David di Donatello 2018, il monologo di Paola Cortellesi: ‘Dalle donne per le donne’

Magia, eleganza e femminilità hanno regnato nel corso della sessantatreesima edizione dei David di Donatello: Paola Cortellesi ha aperto l'evento con un apprezzatissimo monologo dedicato alle donne. Stefania Sandrelli ha ricevuto il premio alla carriera. Diane Keaton ha impreziosito il palco portando un pizzico di meraviglia hollywoodiana. Tra i momenti più attesi della serata, il premio al grandissimo Steven Spielberg.

Pubblicato da Giorgia Piombo Giovedì 22 marzo 2018

David di Donatello 2018, il monologo di Paola Cortellesi: ‘Dalle donne per le donne’

Un’apertura emozionante quella che ha contraddistinto i David di Donatello 2018: il monologo di Paola Cortellesi ‘dalle donne per le donne’ ha fatto sorridere, commuovere e soprattutto riflettere sull’inconscia discriminazione quotidiana nei confronti del sesso apparentemente più debole. Hanno raggiunto l’attrice candidata all’Oscar del cinema italiano sul palco anche Jasmine Trinca, Isabella Ragonesi, Claudia Gerini, Giovanna Mezzogiorno, Serena Rossi e Sonia Bergamasco.

La sessantatreesima edizione dei David di Donatello si è così definita ‘tutta al femminile’. Dal monologo iniziale alle successive premiazioni, le donne hanno saputo regnare in questa magica e consueta serata dedicata al cinema italiano. Gli attesi ospiti Steven Spielberg e Diane Keaton hanno saputo impreziosire ulteriormente l’evento portando su Rai 1 quel pizzico di meraviglia hollywoodiana ancora in grado di far sognare.

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Pubblicato da Rai1 su Mercoledì 21 marzo 2018

Il monologo di Paola Cortellesi: l’elenco delle ingiustizie

Acclamata ed apprezzata Paola Cortellesi, protagonista di un monologo dedicato alle donne in occasione dell’apertura della 63esima edizione dei David di Donatello.
L’attrice candidata all’ambito premio per il ruoto ottenuto nel film ‘Un gatto in tangenziale’ si è ispirata ad un elenco discriminatorio nei confronti del sesso femminile stilato dal Professore Stefano Bartezzaghi: molte parole italiane innocenti ed inoffensive maschili mutano, infatti, significato se trasformate al femminile.
Un’osservazione importante quella proposta dalla Cortellesi, raggiunta sul palco dalle cinque colleghe candidate al premio come ‘miglior protagonista femminile’.
Le elegantissime Jasmine Trinca, Isabella Ragonesi, Claudia Gerini, Giovanna Mezzogiorno, Serena Rossi e Sonia Bergamasco hanno, così, pronunciato alcune usuali frasi, troppo spesso ascoltate.
‘Brava, sei una donna con le palle’, ‘Chissà quello che ha fatto per lavorare’, ‘Certo anche lei, se va in giro così’, per poi terminare con ‘Te la sei cercata’, ripetuta in coro dalle cinque attrice.

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Steven Spielberg riceve il premio speciale, e ricorda Fellini

Una delle perle che ha impreziosito i David di Donatello 2018 è stato Steven Spielberg, al quale è stato trasmesso tutto l’amore provato del cinema italiano.
Il regista hollywoodiano, dopo aver raccontato dell’amicizia che tutt’ora lo lega con i grandi George Lucas, Francis Ford Coppola o Brian De Palma – giusto per citarne alcuni – omaggia Federico Fellini con un aneddoto emozionante e ricco di sentimento.
‘Abbiamo imparato tantissimo dal cinema italiano’, ha confessato Spielberg, ‘Tornare a Roma per questo grande onore mi ricorda una delle più straordinarie giornate della mia vita’.
Il regista ha, così, iniziato a raccontare una storia incredibile: ‘Fu il 1971 quando venni a Roma la prima volta, ero quasi all’inizio della mia carriera e stavo promuovendo un film. Mi addormentai alle 14 in albergo per il fuso orario, squillò il telefono, risposi e la concierge mi disse che c’era un visitatore importante per me nella reception: c’era Federico Fellini. Aveva visto Duel la sera prima ed era venuto per dirmi quanto gli fosse piaciuto. Io pensavo ‘sto ancora dormendo, sto ancora sognando’, perché questa è la materia di cui sono fatti i sogni. Davanti a me c’era davvero uno dei più grandi registi della storia del cinema. Fellini mi prese e mi portò a vedere Roma, ho visto Roma attraverso gli occhi di Fellini. Poi mi diede un consiglio per la stampa: non dare mai la stessa risposta alla stessa domanda, è sempre importante intrattenere il pubblico, ma è ancora più importante intrattenere sé stessi’.