Genova, crollato il ponte Morandi sull’autostrada A10: sul web la raccolta fondi

Si scava ancora per recuperare i corpi delle vittime disperse nel crollo della campata centrale del ponte Morandi, a Genova. I vigili del fuoco hanno estratto finora dalle macerie 38 corpi. Tra le vittime accertate ci sono anche tre bambini.

Pubblicato da Kati Irrente Venerdì 17 agosto 2018

Continuano gli scavi a Genova dopo che parte del Ponte Morandi di Genova, sul viadotto autostradale A10, è crollato intorno alle 12 del 14 agosto scatenando l’inferno. I vigili del fuoco hanno continuato a scavare per tutta la notte e hanno estratto finora dalle macerie 38 persone, tra le vittime accertate ci sono anche tre bambini, ma il bilancio è destinato a salire ancora. Negli ospedali genovesi rimangono 10 feriti, di cui 9 in gravi condizioni. Sabato prossimo si svolgeranno i funerali di Stato, per i quali il Consiglio dei ministri ha proclamato il lutto nazionale. Alla cerimonia potrebbe prendere parte anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, assieme alle massime autorità del governo, rappresentanti di Regione, Comune ed enti locali e dirigenti dei partiti politici. Alcune delle famiglie delle vittime hanno però rifiutato la cerimonia solenne.
Mentre dalla procura di Genova arriva la notizia dell’apertura di un’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo a carico di ignoti per accertare le cause del crollo. E sul web è partita una raccolta fondi in favore delle vittime: di seguito i dettagli>>>

Raccolta fondi per le vittime

Una raccolta fondi per le vittime del disastro del ponte Morandi di Genova è stata lanciata sulla piattaforma di finanziamento collettivo GoFundMe. “Con questa raccolta fondi vogliamo pensare alle persone innocenti che hanno perso la vita, ai loro familiari e ad una intera città che deve saper trovare la forza per affrontare una delle più grandi tragedie della sua storia”, legge nel lancio della campagna. Il conto corrente scelto per la raccolta fondi è quello aperto dalla Banca Carige per ‘le vittime del crollo del ponte Morandi’. Il denaro raccolto sarà inviato alle famiglie delle vittime: adotteremo tutte le precauzioni per garantire che i fondi vengano consegnati in modo sicuro nelle mani dei familiari delle vittime del crollo.

Nelle schede seguenti vediamo chi sono le prime vittime accertate e identificate e come stanno procedendo i soccorsi, tuttora a lavoro.

Chi sono le vittime


Il cedimento è avvenuto pochi minuti prima di Mezzogiorno del 14 agosto. Alcune persone sono state estratte vive. Dopo una notte di scavi e ricerche da parte di vigili del fuoco il bilancio delle vittime del crollo del viadotto si aggira sui quaranta morti. Le operazioni proseguono e il numero pare destinato a salire ancora.

Tra le prime vittime accertate c’è una famiglia originaria di Campomorone, in provincia Genova. Ersilia e Roberto e il figlio Samuele, di 8 anni. Erano partiti per le ferie e li aspettava un traghetto per la Sardegna, tra le lamiere sono stati ritrovati il loro ombrellone e il pallone del bimbo.

Accertata anche la presenza di tre cittadini cileni tra i deceduti. Si tratta di Juan Figueroa, 60 anni, residente a Genova da oltre quaranta. Le autorità cilene hanno confermato che in auto con lui c’erano altri due concittadini: Nora Aravena e Juan Pastene, una coppia che vive in Italia da molti anni.

Nel crollo ha perso la vita anche Andrea Cerulli, socio del Genoa Club Portuali Voltri. “Il Genoa Club Portuali Voltri si stringe attorno alla famiglia di Andrea, nostro associato, nostro amico, nostro collega, vittima della tragedia di Ponte Morandi. Ciao Andre…”, lo hanno salutato gli amici attraverso Facebook.

Tra le vittime anche Elisa Bozzo, di cui per ore gli amici hanno cercato notizie fino alla conferma della terribile verità.

Deceduti anche due operai dell’Amiu, la ditta che si occupa della raccolta rifiuti. I due lavoratori si trovavano all’interno di un capannone in un’isola ecologica: la struttura è stata travolta da uno dei piloni crollati. “Ogni ora che passa è sempre più difficile trovare persone vive, ma continuiamo a sperare e scavare”, spiega l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone.

