Genova: chi sono gli indagati per il crollo del ponte Morandi

Nella lista figurano anche dirigenti di Autostrade per l'Italia, Spea e del Ministero dei Trasporti

Pubblicato da Kati Irrente Venerdì 7 settembre 2018

Ecco i nomi di chi è stato iscritto nel registro degli indagati tra chi sapeva già dal 2015 che il ponte Morandi di Genova – crollato alla vigilia di Ferragosto – era a rischio. Sono 20 i nominativi indagati per il crollo del ponte che ha causato la morte di 43 persone e la perdita della casa per centinaia di genovesi. Indagati sono i vertici di Autostrade per l’Italia ma anche tecnici e funzionari del ministero per le Infrastrutture e degli enti chiamati a vigilare sulla sicurezza. L’iscrizione è un “atto dovuto” per consentire alle persone indagate di potersi difendere e proseguire con l’iter delle indagini che sono necessarie per fare luce su quanto accaduto.
Nell’elenco che trovate di seguito spuntano i nomi dei vertici di Autostrade e di Spea, la controllata del gruppo Atlantia che si occupa di sorveglianza e manutenzione delle infrastrutture, ma anche nomi di tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ecco chi sono gli indagati per il crollo del ponte Morandi.

I vertici di Autostrade

Ecco i nomi di chi sapeva che il ponte Morandi crollato a Genova il 14 agosto era a rischio strutturale: nel registro degli indagati ci sono dirigenti, funzionari, manager e tecnici, ovvero tutti coloro che, fin dal 2015, hanno ricevuto documenti e comunicazioni circa i rischi e le criticità che interessavano il viadotto della A10 che ora è in via di demolizione.

Tra i nomi più rilevanti ci sono quelli dell’a.d. di Autostrade, Giovanni Castellucci, del direttore centrale operativo, Paolo Berti, del responsabile delle opere di manutenzione, Michele Donferri Mittelli, che si è occupato del Morandi per quasi trent’anni, e del responsabile del progetto di retrofitting previsto per rinforzare la struttura, Paolo Strazzullo. Iscritto anche il direttore del tronco di Genova Stefano Marigliani e il suo predecessore Riccardo Rigacci. Nelle prossime ore sarà formalizzata anche la richiesta di incidente probatorio e il coinvolgimento amministrativo di Autostrade, che potrebbe essere notificato anche al presidente Fabio Cerchiai.

I vertici di SPEA

Per quanto riguarda la Spea Engineering S.p.A., società del Gruppo Atlantia S.p.A, risultano nell’elenco i nomi dell’amministratore delegato Antonino Galatà, il responsabile del progetto di retrofitting, Massimiliano Giacobbi, e il capo del piano sicurezza Massimo Bazzanelli.

I dirigenti del MIT

Nella lista compaiono anche dirigenti del Ministero dei Trasporti, ossia Vincenzo Cinelli, direttore generale della Vigilanza autostradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: laureato in scienze politiche, fu nominato il 14 agosto del 2014 su proposta dell’ex ministro Graziano Delrio e confermato dal suo successore Danilo Toninelli. Bruno Santoro, capo della Divisione tecnico-operativa della rete autostradale, e Giovanni Proietti, responsabile della Divisione analisi e investimenti.
Tra gli indagati anche il docente universitario del Dicca di Genova, Antonio Brencich, ex membro della commissione ispettiva del Mit sul crollo del ponte, e l’ingegnere Mario Servetto. Avevano firmato il parere tecnico sull’appalto del ponte. Entrambi erano consulenti del ministero.

Altri responsabili locali

A livello locale ci sono il provveditore interregionale (di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta) per le opere pubbliche, Roberto Ferrazza, con i suoi due sottoposti, Alessandro Pentimalli e Salvatore Buonaccorso, e Carmine Testa, responsabile dell’articolazione locale della Direzione di vigilanza.

I reati che potranno essere contestati sono diversi, si va dall’abuso di ufficio all’omicidio plurimo colposo, al disastro colposo o all’attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.