Le pillole per l’ipertensione aumentano il rischio di cancro al polmone: lo studio canadese

'Trarre conclusioni importanti e parlare dell'impatto sulla salute pubblica in questa situazione sembra prematuro', ha sottolineato il professor Stephen Evans

Pubblicato da Beatrice Elerdini Giovedì 25 ottobre 2018

Le pillole per l’ipertensione aumentano il rischio di cancro al polmone: lo studio canadese
Foto: Pixabay

Le pillole contro l’ipertensione assunte ogni giorno da milioni di persone nel mondo potrebbero nascondere un’inaspettata insidia. Secondo uno studio condotto dai ricercatori della McGill University di Montreal, in Quebec, in Canada, questi farmaci aumenterebbero il rischio di cancro al polmone. E’ emerso che i pazienti che assumono i cosiddetti ACE-inibitori hanno un 14% di probabilità in più di sviluppare il tumore rispetto a persone che prendono altri farmaci simili.

Le probabilità di contrarre il cancro ai polmoni aumentano con la durata della somministrazione dei farmaci anti-ipertensivi. Di fatto, chi li ha assunti per cinque anni va incontro a un rischio aumentato del 22%. La percentuale lievita fino al 31% in chi li ha utilizzati per dieci anni.

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi al Regno Unito di quasi un milione di pazienti che hanno iniziato l’assunzione di un farmaco antipertensivo tra il 1995 e il 2015. Soggetti di almeno 18 anni di età, senza precedenti tumori. In 6, 4 anni di indagine sono emersi 7.952 casi di cancro ai polmoni.

Secondo gli studiosi si andrebbe ad accumulare sui polmoni una sostanza chiamata bradichinina, che indurrebbe la formazione del tumore.

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Altri scienziati non sono d’accordo con tali risultati. L’aumentata incidenza di cancro potrebbe essere correlata al vizio del fumo esistente in molti pazienti in terapia anti-ipertensiva. Il professor Stephen Evans della London School of Hygiene and Tropical Medicine, sostiene che è improbabile che tali farmaci producano il cancro ai polmoni. ‘Trarre conclusioni importanti e parlare dell’impatto sulla salute pubblica in questa situazione sembra prematuro’.

Si tratta a tutti gli effetti di uno studio di osservazione. ‘Al momento è impossibile tratte delle conclusioni definitive sul rapporto causa-effetto’, hanno precisato i ricercatori. E’ possibile che i risultati siano l’effetto anche di altri fattori concomitanti, quali ad esempio le differenze socioeconomiche, la dieta e la storia familiare di cancro ai polmoni.