I 16 feriti sono stati trasportati negli ospedali genovesi, tra cui 4 persone estratte vive dalle lamiere. Uno di loro, in codice verde, è stato dimesso. Ricoverata in codice rosso una pensionata di 75 anni che è rimasta intossicata nella sua abitazione, andata a fuoco dopo essere stata travolta. All’ospedale San Martino di Genova sono 5 i codici rossi, tutti pazienti con politraumi. Tra loro un 30 enne in rianimazione in gravi condizioni con un forte trauma toracico. Ricoverato anche un 28enne che era a bordo di un tir rimasto sospeso sul bordo del precipizio, con un forte trauma a una spalla e alla colonna vertebrale. Operata anche una donna slava con frattura esposta a una caviglia.

C’è anche chi si è salvato per miracolo: è il caso di Davide Capello, portiere di una società di calcio amatoriale di Savone, che è sopravvissuto a un volo di 30 metri nella sua auto. I detriti sono crollati sulle case nelle vie sottostanti il ponte, via Porro e via Fillak, su diversi capannoni e su parte dell’Ikea.

Gli sfollati: 331 famiglie a rischio

Al momento sono circa 331 le famiglie sfollate a causa del crollo del ponte Morandi. La Regione informa anche che nella zona colpita dal disastro sono stati chiusi gas ed elettricità. L’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, ha annunciato che “la diocesi offrirà ospitalità iniziale” alle persone costrette a lasciare la propria abitazione. Ma adesso il rischio è che gli edifici residenziali che sorgono alla base dei piloni del ponte siano abbattuti insieme alla struttura pericolante.

Sono 634 i cittadini residenti della zona che hanno dovuto lasciare le loro case. Molti hanno lasciato le proprie case autonomamente recandosi da amici o parenti, un centinaio hanno passato la notte nel centro civico di via Buranello, messo a disposizione dal Comune. In mattinata il premier Giuseppe Conte è in vista ai feriti al Policlinico San Martino. Attesi i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che questa mattina ha affermato che “i vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro”. Alle 13 in prefettura si terrà un nuovo vertice per fare il punto della situazione.

Le cause del crollo

Interessata dal crollo è stata la parte centrale del Ponte e ad essere coinvolte sono state almeno una trentina di mezzi, come riferisce Amalia Tedeschi, funzionaria dei vigili del fuoco che ribadisce: “Se c’erano avvisaglie sulle condizioni del ponte? Assolutamente no. Non abbiamo mai avuto segnalazioni di questo genere”. E a proposito della notizia di un fulmine come causa del disastro, ha risposto il capo della protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa: “Un fulmine che avrebbe colpito il ponte Morandi prima del crollo? E’ una notizia che ho letto anche io ma non è confermata”. Altri numeri da chiamare sono 010 5360637 e 010 5360654. QUI INFO SULLA VIABILITA’.

Dalle prime immagini e dalle prime informazioni di vigili del fuoco e protezione civile dopo l’incidente si pensa che a provocare il crollo di parte del viadotto che sovrasta il torrente Polcevera nel tratto che passa sopra via Walter Fillak, nella zona densamente abitata di Sanpierdarena, possa essere stato un cedimento strutturale.

Al momento della tragedia, sulla zona si stava abbattendo un violento nubifragio. Il tratto interessato, di alcune centinaia di metri, è quello che collega il capoluogo ligure a Savona e Ventimiglia.

“Non ci sono case sotto il crollo del ponte caduto. Solo due capannoni industriali, che pensiamo fossero vuoti, visto che siamo al 14 agosto”, ha detto Angelo Borrelli, capo dello Protezione civile nel corso della conferenza stampa a margine della riunione del comitato operativo che ha ribadito che a essere coinvolte sono state circa 30-35 vetture e tre mezzi pesanti.

Facebook attiva il safety check

Facebook ha pubblicato una pagina per diffondere notizie e permettere alle persone di rassicurare i propri contatti, mentre sulla zona del disastro del ponte di Genova ci sono ancora le squadre cinofile e Usar, esperti di ricerca e soccorso tra le macerie urbane che sperano ancora di trovare qualcuno vivo.

https://www.facebook.com/crisisresponse/the-bridge-collapse-in-genoa-italy-aug14-2018/about/

Corrado Cusano, un testimone a Rainews24 ha raccontato: “Ho visto il ponte crollare. Eravamo fermi in coda e poi ho visto la tragedia alle mie spalle, poi più nulla”.