SOTTOMARINO USA CHE HA LANCIATO MISSILI IN SIRIA ERA A NAPOLI A MARZO

Che succede in Siria: la spiegazione in breve

Usa sì Usa no? Chi resta in Siria e con che ruolo? Capiamo i possibili scenari di un conflitto che potrebbe proseguire come missione a tempo

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SOTTOMARINO USA CHE HA LANCIATO MISSILI IN SIRIA ERA A NAPOLI A MARZO

La domanda che ci si pone all’indomani delle dichiarazioni del presidente francese Macron, riguardo il ritiro delle truppe americane in Siria, ha una risposta che rimane insoluta. Cosa farà Trump? Gli interventisti al Pentagono spingono per continuare, Trump vuole accorciare i tempi, Macron si sta rimangiando di aver convinto Trump a non ritirare le truppe in territorio siriano. In sintesi è questo il quadro della situazione.
I russi hanno la presenza di circa 4 mila uomini, più i mercenari della compagnia Wagner (assoldati per evitare perdite di soldati regolari e per mascherare la presenza russa) e non sono intenzionati ad abbandonare la Siria. Troppo importante mantenere la propria influenza per ribadire una presenza solida e forte, sebbene Putin continui ad annunciare ritiri e che tutto è finito.
Gli alleati hanno unità speciali composte da 2 mila soldati e a loro si aggiungono i contractors, assoldati per operazioni di logistica e azioni belliche.
Nasce quindi l’idea della missione a tempo con tre possibili scenari. Il primo che le truppe alleate resteranno a lungo per avere un ruolo regionale. La seconda per contrastare la spinta iraniana e la terza per fiancheggiare i curdi siriani contro il dittatore Assad. E se la flangia interventista statunitense preme per rimanere, Trump non è della stessa idea ritenendo che debbano essere gli alleati regionali a farsi carico dell’onere.

Il perché della guerra in Siria

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La guerra civile in Siria è esplosa il 15 marzo 2011, sorgendo dai tumulti incendiati dalla Primavera Araba. I contestatori chiedevano le dimissioni del presidente Bashar al-Assad e la fine del sistema monopartitico basato sul potere del Partito Ba’th. L’intensificarsi delle proteste e la conseguente destabilizzazione politica hanno attirato soggetti esterni alla Siria, da sempre interessati alla posizione strategica del Paese. Le fazioni sono divise fra diversi schieramenti, i maggiori dei quali sono:

  • i ribelli, a loro volta divisi dietro diverse sigle e dalla cui parte sono schierati USA, Francia, Gran Bretagna e Turchia;
  • il regime di Al-Assad supportato da Russia, Cina e Iran;
  • l’Isis e vari gruppi integralisti che intendono instaurare la sharia
  • i curdi

Stimare l’esatto numero delle vittime di questo conflitto è estremamente difficile: secondo il Syrian Observatory for Human Rights a marzo 2018 i morti erano stimati fra 353mila e quasi 500mila. Di seguito un breve resoconto di cosa succede in Siria, per seguire giorno dopo giorno gli sviluppi del conflitto.

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