Pif su La mafia uccide solo d’estate 2: “Una serie che dà coraggio”

A Roma è stata presentata l'anteprima de 'La Mafia uccide solo d'estate 2'. Pif ha raccontato la fiction a un gruppo di ragazzi dando loro coraggio e esortandoli a mettere in atto un cambiamento 'possibile'. 'Questa serie è quell'esame di coscienza che non ci siamo mai fatti', ha spiegato Pif

Pubblicato da Chiara Podano Martedì 17 aprile 2018

Pif su La mafia uccide solo d’estate 2: “Una serie che dà coraggio”
Pif alla presentazione de ‘La mafia uccide solo d’estate 2’ / ansa

Pif ha presentato a Roma l’anteprima de ‘La mafia uccide solo d’estate 2’ davanti a un pubblico d’eccezione: gli allievi di alcune scuole di Roma, le future generazioni su cui punta la serie per dar vita a un cambiamento, che, come spiega lo stesso Pif “è possibile”. La seconda stagione della fortunata serie di Rai 1 andrà in onda a partire dal prossimo 26 aprile 2018, in prima serata. Saremo catapultati nella Palermo del 1979 all’alba della guerra tra i boss palermitani e i corleonesi di Totò Riina.

“Stiamo facendo pura e essenziale antimafia, più ragazzi ci saranno a guardare questa serie più saranno una speranza per il futuro. Vorremmo trasmettere coscienza e coraggio”, così Pif presenta il secondo capitolo de ‘La mafia uccide solo d’estate 2’ davanti a un folto gruppo di scolari romani.

Pif su La mafia uccide solo d’estate 2: ‘Il cambiamento è possibile’

I ragazzi che hanno assistito all’anteprima dei primi due episodi della seconda stagione de ‘La mafia uccide solo d’estate 2’ hanno accolto con grande entusiasmo la fiction e reagito con applausi e partecipazione alla messa in onda.

Orgoglioso, Pif ha spiegato che aver raccontato “la mafia come mito smitizzato” è un’operazione di successo, “un trionfo”. ‘La mafia uccide solo d’estate 2’ per il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta è “una serie particolarmente importante perché racconta la storia del nostro Paese in modo nuovo e inedito: non fa epos sulla mafia ma la irride, anche mostrandone la pochezza umana, senza dimenticarne la violenza”.

Presentare la fiction alle nuove generazioni ha un motivo ben preciso, Pif punta ai giovani spettatori perché sono il futuro del Paese vero motore di un cambiamento possibile, la speranza infatti è che siano proprio i più piccoli a guardare in massa la serie e apprezzarla.
“State crescendo in un Paese dove vi dicono che le cose non possono cambiare e invece una dimostrazione che il cambiamento è possibile viene anche dal fatto che a Palermo ora ci sono 1000 negozianti che non pagano il pizzo alla mafia come non lo abbiamo pagato noi per girare la fiction. Mandate aff… chi vi dice che la vostra vita non vi appartiene”, Pif ha così esortato i giovani in sala.

La mafia uccide solo d’estate 2, le novità

‘La mafia uccide solo d’estate 2’ andrà in onda a partire da giovedì 26 aprile in sei puntate. A firmare la regia è Luca Ribuoli, la voce fuori campo, che racconta le vicende della famiglia Giammarresi è sempre la sua, quella di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif.

Grazie all’insistenza del piccolo Salvatore, che ha intuito il vento del cambiamento, la famiglia Giammarresi ha deciso di restare a Palermo per tornare alla vita di tutti i giorni. Salvo affronta l’inizio delle scuole medie senza la sua amata Alice, mentre mamma Pia ottiene finalmente una cattedra e zio Massimo si fa sempre più coinvolgere negli affari di Cosa Nostra. Rinunciare alla fuga dopo la testimonianza rilasciata da papà Lorenzo sull’omicidio di Boris Giuliano non è semplice, ma la vita riprende.

“Questa serie è quell’esame di coscienza che non ci siamo mai fatti. La famiglia Giammarresi siamo noi, non solo palermitani, ma noi italiani, con tutti i nostri difetti, compromessi, ambizioni, contraddizioni”, è così che Pif sintetizza l’essenza di questa seconda stagione de ‘La mafia Uccide solo d’estate 2’.

Sullo sfondo delle vicende dei Giammarresi, la Palermo del 1979 e il racconto della vita dei protagonisti che incrocia eventi tragici come l’assassinio di Piersanti Mattarella, Gaetano Costa e Cesare Terranova, ma anche l’affermarsi di Rocco Chinnici e Giovanni Falcone sulla scena dell’antimafia.