Rai: Antonio Campo Dall’Orto rimette il mandato nelle mani del ministro Pier Carlo Padoan

Campo Dall'Orto ha rimesso il mandato da direttore RAI. Il direttore generale ha incontrato il ministro dell'Economia ma ancora non è certo il futuro del servizio pubblico. Il manager può restare al suo posto per completare le urgenze come la questione del tetto stipendi.

Pubblicato da Kati Irrente Venerdì 26 maggio 2017

Rai: Antonio Campo Dall’Orto rimette il mandato nelle mani del ministro Pier Carlo Padoan

Il direttore generale della RAI, Antonio Campo Dall’Orto, ha rimesso il mandato nelle mani del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Si attendono ora le mosse di Padoan in relazione alla crisi della Rai, dopo la bocciatura del piano di riforma delle news. Viale Mazzini in una nota comunica che: “In un incontro molto cordiale, il Ministro Padoan ha preso atto della decisione di Antonio Campo Dall’Orto di rimettere il suo mandato di Direttore generale Rai”.

L’incontro tra Antonio Campo Dall’Orto e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è durato oltre un’ora. I due hanno parlato di nodi irrisolti e più stringenti dal punto di vista temporale nell’agenda di Viale Mazzini: l’autoregolamentazione sulle remunerazioni che dovrebbe consentire il superamento dei cosiddetti ‘tetti’ dei compensi degli artisti, il contratto di servizio, i palinsesti della prossima stagione e il destino del piano informazione, bocciato lunedì dal Cda.

LE REAZIONI ALLE DIMISSIONI DI CAMPO DALL’ORTO

“Antonio Campo Dall’Orto – sostiene la Federazione nazionale della stampa e Usigrai – non è l’unico responsabile del fallimento di questi due anni di mandato. Pertanto dopo le sue dimissioni, dovrebbero arrivare quelle della presidente e del consiglio di amministrazione. Auspichiamo ora che l’azionista agisca con rapidità – affermano Fnsi e Usigrai – per restituire con urgenza alla Rai Servizio Pubblico una guida autorevole, sicura e stabile in grado di assicurare presto la necessaria riforma editoriale. Ma quanto accaduto in queste settimane dimostra ancora una volta che governo e Parlamento sono chiamati a intervenire per modificare le norme sulla governance per garantire alla Rai Servizio Pubblico autonomia e indipendenza dai partiti. Senza un chiaro percorso di riforma, che parta dalla necessaria separazione dei poteri di indirizzo dai poteri di gestione, l’indecoroso spettacolo degli ultimi mesi non potrà che riproporsi”.