Malika Ayane: ‘I migranti? Lasciarli morire ha un che di disumano’

Malika Ayane si schiera con Claudio Baglioni sulla questione dei migranti e parla di una politica disumana che lascia morire persone in mare

Pubblicato da Chiara Podano Martedì 29 gennaio 2019

Malika Ayane: ‘I migranti? Lasciarli morire ha un che di disumano’
ansa/Malika Ayane

Figlia di madre italiana e padre marocchino, Malika Ayane è cresciuta in Italia per volontà dei suoi genitori che, dopo essersi conosciuti in Marocco hanno scelto di partire per il Belpaese. L’artista è così nata a Milano ed è lì che ha iniziato la carriera.

Definita ‘figlia dell’integrazione’ dalla giornalista Valentina Colosimo di Vanity Fair, la cantante ha affrontato il tema ‘razzismo’ in un’intervista rilasciata alla rivista e si è schierata con Claudio Baglioni per quanto riguarda la questione dei migranti.

Malika Ayane: ‘In questa politica c’è un che di disumano’

Quest’anno l’artista non parteciperà a Sanremo. Malika Ayane è infatti immersa nella promozione del suo nuovo album, ‘Domino’, che la vedrà impegnata per 13 date in tutta Italia nei teatri e nei club. La cantante ha però detto la sua sull’attacco subito da Claudio Baglioni per per aver espresso il suo parere sulla questione dei migranti in Italia.

‘Io sto con Baglioni. Se qualcuno pensa che si risolva il fenomeno migratorio bloccando qualche barcone, non ha capito niente. Al di là di ogni considerazione politica, è inconcepibile lasciare morire delle persone in mare. E in questa politica non c’è solo razzismo, c’è qualcosa di più: c’è un che di disumano’, ha dichiarato la Ayane.

Un pensiero che va al di là dell’essere ‘figlia dell’integrazione’. ‘Mio padre non è venuto in Italia con il barcone. Erano gli anni ’70, mia madre era andata in Marocco in viaggio. Si sono innamorati e hanno deciso di venire in Italia quando mia mamma è rimasta incinta di me. Non è una storia di miseria come quella dei migranti di oggi. Lo dico perché nella mia posizione verso i migranti non c’è identificazione: è semplice compassione umana, a cui dovremmo rieducare i nostri figli’, ha spiegato l’artista.

Forme di razzismo ne ha sperimentate, anche se da bambina è convinta che si trattasse semplicemente di ‘bastardissimo modi di essere ragazzini e poi ci sono anche gli adulti, quelli che dicono: ‘Tuo papà è marocchino ma è buono’.

Parole che fanno male, così come si è sentita particolarmente ferita nel leggere le critiche negative sui social. ‘All’ultimo Sanremo, per esempio, non ho aperto i social per tutta la settimana. Portavo l’apparecchio ai denti, sapevo che mi avrebbero detto qualsiasi cosa. C’è una cattiveria incredibile in certi commenti. E, in generale poi, le donne subiscono più pressioni sull’immagine’, ha confessato.

La soluzione per superare questi momenti? ‘Nulla, non posso piacere a tutti, non sono mica la Nutella’, ha scherzato Malika Ayane.