Marco Giallini sulla moglie morta: ‘Non ho mai esorcizzato il dolore’

Lo sfogo di Marco Giallini ricordando la moglie morta: 'Non ho mai esorcizzato il dolore per la perdita, ho cercato soltanto di rimuoverlo'. La compagna del bravo attore romano è scomparsa improvvisamente nel 2011 a causa di un'emorragia cerebrale.

Pubblicato da Raffaele Dambra Lunedì 25 febbraio 2019

Marco Giallini sulla moglie morta: ‘Non ho mai esorcizzato il dolore’
Marco Giallini durante il photocall del film 'Non ci resta che il crimine' / Ansa.

‘Sono passati quasi otto anni ma ancora non posso credere che stia lì, al cimitero’: sono le toccanti parole di Marco Giallini sulla moglie Loredana, morta improvvisamente nel mese di luglio del 2011 per un’emorragia cerebrale. Da giovedì 28 febbraio nuovamente al cinema con il film ‘Domani è un altro giorno‘, l’attore romano ha riannodato il filo dei ricordi per ritornare a quella tristissima estate che l’ha privato della donna della sua vita.

‘Quello che è successo a mia moglie, così improvvisamente poi, non si esorcizza’, ha spiegato Marco Giallini a La Gazzetta dello Sport, ‘Puoi solo provare a rimuoverlo. So che può sembrare brutto, ma inizio ad andare al cimitero solo adesso, ancora non posso credere che Loredana stia lì. No, non l’ho esorcizzato. Vaglielo a spiegare a due ragazzini che avevano all’epoca 12 e 5 anni. Per fortuna ho dei figli di un’intelligenza estrema, hanno preso tutto dalla madre’.

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Marco Giallini e sua moglie si conoscevano da trent’anni

L’amore tra Marco Giallini e la moglie Loredana durava da circa trent’anni ed è finito tutto a un tratto senza che l’attore potesse salutarla per un’ultima volta: ‘Stavamo discutendo gli ultimi dettagli delle vacanze estive con i bambini, quando all’improvviso si è accasciata tra le mie braccia. Se n’è andata dopo due giorni ma non ha mai ripreso conoscenza’.

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‘Bisogna parlare per evitare di ritrovarsi con i rimpianti delle cose non dette’

In ‘Domani è un altro giorno’, il film di Simone Spada in uscita giovedì prossimo, Marco Giallini interpreta un attore di successo che scopre di avere un cancro in fase terminale e decide di trascorrere i suoi ultimi quattro giorni in compagnia del suo più caro amico (Valerio Mastandrea): ‘La morale di questo film è che vale sempre la pena dire ciò che si ha dentro, perché un giorno potrebbe essere troppo tardi per farlo’, ha detto Giallini pensando probabilmente anche alla sua vicenda personale, ‘Io l’ho capito pure a mie spese: bisogna parlare per evitare di ritrovarsi con i rimpianti delle cose non dette, che ci faranno stare male tutta la vita’.