infatti aperto un fascicolo a carico del dipendente che guidava il muletto, ipotizzando il reato di omicidio colposo.

R.i.p Rita De Vellis

Pubblicato da Simone Pucchio Beani su Martedì 13 novembre 2018

Purtroppo questo è solo uno dei casi recenti di lavoratori che hanno perso la vita sul posto di lavoro: per leggere altri recenti casi di morti bianche in Italia, prosegui a sfogliare le pagine.

Si ribalta la gru, morti due operai a Taranto

Due operai sono morti dopo essere precipitati dal cestello della gru sulla quale si trovavano per dei lavori di ristrutturazione di una palazzina. I due operai hanno fatto un volo da un’altezza di dieci metri, stavano lavorando al terzo piano. Uno è morto immediatamente dopo l’impatto al suolo, per l’altro si è tentata una disperata rianimazione ma alla fine non ce l’ha fatta. La tragedia è avvenuta intorno alle 8 del 13 novembre nel quartiere Tamburi di Taranto, in via Galeso.

Il cestello sollevato dal braccio dell’elevatore si sarebbe ribaltato. ANSA

Sul posto sono giunti anche Polizia, carabinieri e i funzionari dello Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro) dell’Asl, per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme di sicurezza.

Esplode fabbrica di fuochi d’artificio, morto il figlio 19enne del titolare

Il sopralluogo nella fabbrica di fuochi d’artificio nella cui esplosione è morto il figlio del titolare, Gabriele Cosma, di 19 anni. ANSA

Si allunga la lista degli incidenti mortali sul lavoro. Una persona è morta a causa di un incendio avvenuto la mattina del nove novembre in una fabbrica di fuochi d’artificio ad Arnesano, in provincia di Lecce. A perdere la vita è stato Gabriele Cosma, figlio 19enne del titolare dello stabilimento. Altre due persone, coinvolte nell’esplosione, sono state portate in ospedale. Le fiamme sono originate con tutta probabilità sotto una tettoia esterna della fabbrica e non si sono propagate nelle zone limitrofe.

Altri due operai sono stati feriti nell’esplosione, uno di loro ha riportato gravi ustioni. Le vittime ferite sono state trasportate dagli uomini dei soccorsi presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Poi, l’uomo che ha riportato ustioni sull’80% del corpo è stato trasportato d’urgenza al reparto grandi ustionati di Brindisi.

Cede l’impalcatura, muratore trafitto da un’inferriata

Pier Claudio Mangherini viveva a Comacchio, dove chi lo conosceva ancora non riesce a credere sia morto. “Era un grande lavoratore e una brava persona, mai sopra le righe” si sussurra con discrezione in città per rispettare il lutto che ha colpito la sua famiglia. La sua è stata una morte improvvisa e inaspettata, durante una normale giornata di lavoro. Il muratore di 36 anni era salito su un’impalcatura per lavorare alla ristrutturazione della facciata di una casa del centro storico della città emiliana. Poi, l’incidente.

Intorno alle 11 del 7 novembre, per cause in corso di accertamento, l’impalcatura ha ceduto. Lui è precipitato giù, proprio sull’inferriata a punte che delimitava la proprietà dell’abitazione. E’ rimasto trafitto, e dopo alcune ore di agonia è morto per la grave emorragia interna. A nulla sono serviti i soccorsi allertati dai vicini che hanno assistito alla drammatica scena.

Pier Claudio Mangherini lascia la compagna e il loro bimbo di sei anni, i genitori e un fratello maggiore. Ora gli inquirenti dovranno accertare se la sua tragica morte poteva essere evitata. Se è mancato il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro oppure se è stata una fatalità inevitabile.

Lui e Pier Mangherini,36 anni morire sul posto di lavoro,non ho parole R.I.P

Pubblicato da Kathiuscia Luciani su Mercoledì 7 novembre 2018

Carabiniere finisce sotto al treno, inseguiva un ladro

Emanuele Reali/Ansa

“Gli eroi son tutti giovani e belli…”. L’Arma dei Carabinieri usa questa frase de La locomotiva di Guccini per ricordare, sul suo profilo Facebook, Emanuele Reali, il carabiniere ucciso da un treno mentre inseguiva un ladro. L'”ennesima vittima” – si legge nel post, che in poche ore ha già migliaia di like e condivisioni – di una guerra quotidiana e silenziosa, quella contro il crimine, che non gli varrà “né strade né piazze”: “il suo nome a breve non lo ricorderà più nessuno, ma per noi – scrive l’Arma – sarà per sempre un Eroe”.

