Giuliano Sangiorgi: ‘Se Lele non fosse guarito non avrei mai più cantato’

La rivelazione di Giuliano Sangiorgi: 'Se Lele Spedicato non fosse guarito non avrei mai più cantato'. A pochi giorni dall'inizio del tour 2019 la voce dei Negramaro confessa tutte le cose che gli sono passate per la testa dopo il grave malore, per fortuna superato, che ha colpito il chitarrista della band.

Pubblicato da Raffaele Dambra Martedì 29 gennaio 2019

Giuliano Sangiorgi: ‘Se Lele non fosse guarito non avrei mai più cantato’
Lele Spedicato e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro nel 2018 / Ansa.

Il 14 febbraio 2019 partirà da Rimini il tour dei Negramaro con Giuliano Sangiorgi, Lele Spedicato e tutti gli altri membri della band regolarmente sul palco: un evento per nulla scontato dopo l’emorragia cerebrale che lo scorso mese di settembre ha colpito il chitarrista, mettendo a repentaglio sia la sua vita che l’esistenza stessa del gruppo salentino, come ha confidato Sangiorgi presentando la tournée e il nuovo singolo dedicato proprio a Lele.

‘Se Lele non fosse tornato dal buio avrei smesso di cantare’, ha rivelato infatti Giuliano Sangiorgi dei Negramaro a Vanity Fair, ‘Perché tutto è nato quando lui era solo un ragazzo e aveva negli occhi una luce, una fame e una voglia che non ho più rivisto in nessun altro. Senza Lele non avrei più continuato a stare su un palco, semplicemente perché una storia come la nostra, in Italia, non esiste’.

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Giuliano Sangiorgi: ‘Lele si è dimostrato un leone, ha compiuto un miracolo’

Per fortuna Lele Spedicato da quel buio ci è tornato alla grandissima: è uscito dal coma, ha conosciuto suo figlio Ianko nato proprio durante la momentanea ‘oscurità’, e si è ripreso così rapidamente da sorprendere i suoi stessi compagni di viaggio.

‘Io avrei voluto annullare il tour, ma per fortuna non l’abbiamo fatto’, ha ammesso Sangiorgi, ‘Il nostro tastierista Andro mi ha giustamente detto: ‘Non cancelliamo il tour, a Lele bisogna dare una botta di vita. Se torna e si sveglia, deve avere la possibilità di crederci’. Aveva ragione: il tour alla fine lo abbiamo solo rimandato e Lele si è dimostrato un leone, ha compiuto un miracolo’.

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Il nuovo singolo dei Negramaro è stato scritto da Giuliano per Lele

E un tale miracolo meritava un brano apposito: ‘Esce il 15 febbraio, si intitola ‘Cosa c’è dall’altra parte’ e l’ho scritto proprio per Lele. È una preghiera laica e una bestemmia religiosissima. Non volevamo neanche pubblicarla, ma solo regalarla a tutte le persone che ci sono state vicine. Lele ha sentito l’esplosione collettiva, ha avvertito l’affetto della gente. Sono certo che si sia ripreso così in fretta soprattutto per quello’.

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Sangiorgi: ‘A Salvini voglio dire che…’

Non poteva mancare, infine, una riflessione di Giuliano Sangiorgi sull’attuale situazione politica: ‘Non accetto che un Salvini dica agli artisti cosa debbano o non debbano dire (come è accaduto per esempio con Claudio Baglioni, ndr). Sarebbe come suggerire a un fornaio di fare solo il pane o al cameriere di servire a tavola e tacere. ‘Stai nel tuo ghetto’ è un discorso che non accetto, così come non accetto che si urli ‘prima gli italiani’. Anche perché non credo che gli italiani, a partire da Salvini, farebbero morire in mare quaranta persone: se gente senza bandiera ti chiede aiuto e sta affondando in mare tu, Stato, quell’aiuto glielo devi dare’.

Caro Sangiorgi, aspettati a breve i soliti ‘bacioni’.