Mario Francese: polemica per la fiction di Canale 5, accusata di ‘falsa ricostruzione’

La fiction trasmessa da Canale 5 e incentrata sulla storia del cronista Mario Francese, assassinato dalla mafia negli anni Settanta, è finita sotto accusa per presunta 'falsa ricostruzione' dei fatti. Ad aizzare la polemica, la testata siciliana cui Francese faceva riferimento.

Pubblicato da Luana Rosato Lunedì 22 gennaio 2018

Mario Francese: polemica per la fiction di Canale 5, accusata di ‘falsa ricostruzione’

La fiction di Canale 5 sul giornalista Mario Francese è finita sotto accusa per ‘falsa ricostruzione’ dei fatti avvenuti. L’episodio – Delitto di mafia – incentrato sul cronista ucciso da Cosa Nostra per i suoi articoli sulla malavita siciliana è stato preceduto da una polemica che ha visto, da una parte, il Giornale di Sicilia e, dall’altra, la casa di produzione TaoDue affiancata da numerose associazioni a favore di quest’ultima.

In seguito alla prima dell’episodio su Mario Francese, il quotidiano per cui il giornalista – protagonista della fiction di Canale 5 – lavorava, è insorto accusando l’episodio mandato in onda da Mediaset il 21 gennaio 2018 di ‘falsa ricostruzione’. Per questo motivo, dunque, il Giornale di Sicilia ha chiesto a TaoDue di rimuovere le immagini e i riferimenti diretti alla testata per ‘situazioni lesive dell’immagine e della reputazione’ della stessa. E’ su questo punto, quindi, che si è scatenata la polemica contro Liberi Sognatori – Delitto di mafia e che ha visto insorgere numerose associazioni siciliane in favore della messa in onda dell’episodio su Canale 5.

La fiction su Mario Francese: ‘Strumentalmente artefatta’

Le accuse rivolte dall’editore del Giornale di Sicilia, Antonio Ardizzone, alla fiction su Mario Francese, inoltre, tacciano la casa di produzione TaoDue di aver dato vita ad una serie la cui ricostruzione è ‘grossolanamente falsa, strumentalmente artefatta e platealmente incongruente nella tempistica, nella logica e nei contenuti’.

L’intento dei rappresentanti della testata giornalistica, dunque, era quello di rimuovere dalla fiction di Canale 5 ‘le immagini e i riferimenti’ alla stessa poiché l’episodio su Mario Francese avrebbe mostrato ‘frasi, immagini, commenti e affermazioni gravemente lesive dell’onore e della reputazione della nostra società e della testata giornalistica da essa edita’.

Una richiesta che a molti è apparsa come una sorta di tentativo di censura da parte del Giornale di Sicilia e che ha spinto alcune associazioni a schierarsi a favore della messa in onda della fiction di Canale 5.

‘Siamo certi che i dirigenti di Canale 5 respingeranno la richiesta di censura preventiva e consentiranno così a milioni di italiani di conoscere la storia di un valoroso giornalista del Giornale di Sicilia che ha pagato con la vita il suo impegno contro la mafia e la corruzione’ – hanno commentato la Federazione nazionale della stampa e Assostampa siciliana, seguite dall’associazione Articolo 21 e dall’appello dei cronisti dell’Unci Sicilia.

La fiction su Mario Francese difesa da TaoDue

Nonostante l’attacco di Ardizzone e le richieste avanzate da parte dei rappresentanti del Giornale di Sicilia, la fiction su Mario Francese è stata regolarmente trasmessa da Canale 5 ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e registrando il 12,78% di share.

In difesa del racconto realizzato dalla casa produttrice TaoDue è intervenuto Claudio Fava, sceneggiatore del film, che ha assicurato come la storia pubblica di Mario Francese ripercorra ‘con precisione quanto emerso nelle sentenze di condanna per i suoi assassini’.

A sostegno delle dichiarazioni di Fava, sono giunte anche le parole del produttore Pietro Valsecchi: ‘Il film racconta la verità emersa dai processi, non mi aspettavo davvero un’aggressione di questo tipo’ – ha chiarito – ‘È un film sulla libertà di stampa per cui Francese si è battuto’.