È morto schiantato da un treno Emanuele Reali, figlio di genitori che non è naturale siano destinati a sopravvivergli,…

Pubblicato da Carabinieri su Martedì 6 novembre 2018

Reali è stato investito da un treno regionale nei pressi di un passaggio a livello vicino alla stazione ferroviaria di Caserta. Stava inseguendo un ladro in fuga e aveva scavalcato un muretto quando è stato travolto dal convoglio. E’ morto sul colpo e a nulla è servito l’arrivo dei soccorsi. Il carabiniere 34enne era sposato e padre di due figli piccoli.

operaio 26enne muore folgorato dal cavo dell’alta tensione

Il luogo dell’incidente /ANSA

Marco Camposilvan aveva 26 anni e faceva l’operaio elettricista. E’ morto fulminato dall’alta tensione in un incidente sul lavoro. Nel pomeriggio del 17 ottobre il giovane di Valli di Pasubio (Vicenza) stava lavorando sulla piattaforma mobile di una gru a Marano Vicentino. Per cause da accertare il 26enne avrebbe urtato i cavi dell’alta tensione, che non gli hanno lasciato scampo. E’ stato folgorato e a nulla è servito portarlo in ospedale. Giunto in condizioni disperate all’ospedale Borgo Trento di Verona, è morto dopo poche ore dal ricovero nel reparto grandi ustionati.

Operaio morto nell’esplosione di un silos

Il corpo dell’operaio morto dopo l’esplosione di un silos di acetilene, nell’ex inceneritore Iren a Sesso, Reggio Emilia/ANSA

Sono 568 i morti sui luoghi di lavoro dal 1° gennaio al 9 ottobre 2018, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna. A Villa Sesso, in provincia di Reggio Emilia, dove un operaio quarantaduenne, Silvio Sotgiu, è morto nell’esplosione di un silos all’interno dell’ex inceneritore Iren. Secondo le prime ricostruzioni il dipendente della ditta esterna (la multiutility Iren) stava lavorando alla manutenzione del silos in vetroresina, attraverso un cestello che si trovava all’altezza di 5 metri. Nell’esplosione l’uomo è stato sbalzato a terra ed è morto sul colpo.

Lascia la compagna Irene Cucciarrè, colta da malore alla notizia della tragedia. I due, entrambi sardi, vivevano da 15 anni a Cadelbosco Sopra ma Silvio Sotgiu aveva mantenuto il legame con le sue radici. A Cossoine, piccolo comune di 847 abitanti in provincia di Sassari, era molto conosciuto e la notizia della sua morte ha scosso tutta la comunità.

9 ottobre: altri tre morti sul lavoro

morti sul lavoro

A Verona, sempre il nove ottobre, un operaio di 52 anni è rimasto ucciso mentre stava lavorando in una cava di Montorio. La vittima è stata schiacciata da un braccio meccanico utilizzato per il sollevamento dei materiali. I soccorsi non hanno potuto fare niente, l’uomo era già morto.

Un’altra morte bianca va segnalata in Umbria, dove un uomo di 59 anni è morto dopo essere stato travolto da una motofalciatrice. Il fatto è accaduto il 9 ottobre a Collemancio di Cannara, in provincia di Perugia.

A Bologna è morto un autotrasportatore rimasto schiacciato fra il proprio autocarro e il muro del ponte di via Stalingrado. La vittima aveva parcheggiato il mezzo, probabilmente per fare alcune consegne. Dalla prima ricostruzione, il freno a mano avrebbe ceduto proprio mentre l’uomo era alle spalle del veicolo, che si è spostato schiacciandolo contro al muro del ponte. Inutili i soccorsi del 118.

Operaio cade dal tetto di una cascina a Cremona

morti sul lavoro
Un 48enne di Mozzanica è morto martedì 18 settembre a Camisano in provincia di Cremona a causa di un tragico incidente sul lavoro. L’operaio bergamasco stava lavorando a un tetto di una cascina, la Torrianelli, che si trova tra Camisano e Bottaiano di Ricengo, che era andata in fumo circa un mese fa.

