Asia Argento a Le Iene: ‘In Italia non c’è solo Fausto Brizzi, non capisco le donne che difendono il carnefice’

Nella puntata di martedì 19 dicembre 2017, Le Iene hanno trasmesso l'intervista ad Asia Argento in merito al caso Fausto Brizzi sollevatosi in Italia dopo le denunce delle attrici americane. Dalla parte delle vittime, la Argento ha messo tutti in guardia sostenendo che il regista romano non sia il solo 'carnefice' e ha puntato il dito contro tutte le colleghe che continuano a difendere gli abusatori.

Pubblicato da Luana Rosato Mercoledì 20 dicembre 2017

Asia Argento a Le Iene: ‘In Italia non c’è solo Fausto Brizzi, non capisco le donne che difendono il carnefice’

Si continua a parlare dei casi di molestie nel mondo del cinema con Asia Argento che, intervistata da Le Iene, ha avuto modo di dire la sua su quanto emerso in Italia dopo la denuncia di violenze da parte delle attrici americane nei confronti di Harvey Weinstein. La Argento, che si è schierata dalla parte di tutte le ragazze che hanno raccontato quanto avvenuto durante i provini con Fausto Brizzi, ci ha tenuto a precisare che ‘di porci ce ne sono davvero tanti’.

‘In Italia non c’è solo Fausto Brizzi!’ – ha dichiarato Asia Argento intervistata dall’inviato de Le Iene, Dino Giarrusso, che si è occupato delle prime denunce da parte di alcune giovani attrici contro il regista romano. Il caso sollevatosi in Italia, però, sembra essere solo all’inizio e l’atteggiamento risulta essere ancora troppo diverso da quello americano: se oltreoceano le attrici si sono aizzate in difesa delle colleghe, nel nostro Paese molte continuano a fare scudo intorno a Brizzi che, come ci tiene a precisare la Argento, non è il solo che ha abusato del proprio potere per molestare – e in alcuni casi, secondo i racconti, violentare – le ragazze adescate per dei provini.

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Asia Argento: ‘Perché in Italia si crede al criminale e non alla vittima?’

Mettendo a confronto le diverse situazioni venutesi a creare in Italia e in America, sembra proprio che il nostro Paese sia più vicino al concetto di donna come ‘merce di scambio’ diffuso a Nollywood, la Hollywood nigeriana, che a quello più civilizzato degli USA.

Proprio per questo motivo, Asia Argento – prima attrice italiana a denunciare le violenze subite da Weinstein – si è schierata dalla parte delle ragazze che hanno accusato Fausto Brizzi, sottolineando di non aver alcun dubbio sulla loro parola.

‘Perché in Italia si crede al criminale e non alla vittima?’ – si è chiesta l’attrice intervistata da Le Iene, proseguendo – ‘Non c’è solo Brizzi, ce ne sono tantissimi in Italia e noi sappiamo i loro nomi, sappiamo chi sono’.

La Argento, inoltre, si è scagliata contro tutte quelle attrici che ‘difendono il carnefice, che non hanno solidarietà femminile’ e che, rispetto alle colleghe americane, hanno preferito ignorare il caso piuttosto che affrontarlo.

L’America difende le vittime di molestie, e l’Italia?

Dino Giarrusso spiega la grande differenza tra quello che è successo in America dopo il caso Weinstein e in Italia dopo il caso Brizzi. Ne ha parlato con Asia Argento e l’Avv. Giulia Bongiorno.Guarda il servizio completo ➡︎ http://bit.ly/2AZWdtW

Pubblicato da Le Iene su Martedì 19 dicembre 2017

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Asia Argento contro le colleghe che difendono Fausto Brizzi: ‘Mi vergogno per loro’

‘Mi vergogno per loro’ – ha esclamato Asia Argento riferendosi a tutte le colleghe che si sono scagliate contro le ragazze che hanno denunciato.

‘Questo non è gossip, ma un crimine orrendo’ – ha sottolineato – ‘Questa è una vera e propria rivoluzione femminile quindi le donne e le attrici che decidono di stare dalla parte dei cattivi verranno viste, un giorno, come quelle che stavano dalla parte sbagliata!’.

‘Il vaso di Pandora è stato aperto e uscirà ancora tantissima mer**!’ – ha proseguito Asia Argento – ‘Vogliamo davvero lasciare la possibilità a questi uomini di continuare a far male alle nostre figlie o alle figlie delle nostre figlie?’.

‘Dobbiamo credere alle donne!’ – ha concluso l’attrice cui ha fatto eco anche l’inviato de Le Iene che ha sollevato per primo il caso Brizzi in Italia.

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