Attentato a Tunisi, tutti i dubbi sull’assalto al museo del Bardo

Attentato a Tunisi, tutti i dubbi sull'assalto al museo del Bardo

A pochi giorni dall'attentato al museo di Tunisi ci sono ancora molti punti oscuri nella vicenda, costata la vita a 23 persone, tra cui 4 italiani.

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La rivendicazione dell’Isis

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Punto chiave è la presunta rivendicazione dell’Isis, arrivata su diversi account Twitter, da video messi online e da post in alcuni forum legati alla jihad. Il gruppo dell’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi ha messo in atto da tempo una strategia mediatica che usa il web con lo scopo di diffondere il terrore con immagini, video, proclami: per l’attentato a Tunisi, la rivendicazione sarebbe arrivata con un video trovato da Rita Katz, analista che con il suo Site traccia la presenza di jihadisti sul web. Si parla dell’attentato come “la prima goccia di pioggia“, si indicano i nomi di battaglia dei militanti, Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi; ci sono poi i post sul forum Manbar, vicino all’Is, in cui si descrive l’operazione, account Twitter che inneggiano alla strage legati a diversi gruppi terroristici come Ansar al Sharia, dettagli che fanno pensare all’opera di Okba bin Nafi, organizzazione legata ad Al Qaeda attiva nell’ovest del paese. Tuttavia, mancano prove ufficiali su chi siano i reali organizzatori dell’attentato: ogni ipotesi rimane aperta.

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Parole di Lorena Cacace

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