Ben hur 2016

Ben-hur, un inutile remake del kolossal con Charlton Heston

Epica facile e una valanga di effetti digitali: un Ben-Hur non all'altezza dei suoi predecessori

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È il 1880, quando Lew Wallace pubblica il suo più celebre romanzo storico, Ben-Hur: A Tale of the Christ. Il cinema ama Ben-Hur fin da subito, e tra un’epoca e l’altra c’è sempre un Ben-Hur che spunta da qualche parte. C’è il Ben-Hur appartenente agli albori del cinema (1907). C’è il Ben-Hur diretto da Fred Niblo (1926), un classico dell’epoca del muto. C’è il Ben-Hur di William Wyler con Charlton Heston (1959), kolossal prodotto dalla Hollywood degli anni d’oro. C’è ovviamente un Ben-Hur miniserie TV (2010), e non poteva mancare un Ben-Hur formato blockbuster del ventunesimo secolo. Ed ecco che il kazako Timur Bekmambetov viene chiamato al timone dell’ennesimo adattamento del romanzo di Wallace, che prometteva di battere i film precedenti per ritmo, spettacolo e profondità dei personaggi. Promessa mantenuta?

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Parole di Andrea Calaresi

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