7 falsi miti sulla caccia

Alcuni falsi miti da sfatare sulla caccia, che continuano a resistere per giustificare ancora la presenza delle doppiette nei boschi e le foreste italiane, spesso oltre i limiti e le norme imposte dal legislatore

Pubblicato da Giulio Ragni Lunedì 19 settembre 2016

cacciatore

I falsi miti sulla caccia sono numerosi e duri a morire: la Lipu, in occasione dell’apertura ufficiale della stagione dopo la controversa pre-apertura in numerose Regioni, ha messo in luce alcune di queste credenze fortemente radicate nell’opinione pubblica, a parziale giustificazione dell’attività degli amanti delle doppiette, che in ogni caso viene vista oggi con molto meno favore rispetto ai decenni passati. Ecco dunque 7 falsi miti sulla caccia da sfatare definitivamente.

Riequilibrio della Natura

falsi miti caccia

La caccia non contribuisce affatto al riequilibrio della Natura, ed anzi contribuisce alla crisi degli ecosistemi, senza contare che l’introduzione di animali estranei all’habitat naturale per fini venatori ha creato ulteriori danni e gravi squilibri. Insomma la caccia è parte del problema, non la soluzione.

Sopravvivenza

cinghiale ucciso

La pratica della caccia non è affatto necessaria alla nostra sopravvivenza come in epoche remote, se non in determinate aree del pianeta. Il passaggio da un’economia di sussistenza a quella contemporanea che vede un sistema di tipo industriale, ha messo fine a questa necessità ineludibile.

Spese

stagione caccia

Non è purtroppo vero che i cacciatori si dedicano alle loro attività a spese proprie: invece gli oneri sostenuti da Stato ed enti locali per gestire l’attività venatoria provengono dalla fiscalità, cioè dai soldi di tutti i contribuenti. Anche di quelli, e sono sempre di più, che sono contrari alla caccia.

Riconoscere specie

riconoscimento specie

È falso che i cacciatori siano in grado di riconoscere le specie che possono essere catturate rispetto a quelle protette, ed anzi molto spesso vengono abbattuti esemplari rari che rappresentano una perdita inestimabile di biodiversità.

Specie problematiche

germano reale

Un altro mito è che la caccia aiuti a contenere specie ritenute ‘problematiche’ come il merlo o il germano reale. In natura non esistono specie cattive, anzi le specie predatorie sono parte integrante di quell’equilibrio dell’ecosistema

Abbattimenti necessari

lupi

Restando sul medesimo filo conduttore, circolano molti falsi miti su lupi ed altre specie considerate pericolose perché attaccano l’uomo e il bestiame. Si tratta nella maggior parte dei casi di paure immotivate con cui si giustificano stragi di animali.

Zero privilegi

caccia doppietta

L’ultimo mito che vogliamo sfatare è che i cacciatori italiani non godano di privilegi: l’articolo 842 del Codice Civile permette a chi ha un fucile di invadere la proprietà privata senza che il legittimo proprietario possa opporsi, una norma vecchia e pericolosa, da cancellare, poiché va a discapito di chi desidera sicurezza e tranquillità, per sé e per la propria famiglia.