Perché alcuni presidenti di Serie A non tornerebbero in campo | Nanopress

Perché alcuni presidenti di Serie A non tornerebbero in campo

Il mondo del calcio sta vivendo un periodo confuso e indeterminato, tra blocco dei campionati e possibili scenari di ripresa, smentiti e ripresi in considerazione praticamente ogni giorno. Tra i presidenti di Serie A, però, c'è qualcuno che la chiuderebbe volentieri qui. Per una questione di mero e comprensibile opportunismo, ovviamente

Pubblicato da Redazione NanoPress Martedì 7 aprile 2020

presidenti che non vogliono giocare
Massimo Cellino, presidente del Brescia. Foto Getty Images | Enrico Locci

Il campionato di Serie A sta letteralmente vivendo alla giornata. Fermo da ormai ben tre settimane, il nostro calcio, giorno dopo giorno, ipotizza sempre più date utili a poter tornare a indossare i tacchetti. Inizialmente si vociferava di una possibile ripresa verso i primi di giugno, ma negli ultimi giorni, la data si è fatta più vicina.

Nonostante le numerose riunioni quasi a cadenza giornaliera, in cui si ipotizzano scenari di ogni genere, ci sono alcuni presidenti di Serie A restii o addirittura contrari alla decisione di tornare in campo. Ma perché qualche presidente non vorrebbe tornare a giocare?

Una classifica congelata

Nella sempre più remota ipotesi che vedrebbe il campionato di Serie A terminare con largo anticipo, la classifica verrebbe “congelata”.
Questo vorrebbe dire che alla Juventus sarebbe assegnato il tricolore (anche se la società di Andrea Agnelli ha già fatto sapere di non volerne neanche parlare di uno scudetto a tavolino), mentre gli slot per le competizioni europee sarebbero assegnati senza grossi problemi.
Stesso discorso per quanto riguarda il fondo della classifica, che vedrebbe il Genoa salvarsi grazie alla differenza reti.

Quali presidenti si oppongono alla ripresa del campionato

Guarda caso, proprio quelli che in questa classifica stagnata non ne troverebbero altro che vantaggi.
Stiamo parlando di Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta, che con appena un punto di differenza, si qualificherebbe alla prossima edizione della Champions League lasciando l’Europa League alla Roma; Enrico Preziosi, presidente del Genoa, che al momento, rimarrebbe in Serie A grazie alla differenza reti; e anche Massimo Cellino, presidente del Brescia, che alcuni giorni fa ha dichiarato che “se si tornerà a giocare, non mi farò problemi a ritirare la mia squadra. Arrivare fino all’estate per chiudere l’attuale stagione vorrebbe dire compromettere anche la prossima”.
Insomma, più che per una questione etica e morale, sembra che alcuni presidenti, dietro alle loro dichiarazioni, nascondano più di qualche interesse a far congelare l’attuale classifica del campionato di Serie A.