Antimafia, la relazione del procuratore nazionale Roberti: ‘Silenzio colpevole della Chiesa’

Antimafia, la relazione del procuratore nazionale Roberti: 'Silenzio colpevole della Chiesa'

Il Procuratore Nazionale Antimafia acusa la Chiesa di aver protetto per anni i mafiosi con un silenzio colpevole e ricorda l'impegno di Papa Francesco nella lotta alla criminalità organizzata.

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L’attacco alla Chiesa Cattolica responsabile per anni del silenzio, il Nord come terra di ‘ndrangheta, le caratteristiche peculiari della camorra, il tentativo di rinascita della mafia a Palermo, la criminalità mafiosa autoctona di Roma e una misteriosa entità che da anni spierebbe i magistrati. Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti illustra la Relazione annuale al Senato alla presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi e chiarisce come e dove le associazioni criminali trovano terreno fertile nel nostro Paese. Le mafie si sono insinuate nel tessuto produttivo, economico e politico nostrano, hanno scavalcato i confini tradizionali e hanno seguito “l’odore dei soldi”. La vigilanza deve essere massima perché i criminali oggi sono diversi dal passato, ma hanno lo stesso obiettivo: arricchirsi con l’illegalità, la violenza e il sopruso a danno di tutta la comunità.

La lotta alle mafie rimane un obiettivo primario anche e soprattutto per la politica, parola che non viene usata dal Procuratore nazionale anche quando parla delle note vicende di Mafia Capitale. Alle tradizionali forme di criminalità organizzata si sono affiancati nuovi gruppi, si conferma il legame con il terrorismo internazionale che si alimenta dal traffico di esseri umani. Per questo il “bisogno di legalità” richiesto anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella passa dal loro contrasto, sotto ogni forma.

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Parole di Lorena Cacace

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