Antimafia, la relazione del procuratore nazionale Roberti: ‘Silenzio colpevole della Chiesa’

Antimafia, la relazione del procuratore nazionale Roberti: 'Silenzio colpevole della Chiesa'

Il Procuratore Nazionale Antimafia acusa la Chiesa di aver protetto per anni i mafiosi con un silenzio colpevole e ricorda l'impegno di Papa Francesco nella lotta alla criminalità organizzata.

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L’attacco alla Chiesa

papa francesco

Il silenzio colpevole della Chiesa Cattolica finisce nella relazione del Procuratore Roberti che indica le grandi responsabilità delle gerarchie. “Sono convinto che la Chiesa potrebbe moltissimo contro le mafie e che grande responsabilità per i silenzi sia della Chiesa“, specifica Roberti. “Viene ammazzato don Diana, poi don Puglisi: reazioni zero. Siamo dovuti arrivare al 2009 per iniziare a parlarne timidamente“, ricorda. Qualcosa però ora sembra muoversi grazie anche a Papa Francesco, “ma per decenni la Chiesa avrebbe potuto fare e non ha fatto nulla“. La scomunica per i mafiosi è arrivata dopo sei anni, prosegue il Procuratore della DNA, eppure non erano mancati gli appelli di altri due Papi. “A fronte di tanti segni di falsa religiosità, chi doveva coglierli e contrastarli davanti allo stesso popolo non lo ha fatto; preti e vescovi in Calabria, Sicilia e Campania sono stati, salvo rare e nobilissime eccezioni, silenti e hanno perfino ignorato messaggi forti che pur provenivano dall’alto: basti pensare a quelli di Giovanni Paolo II ad Agrigento e di Benedetto XVI a Palermo“.

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Parole di Lorena Cacace

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