‘Non è l’arena’, scandalo dei vitalizi e reddito di cittadinanza

Ancora una volta due argomenti politici importanti nel mirino di Giletti: vitalizi degli ex parlamentari e reddito di cittadinanza. Il dibattito si fa sempre più acceso perché gli ospiti hanno opinioni contrastanti, il presentatore cerca di far parlare tutti e di placare gli animi.

Pubblicato da Giulia Scotto Lunedì 30 aprile 2018

‘Non è l’arena’, scandalo dei vitalizi e reddito di cittadinanza

Nella puntata del 29 Aprile 2018, Massimo Giletti è tornato ad occuparsi di due temi scottanti: vitalizi e reddito di cittadinanza. In primis, i vitalizi degli ex parlamentari sono un argomento molto controverso, soprattutto in questo momento particolare in cui il Collegio dei Questori ha presentato in Ufficio di Presidenza alla Camera dei Deputati l’istruttoria sul ricalcolo da effettuare seguendo il metodo contributivo. Questa novità dovrebbe permettere di adeguare il rapporto tra le somme percepite e quelle versate nel corso del proprio mandato. Giletti mostra anche un messaggio del Movimento Cinque Stelle: ‘Promessa mantenuta, parte l’operazione taglia-vitalizi’, il presentatore si dichiara fiducioso e intervista gli ospiti per avere la loro opinione. In studio non tutti la pensano come lui: ‘Non c’è neanche il governo’. In studio Mario Giordano che interviene polemico e alza la voce: ‘Per i vostri privilegi ricattate i lavoratori, a loro e ai pensionati gli avete già fatto un ma**o così, li avete bastonati per anni, adesso ogni volta che si toccano i vostri privilegi li tirate in ballo, è inaccettabile!’.
Si è discusso anche del reddito di cittadinanza, Irene Tinagli del Pd ha le idee chiare: ”Non si può immaginare che una persona che perde il lavoro sia lasciata senza nessun sussidio. La differenza tra reddito di inclusione e reddito di cittadinanza è nel sistema ma anche nella cifra’, Domenico De Masi ribatte dicendo che REI e reddito di cittadinanza sono, in sostanza, la stessa cosa. L’imprenditore Bachisio Ledda afferma che NASPI e reddito di cittadinanza siano un disincentivo per il mondo del lavoro, i giovani disoccupati in studio non sono d’accordo.