Discriminazione transgender: tutti i casi più famosi

Casi di discriminazioni di transgender, sul lavoro, nella vita quotidiana, nei sogni d’infanzia: l’Italia che fa la ben pensante.

Pubblicato da Giorgio Rini Giovedì 16 aprile 2015

discriminazione transgender
Nella condizione di transgender la discriminazione non si fa certo attendere. In un Paese come il nostro, in cui spesso ci troviamo a che fare con una mentalità non al passo con i tempi, è facile imbattersi in dei casi offensivi nei confronti di chi ha un’identità di genere diversa dal genere biologico. Essere discriminati perché si è anagraficamente uomo o donna, ma ci si ritrova in un corpo differente, è capitato nel nostro Paese. Vediamo alcuni casi particolarmente eclatanti.

Portogruaro

portogruaro
A Portogruaro il caso di una 23enne conosciuta con il nome di Diva, transgender, che è stata discriminata sul lavoro. Ha raccontato di essere stata costretta a licenziarsi dalla cooperative di pulizie in cui lavorava a causa di quella che appariva a tutti come una diversità. La giovane ha denunciato una storia di ansia e di stress, di opere di mobbing continue.

Il caso di Loredana Rossi

loredana rossi
Loredana Rossi, presidente dell’Associazione Trans Napoli, ha deciso di raccontare la sua storia: il suo ex convivente le avrebbe estorto del denaro e l’avrebbe aggredita. Poi al danno si sarebbe unita anche la beffa, perché la giustizia lo avrebbe scarcerato. La Rossi lo avrebbe denunciato, perché l’uomo l’avrebbe minacciata, iniziando a chiederle dei soldi per costruire una casa.

Alessia Rossini

alessia rossini
Alessia Rossini ed è di Roma. Ha dovuto interrompere gli studi a causa della scomparsa dei suoi genitori. Ritrovandosi da sola, ha dovuto cominciare a lavorare. Il suo vissuto sarebbe quello di un velato mobbing che la seguirebbe costantemente. La situazione discriminatoria più pesante che ha vissuto sarebbe quella relativa al suo sogno d’infanzia: diventare una star della musica lirica. Molte volte le si sono poste degli ostacoli proprio per la sua condizione.

La storia di Sandra

sandra
Sandra è andata via di casa quando aveva 20 anni, perché voleva cambiare sesso. Dalla Sardegna è andata a vivere a Bologna ed ha trovato un lavoro in ufficio a contatto con il pubblico. Anche lei è stata vittima di una discriminazione lavorativa, perché transessuale.

Napoli

napoli
Un altro caso di discriminazione legata alla condizione di transgender è stato denunciato a Napoli dalla presidente dell’Associazione Trans Napoli, Loredana Rossi. Si sarebbe trattato della storia di Stefania Zambrano, estetista napoletana, impegnata nell’organizzazione del concorso Miss Trans Europa. Un giorno Stefania era andata a fare visita al fratello detenuto nel carcere di Frosinone. Ha raccontato che sarebbe stata costretta a fare la fila con gli uomini, per entrare in carcere, quando gli agenti penitenziari avrebbero visto che non c’era corrispondenza fra l’identità corporea e quella che appariva sui suoi documenti. Stefania ha raccontato: “In quel momento c’era molta gente intorno e ho provato un grande imbarazzo. Mi sono vergognata letteralmente”. Poi ha continuato: “Le scuse non sono state pubbliche e non sono certo servite a spazzar via quel sentimento di vergogna, al punto tale che sono stata male per tutto il giorno e per calmarmi sono ricorsa all’uso di tranquillanti”.