L’uomo è deceduto sul colpo dopo essere caduto a terra dal tetto del capannone, per dieci metri. Nonostante siano intervenuti i soccorsi, per l’operaio non c’è stato nulla da fare.

Giovane operaio cade nel trituratore

morti sul lavoro

Un giovane operaio di 29 anni è morto in un tragico, ennesimo, incidente sul lavoro. Alessandro Belometti sarebbe caduto in un macchinario usato per la triturazione di materiale, mentre stava lavorando all’interno di una ditta specializzata in concimi e fertilizzanti. Ditta che si trova a Calcinate, in provincia di Bergamo.

Il ragazzo, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe scivolato nel macchinario in azione. Anche se i colleghi hanno chiamato i soccorsi e l’operaio è stato portato in elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, non ce l’ha fatta.

Alessandro Belometti lascia la madre e una sorella, mentre nel paese dove viveva, Castelli Calepio, è stato annunciato il lutto cittadino.

Operaio interinale trovato morto in un cementificio

buzzi unicembuzziunicem.it / foto

Un operaio di 37 anni, originario di Taranto ma che viveva insieme alla famiglia a Ragogna, in provincia di Udine, è stato trovato morto il 7 agosto all’interno del cementificio della Buzzi Unicem a Fanna. L’uomo era un lavoratore dipendente di una ditta esterna che si occupa di montaggi di attrezzature meccaniche e quello era il suo primo giorno di lavoro nel cementificio.

L’autopsia chiarirà le cause della morte dell’operaio. Anche se, visto che non sono state rinvenute lesioni esterne, è possibile che il lavoratore abbia avuto un malore per il caldo. Oppure che, nelle procedure di sostituzione di un macchinario, di cui si stava occupando, possa essere rimasto folgorato da una scarica elettrica ad alta tensione.

Carabinieri e ispettori dell’Azienda sanitaria hanno proceduto alle verifiche del corretto rispetto delle misure di sicurezza all’interno dello stabilimento. Ma per saperne di più sulle cause della morte dell’operaio occorrerà aspettare i risultati dell’autopsia.

Operaio schiacciato da una lastra di metallo in Friuli

andrea felletAndrea Fellet / foto

In Friuli lunedì 16 luglio è morto un operaio dopo essere stato schiacciato da una pesante lastra di metallo. L’incidente si è verificato alle officine meccaniche Cimolai, azienda specializzata in carpenteria metallica che si trova a Roveredo in Piano, nella provincia di Pordenone. La vittima, Andrea Fellet, aveva 53 anni e viveva a Roveredo.

Nella stessa giornata, un operatore ecologico della Falzarano Ecologia srl è morto investito dal suo furgone-compattatore. Il 54enne Michele Lorusso stava lavorando nei pressi dello stadio di Conversano, Bari, era sceso per verificare un guasto quando il mezzo, per cause da accertare, ha ripreso improvvisamente la marcia.

Operaio di 32 anni muore pressato dal macchinario in un pastificio nel Casertano

Aniello brunoFacebook / Aniello Bruno / foto

Aniello Bruno lavorava in un pastificio a Polvica di Nola, San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Aveva 32 anni. L’incidente sul lavoro è accaduto nel pomeriggio del 12 luglio. E’ rimasto schiacciato da un macchinario utilizzato per gli imballaggi. Aniello era un operaio esperto e aveva deciso di bloccare il rullo degli imballaggi dei pacchi di pasta per mettere a posto alcuni pacchi non perfettamente allineati. Per motivi ancora da accertare, la macchina pressatrice si è rimessa in funzione nonostante il blocco e per lui non c’è stato nulla da fare. Il ragazzo era fidanzato con una giovane laureata da poco e insieme sarebbero dovuti partire in vacanza per la Thailandia.

Quello di Aniello è l’ultimo caso di morte sul lavoro avvenuta in Italia. Possiamo dire che quest’anno è iniziato nel peggiore dei modi: il 16 gennaio a Milano quattro operai sono morti per asfissia alla Lamina, una piccola azienda metalmeccanica. Due giorni dopo a Brescia, un ragazzo di 19 anni è rimasto incastrato con la manica del maglione in un tornio. Sotto agli occhi del padre, titolare dell’azienda, che nulla ha potuto per salvare la vita al figlio risucchiato dal macchinario. E purtroppo, come dimostrano le altre notizie di cronaca che seguono, la conta dei morti sul lavoro è lunga.

