Tiberio Timperi: la bestemmia in TV costa 25 mila euro alla Rai

Che guaio per Tiberio Timperi: la bestemmia in TV pronunciata nel 2014 durante Uno Mattina in Famiglia costa 25 mila euro di multa alla Rai. Il Tar del Lazio ha infatti rigettato il ricorso della TV di Stato contro la sentenza già emessa dall'Agcom.

Pubblicato da Raffaele Dambra Lunedì 3 settembre 2018

È un fatto vecchio su cui soltanto adesso è stata finalmente messa la parola fine: ricordate la vicenda di Tiberio Timperi e della bestemmia, pronunciata in TV dal conduttore romano e mandata in onda per sbaglio dalla Rai a ottobre del 2014? Ebbene, con la sentenza numero 09009/2018 il Tar del Lazio ha confermato la sanzione amministrativa di 25 mila già comminata dall’Agcom alla TV di Stato, contro la quale l’azienda di viale Mazzini aveva fatto ricorso ritenendosi non responsabile di un episodio reputato ‘accidentale e imprevedibile’.

Il Tar del Lazio è stato però di diverso parere, così come a suo tempo aveva stabilito l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, rilevando che la Rai ha peccato quanto meno di negligenza, avendo mandato in onda un contenuto preregistrato ‘sul quale poteva essere effettuato un preventivo controllo’, e anche di imperizia, essendo stato trasmesso per ben due volte. Il tribunale ha inoltre rimarcato che bestemmie e imprecazioni sono senza alcun dubbio contenuti lesivi dello sviluppo dei minori.

Ricordiamo brevemente la vicenda: durante la puntata di Uno Mattina In Famiglia di sabato 18 ottobre 2014, a Tiberio Timperi era sfuggita una bestemmia (un terribile ‘Porca M…..a’ scappatogli sottovoce in seguito a un errore di pronuncia nel presentare un ospite in studio) all’interno di un segmento registrato che, per un errore dei tecnici Rai in fase di montaggio, era andato in onda addirittura due volte. Il conduttore aveva poi presentato in diretta TV le sue inevitabili scuse (‘Una cosa del genere non fa parte del mio costume, però è giusto che sappiate che si è trattato di un incidente, un increscioso incidente perché quella registrazione non doveva andare in onda’) che però non erano servite a evitare l’immancabile denuncia del Codacons, costituitosi in giudizio insieme all’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi.

E alla fine hanno avuto ragione loro, perché dopo la prima pronuncia dell’Agcom datata 2015, che aveva inflitto alla Rai una multa pecuniaria di 25 mila euro per aver violato il Codice di Autoregolamentazione Media e Minori (secondo cui le trasmissioni televisive non devono contenere programmi che possano nuocere allo sviluppo anche morale dei minori, a meno che non vengano trasmesse dalle 23 alle 7 del mattino), la sanzione è stata definitivamente confermata dal Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso dell’azienda di Stato.

‘Giustizia è fatta: la responsabilità dell’emittente era sotto gli occhi di tutti ed è stata riconosciuta anche dai giudici amministrativi. Avrebbe fatto meglio la Rai ad adoperarsi per evitare un episodio inaccettabile come questo, piuttosto che cercare giustificazioni a errore avvenuto’, hanno dichiarato quelli del Codacons commentando la sentenza.