La dieta anti-infiammatoria fa vivere più a lungo

Il regime alimentare che banna la carne fa ridurre la mortalità. Ecco i cibi da assumere ogni giorno

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 19 settembre 2018

La dieta anti-infiammatoria fa vivere più a lungo
pixabay / foto

Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Internal Medicine realizzata dall’Università di scienze della vita di Varsavia, dal Karolinska Institutet, dal Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle e dall’Università di Uppsala, la dieta antinfiammatoria può far vivere più a lungo e in salute, sarebbe quindi il vero elisir di lunga vita. Cosa occorre mangiare per avere benefici immediati?

Seguire la dieta anti-infiammatoria è semplice: si mangiano porzioni abbondanti di frutta e verdura dalle note proprietà antiossidanti, è ammesso il pane, ma solo integrale, a colazione si possono portare in tavola cereali integrali, noci e cioccolato. L’importante è che sia fondente.

Per quanto riguarda le bevande si possono bere tè, caffè, cioccolata non zuccherata, succhi di frutta da spremuta, vino rosso e poca birra. Sono ammesse piccole quantità di formaggio fresco e magro, e poi per condire si possono usare olio d’oliva (rigorosamente extra vergine) ma anche olio di colza.

Gli alimenti che invece devono essere tolti categoricamente dall’alimentazione quotidiana sono tutti quei cibi che alimentano infiammazioni. Nella lista appare la carne rossa (sia tal quale che lavorata e trasformata), patatine fritte, tutti i tipi di junk food e le bevande analcoliche che di solito sono ricchissime di zucchero.

Lo studio ha coinvolto 68.273 uomini e donne svedesi di età compresa tra i 45 e gli 83 anni. Tra tutte queste persone, chi ha seguito la dieta antinfiammatoria ha ridotto del 18% il rischio di mortalità. Inoltre, la probabilità di morire a causa di una malattia cardiovascolare si è abbassata del 20%. Infine, il rischio di mortalità associato al cancro è sceso del 13%.

Altro dato interessante da considerare è che i fumatori che hanno seguito la dieta hanno ottenuto dei benefici maggiori rispetto ai fumatori che non hanno apportato cambiamenti al proprio regime alimentare.