Massa Carrara, operaio muore schiacciato da un blocco di marmo

luca savioFacebook / foto

L’11 Luglio 2018 Luca Savio, un operaio di 37 anni, è morto schiacciato da un blocco di marmo mentre sta lavorando in un deposito a Marina di Carrara.

Il blocco era stato posizionato a terra quando ma essendo irregolare si è spostato e ha colpito l’uomo al torace. L’operaio, che lascia moglie e un figlio piccolo, era un dipendente di una ditta di autogru e per questo lavoro aveva firmato un contratto di soli 6 giorni per un compenso di circa 200 euro.
Luca Savio aveva fatto diversi lavori, tra cui il pizzaiolo, poi era tornato al settore del marmo per guadagnare qualcosa di più quando aveva saputo che la compagna era incinta

Padova, operaio muore il primo giorno di lavoro

Lavoro incidenti e morti bianche / ansa
Sempre l’11 luglio un altro operaio di 45 anni originario di Modena, al suo primo giorno di lavoro in una ditta a Campodarsego nel padovano, è morto nell’azienda Maus che produce macchine sbavatrici, torni verticali e macchine molatrici.
La vittima dell’incidente è caduto da una impalcatura alta tre metri ed è morto all’istante, era il titolare di una ditta metalmeccanica in appalto all’interno della Maus. Stando a quanto riportano i sindacati, non aveva le attrezzature necessarie di sicurezza.

Napoli, cameriere cade nel vuoto per pulire l’ascensore

Salvatore CalianoFacebook / foto
Il 10 luglio un giovane di 21 anni, Salvatore Caliano, figlio del calciatore Gigi Caliano è morto cadendo nel vuoto per pulire l’ascensore in un palazzo di via Duomo, a Napoli.
Il 21enne lavorava in un bar del centro partenopeo, ma aveva accettato di pulire il lucernario dell’ascensore per guadagnare 35 euro.

Taranto: operaio di una ditta appaltatrice muore all’Ilva

Angelo Raffaele Fuggiano / ansa
Il 17 maggio Angelo Raffaele Fuggiano, 28 anni, operaio dipendente della Ferplast, azienda appaltatrice all’Ilva di Taranto, è morto mentre eseguiva lavori di manutenzione nella sala argani di una gru.
Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore, sarebbe stato colpito da una carrucola dopo il cedimento di una fune.

Monfalcone, operaio 19enne muore schiacciato da un carico

Matteo Smoilis
Matteo Smoilis, operaio di 19 anni è morto schiacciato da un carico del peso di circa 700 kg mentre lavorava alla Fincantieri di Monfalcone (Gorizia).
L’incidente è avvenuto sotto gli occhi del padre e del fratello maggiore, che purtroppo non hanno potuto fare niente per salvarlo. Il giovane lavorava per la ditta di proprietà della famiglia che aveva vinto un appalto esterno per Fincantieri.

Brescia, operaio 19enne muore incastrato in un tornio davanti al padre

luca lecci
Luca Lecci, un operaio della Elettronica Lg di 19 anni, è morto il 18 gennaio 2018 a Rovato, in provincia di Brescia, schiacciato da un tornio nel quale si era impigliato con la manica del maglione.
Il grave incidente è avvenuto sotto gli occhi di suo padre, che nulla ha potuto fare per fermare la macchina.

Morti bianche sul lavoro: in esposizione a Milano le tute di BenvenutoMilano, installazione di Gianfranco Angelico Benvenuto “100 sogni morti sul lavoro” , 100 tute vuote che diventano il simbolo della prevenzione degli incidenti sul lavoro / ansa
Nel 2017 hanno perso la vita – ufficialmente – 1.115 lavoratori (più 1,1% sul 2016). Il 2018 rischia di essere ancora peggiore, in percentuale. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio indipendente di Bologna sono 568 i morti sui luoghi di lavoro dal 1° gennaio al 9 ottobre 2018. Con i morti sulle strade e in itinere, che hanno perso la vita nel tragitto casa-lavoro e viceversa, sono già morti oltre 1.060 lavoratori, come confermato dall’Inail.