Niccolò Bettarini dopo l’aggressione: ‘Accerchiato da più di dieci persone, non ho capito più nulla’

Niccolò Bettarini è stato dimesso dall'ospedale Niguarda e a poche ore dall'operazione ad un nervo lesionato nell’arto superiore, ha rilasciato le prime dichiarazioni e raccontato quanto accaduto all'alba del 1 luglio scorso quando ha subito l'aggressione nei pressi della discoteca Old Fashion

Pubblicato da Chiara Podano Giovedì 5 luglio 2018

Niccolò Bettarini dopo l’aggressione: ‘Accerchiato da più di dieci persone, non ho capito più nulla’
foto di Niccolò Bettarini dal profilo Instagram di Simona Ventura / Instagram

Niccolò Bettarini è stato dimesso dall’ospedale Niguarda di Milano dove è stato ricoverato la scorsa domenica per l’aggressione subita nei pressi della discoteca Old Fashion del capoluogo lombardo. Il figlio di Simona Ventura e di Stefano Bettarini, che lunedì ha dovuto affrontare un intervento alla mano, ha rotto il silenzio e raccontato cosa è accaduto.

All’alba di domenica scorsa Niccolò Bettarini è stato assalito e aggredito 11 volte con un’arma da taglio. Gli inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire quanto accaduto, ma il 19enne a circa 48 ore dall’operazione ad un nervo lesionato nell’arto superiore, ha rilasciato le prime dichiarazioni e raccontato quei terribili momenti e i colpi che gli aggressori hanno inflitto non solo a lui, ma anche all’amica Zoe Esposito intervenuta in sua difesa.

Le prime parole di Niccolò Bettarini dopo l’aggressione

‘Mi ha dato alcuni buffetti sulla faccia cercando di provocarmi, io ho provato a respingerlo, ma mi sono trovato in mezzo a più di dieci persone e non ho capito più nulla’, così Niccolò Bettarini inizia il racconto della sua versione dei fatti, di quanto accaduto all’alba del 1 luglio.

A riportare le prime dichiarazioni post aggressione del figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini è il magazine Tgcom24. ‘Sono caduto a terra e quando Zoe è venuta a soccorrermi le è arrivato un calcio in faccia. Subito dopo sono scappati tutti’, ha continuato il 19enne vittima dell’assalto.

Zoe Esposito, l’amica che era con Niccolò quella sera, è intervenuta per difenderlo ma è stata aggredita a sua volta. La ragazza ha raccontato agli inquirenti di aver ascoltato pronunciare dagli assalitori la frase: ‘Sei il figlio di Bettarini, ora ti ammazziamo’.

Una delle quattro persone fermate, Alessandro Ferzoco, ha fatto sapere tramite il suo legale, di essere dispiaciuto per la vittima e di aver saputo chi fosse, solo successivamente. Ferzoco si è anche dichiarato estraneo ai fatti.

Niccolò Bettarini e il racconto dell’aggressione

Niccolò Bettarini ha raccontato che la mattina del 1 luglio 2018, all’alba, poco dopo la chiusura della discoteca ha visto un suo amico in difficoltà, lo ha sentito invocare aiuto e così è corso a soccorrerlo, ma è stato circondato, aggredito e accoltellato. La rissa sarebbe scattata a causa di una questione sorta settimane prima e rimasta irrisolta.

Intanto, i quattro fermati per l’assalto al figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Sono accusati di tentato omicidio aggravato da futili motivi. L’arma dell’aggressione, un coltello con una lama di 20 cm, non è ancora stata trovata.