Barbara Bouchet: ‘Mio figlio Alessandro Borghese più famoso di me. Quentin Tarantino? Non lo stimo’

Barbara Bouchet, mamma di Alessandro Borghese e attrice icona degli anni Settanta, si racconta in un'intervista spiegando come sia orgogliosa del successo del figlio in tv e dell'intenzione di continuare a lavorare fino a quando le sarà possibile. Non mancano, inoltre, le rivelazioni sul regista Quentin Tarantino che, nonostante le attestazioni di stima, non reputa un grande uomo.

Pubblicato da Luana Rosato Venerdì 9 marzo 2018

Barbara Bouchet: ‘Mio figlio Alessandro Borghese più famoso di me. Quentin Tarantino? Non lo stimo’
Ansa – Barbara Bouchet alla presentazione del nuovo libro di Alessandro Di Pietro ‘Occhio alla spesa – I miei consigli per scegliere il meglio’ / Ansa

Attrice icona degli anni Settanta e musa per Quentin Tarantino, Barbara Bouchet è la madre del noto chef Alessandro Borghese divenuto uno dei personaggi televisivi più conosciuti grazie allo show ‘4 ristoranti’. Ad oggi, pare proprio che sia lui il più ‘famoso’ tra i due, ma la Bouchet ne è fiera perché, oramai, ha ‘avuto il suo tempo di gloria’ ed è giusto passare il testimone alle nuove generazioni.

Madre soddisfatta e attrice ancora attiva, Barbara Bouchet ha raccontato in un’intervista al settimanale Spy l’orgoglio di avere un figlio che, nonostante non abbia percorso le sue orme, ha saputo crearsi ugualmente uno spazio all’interno dello spettacolo italiano. Alessandro Borghese è, ad oggi, uno dei personaggi televisivi più conosciuti, tanto per la sua professione di chef quanto per quella di conduttore. ‘Lui è bravissimo come chef, ma come presentatore è diventato fantastico’ – ha spiegato l’attrice, a breve nuovamente al cinema con la commedia ‘Metti la nonna nel freezer’ con Fabio De Luigi e Miriam Leone.

Barbara Bouchet: ‘Adesso sono la mamma di’

‘Prima lui era il figlio di Barbara Bouchet, adesso sono io la mamma di Alessandro Borghese’ – ha continuato Barbara Bouchet, divenuta nota in Italia negli anni Settanta come protagonista di numerose commedie sexy.

L’attrice, ancora attiva sul set, è consapevole di quanto i suoi anni di ‘gloria’ facciano ormai parte del passato e ha parlato con orgoglio della fama raggiunta dal figlio Alessandro, nato dal matrimonio con l’imprenditore Luigi Borghese.

‘Sono fiera: io ho avuto il mio tempo di gloria in abbondanza e ancora oggi non mi manca, ora tocca a lui’.

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La pensione di Barbara Bouchet: ‘Continuerò a lavorare’

Consapevole di dover cedere il passo alle nuove generazioni, Barbara Bouchet non ha alcuna voglia di smettere di lavorare e di abbandonare il cinema e il teatro.

Non solo per la passione che ancora nutre per lo spettacolo, quanto per il fatto di dover sopravvivere con una pensione – 511 euro – assai misera per un’attrice che ha lavorato tanto e per moltissimi anni.

‘Ho pianto come pochi, ma pazienza, ormai non c’era più niente da fare’ – ha rivelato al settimanale Spy – ‘Tanti di quei produttori, che non mi avevano versato i contributi, erano già morti’.

Armata di forza e tenacia, dunque, la Bouchet ha deciso di continuare a lavorare: ‘A farmi da parte non ci penso, in pensione ci andrò solo quando volerò in cielo. Finché c’è linfa nelle mie vene, io continuerò a lavorare’.

Barbara Bouchet critica Quentin Tarantino

In conclusione, Barbara Bouchet si lascia andare a qualche dichiarazione personale relativa un regista con cui ha avuto a che fare nel corso della lunga carriera, Quentin Tarantino.

Lui l’aveva eletta sua musa, ma l’attrice non ne ha un’ottima opinione: ‘Lo stimo come regista, ma non come uomo’ – ha spiegato – ‘Anche se ha sempre avuto belle parole per me, non sa neanche dove sta di casa il rispetto’.

Le dure dichiarazioni della Bouchet su Tarantino scaturiscono da quanto avvenuto anni addietro: ‘Dovevamo fare un film insieme a Los Angeles. Lui mi voleva nel ruolo di sua moglie e allora io partii, feci i provini, mi preparai e il giorno prima delle riprese dette buca alla produzione perché, disse, non voleva farsi vedere grasso da me’.

Dopo quell’episodio, l’attrice racconta che il regista ‘sparì per un anno, poi riapparve per invitarmi di nuovo in America per fare una settimana dedicata ai miei film’ ma, anche in questo caso, ‘si fece vedere solo il primo giorno, poi sparì di nuovo’.