Alberto Angela bocciato in quinta elementare: lo rivela il padre

‘Se uno non fa bene, deve essere punito e se un alunno non va bene è giusto che ripeta l’anno’: così, ospite di Bianca Berlinguer a #cartabianca, Piero Angela svela la bocciatura del figlio Alberto in quinta elementare, bocciatura che ha scatenato una spirale virtuosa

Pubblicato da Fulvia Leopardi Giovedì 25 gennaio 2018

Alberto Angela bocciato in quinta elementare: lo rivela il padre
Alberto Angela / ansa

Alberto Angela bocciato alle elementari: lo svela il padre Piero a #cartabianca. Il successo di Meraviglie – La penisola dei tesori ha riportato in auge anche il conduttore 89enne, che tra giornali e tv non perde occasione di lodare il figlio e di svelarci dei segreti. Scopriamo così che Alberto Angela fu bocciato in quinta elementare, bocciatura con cui, per la cronaca, il padre fu d’accordo.

Se uno non fa bene, deve essere punito’: parola di Piero Angela da Bianca Berlinguer.

Alberto Angela bocciato in quinta elementare

Il conduttore di Superquark svela che Alberto Angela fu bocciato in quinta elementare, una rivelazione che spiazza e spopola visto il successo da divulgatore che il conduttore riscuote oggi.

Una quarantina di anni fa, però, ‘Alberto venne bocciato in quinta elementare’, ha svelato il padre a #cartabianca, sottolineando come se oggi si tende a dare la colpa agli insegnanti, lui pensò che il figlio se lo meritasse.

Se un alunno non va bene è giusto che ripeta l’anno’, il commento di Piero Angela, secondo cui la bocciatura bruciò molto ad Alberto, ma ha anche innescato una spirale virtuosa, portandolo alla fine a ripetere (e forse superare) il successo del padre.

E alla conduttrice Bianca Berlinguer che gli chiede quale sia il segreto degli Angela, Piero risponde che a loro viene spontaneo divulgare, e che tutto dipende dal riuscire a far passare le emozioni, oltre alle parole, invitando però a chiederlo ai telespettatori.

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Piero Angela a #cartabianca: ‘Guardo poca tv’

E a tal proposito, non manca una domanda sul Piero Angela spettatore: il divulgatore confessa di non guardare il calcio e di non sentire le canzoni, di non essere interessato agli sceneggiati e che di film guarda perlopiù i polizieschi che durano 50 minuti.

I programmi di politica li seguo sempre meno, perché per natura sono un razionale e cerco di trovare un punto di incontro, ma – conclude Angela – il dibattito politico di oggi è sceso, è un incontro di boxe, i politici aggrediscono’.